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Gruppo “Uniti per la Città”: Amico prova a fare la vittima per nascondere il fallimento del suo Assessorato

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“Parli pure Assessore, ne ha piena facoltà, ma lo faccia nel rispetto della verità e nel rispetto del ruolo che ricopre e dei cittadini che amministra”. Il gruppo “Uniti per la Città” controreplica alle dichiarazioni di Giovanni Amico, che “sanno di incomprensibile vittimismo, a cui, forse, è stato costretto a ricorrere per mascherare le responsabilità di un’attività assessoriale fallimentare. Noi amiamo il confronto che è il sale della democrazia, tant’è che abbiamo lasciato il governo Firetto, di cui lei fa parte, proprio perché a quelle latitudini il dialogo e la dialettica non sono ammessi – affermano Gerlando Gibilaro, Angelo Vaccarello, Marco Vullo e Giuseppe Picone – ma non amiamo la distorsione della verità. Ecco perché l’avevamo invitata ad utilizzare proficuamente il suo tempo per provare a salvare il Comune di Agrigento dal dissesto piuttosto che arrampicarsi sugli specchi per dimostrare di avere operato bene. Per noi occuparci della cosa pubblica è una responsabilità seria – sottolineano i 4 consiglieri – e non teatro. Noi ci siamo limitati, semplicemente, a rendere il testo, quello diffuso ieri, meno burocratico e con una veste più istituzionale rispetto a quello che era finito, inavvertitamente, in circolazione: tutto qui. Ma la sostanza è rimasta la stessa. E poi non si è trattato di un becero attacco, come lei vorrebbe far credere, ma, più correttamente, di una lineare replica chiarificatrice ad un suo precedente, maldestro e pesante, affondo nei nostri confronti. Detto questo, entriamo nel merito delle cose. Cosa che l’assessore al Bilancio, nella controreplica, non ha voluto, o potuto, fare. Noi sappiamo leggere ed interpretare bene, di questo ne sia certo assessore Amico, la relazione della Corte dei Conti, redatta con deliberazioni n° 183 del 2015 e n°212 del 2016, con le quali vengono richieste al Comune di Agrigento l’adozione delle misure correttive. Così come sappiamo leggere ed interpretare bene quanto scritto dai revisori nella seduta del 29 dicembre dello scorso anno. Queste le testuali parole, contenute nel verbale n°90 del 22 dicembre, che riportiamo: “Il piano redatto dall’Amministrazione e la relazione sulle misure correttive sembrano, in linea generale, una mera dichiarazione di intenti piuttosto che un atto contenente misure di carattere strutturale da adottare nell’ambito di una programmazione di medio e lungo periodo”. “C’è poco da dire, da indignarsi o da offendersi, caro Amico, la verità, che le piaccia o no, è quella sancita dalle carte ufficiali e dai numeri contabili – concludono Gibilaro, Vaccarello, Vullo e Picone – e la dimostrazione è stata che, in assenza del parere, obbligatorio, dei revisori, l’amministrazione Firetto è stata costretta a chiederne il ritiro, senza più riproporle”.

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