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Giovani mammoni tra crisi, e Amor di lavoro….non ti conosco !

Crisi su crisi, e giustamente per la maggior parte dei giovani questo rappresenta uno dei problemi generali degli ultimi decenni, con situazioni che normalmente e “purtroppo” si accumula e pesa sulle spalle dei genitori che anch’essi tentano e/o annaspano con altrettante situazioni di precariato o situazioni continue di difficoltà visti i tempi e visto il continuo aumento del costo della vita e la difficoltà di tenersi stretto quel poco che si ha, per non parlare di chi non ha nemmeno questo !
La maggior parte delle persone o dei giovani ha un contratto a tempo determinato di cui il 79,4% dei  giovani occupati con questi contratti, percepisce la propria  condizione occupazionale come un motivo rilevante nel ritardare  l’uscita dalla casa dei genitori (contro il 70,1% dei lavoratori a  tempo indeterminato). Tale categoria sembra essere anche la più  penalizzata relativamente alla situazione economica: l’81% la ritiene una causa rilevante nel vanificare le proprie  aspirazioni di autonomia. È questo il quadro che emerge dal Rapporto  Giovani 2017 (RG2017) dell’Istituto Toniolo realizzato con il sostegno di Intesa Sanpaolo e della Fondazione Cariplo. Il RG2017 si è basato  su un campione di 6172 giovani tra i 18 e i 32 anni.
Autonomia che purtroppo è un ricordo di anni passati e tempi che lasciano il tempo che trovano, con situazioni radicali che hanno cambiato la vita singola e familiare, anche per quanto riguarda l’ambito matrimoniale stesso, ove i giovani non riescono a fare il passo decisivo per metter su famiglia, optando alla convivenza che ha una lama a doppio taglio, visto il risparmio su spese matrimoniali e diritti legali su moglie e famiglia, ma con una convivenza semplice e senza legami, facile da gestire se tutto non procede come voluto…
Giovani che purtroppo oggi non vedono realizzare i propri sogni di autogestione e passare ad un’autonomia familiare che li porterebbe a vivere e gestire il tutto come lo si vuole, senza essere soggetti  a limitazioni economiche che devono rientrare in nel badget di mamma e papà ! Situazioni di titoli di studio che sono anch’essi di primaria importanza se si vuole ambire a qualcosa di diverso , seppur le limitazioni stesse non portano a niente di particolarmente auspicabile, ma con un qualcosa in più di chi magari a scuola non è stato un “secchione”, come tutti i genitori vorrebbero.  I dati del Rapporto giovani mostrano come la consapevolezza di aver  maturato tali competenze sia sensibilmente maggiore tra i laureati  (63%) rispetto a chi ha avuto percorsi di formazione più breve:  diplomati 55%, licenza media 50%, qualifica professionale 47%. Tutto questo purtroppo sta frenando drasticamente la crescita del paese e ciò non porta niente di positivo sul commercio e sulle aspirazioni personale dei giovani, così come quelle dei propri genitori che vedono i figli bloccati e frenati da questo parassitismo governativo che non riesce a mettere in atto ciò che in altri paesi non hanno, con picchi di disoccupazione che hanno sfiorato già cifre allarmanti.
Antonio David

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