| | letto 588 volte |

Gibilaro: Firetto, al Consiglio la decisione per la predisposizione della delibera per il Dissesto.

Gibilaro: Firetto, al Consiglio la decisione per la predisposizione della delibera per il Dissesto.
Al Presidente del Consiglio Comunale
Ai Vice Presidenti
Ai Presidenti dei Gruppi Consiliari
Al Segretario Generale del Comune di Agrigento
Loro Sedi
Agrigento lì 12.11.2016
Oggetto: Mozione urgente ai sensi dell’Art 30 lett. A. – Regolamento Funzionamento Consiglio Comunale- avente ad oggetto la Predisposizione della delibera consiliare di dissesto finanziario del Comune di Agrigento.
IL CONSIGLIERE COMUNALE
G E R L A N D O G I B I L A R O
Chiede a codesto Ufficio di Presidenza e ai Presidenti dei Gruppi Consiliari che nel prossimo Consiglio Comunale venga inserito all’ordine del giorno dei lavori consiliari la seguente Mozione.
Premesso:
- che nella seduta n° 193 del Consiglio Comunale del 8 novembre c.m. l’assise cittadina ha approvato il rendiconto dell’esercizio finanziario 2015;
- che molteplici sono stati gli interventi,tra i quali quello dell’Assessore al Bilancio Dott. Giovanni Amico che ad onor della completa intelligenza si riporta integralmente come da stenotipia della seduta n°193 del 8 novembre 2016, che segue:
“ L’Assessore AMICO Giovanni Grazie, Presidente. Signori Consiglieri, oggi noi dobbiamo affrontare, discutere e approvare un documento contabile di rendicontazione dell’attività del 2015, partendo dalla constatazione che questo Consiglio e questa Amministrazione si sono insediati nel corso dell’anno 2015, in particolare a giugno, e quindi in corso d’anno con un documento di programmazione autorizzatorio della spesa proveniente da una gestione precedente. Questo è il quadro generale nel quale si sono mossi l’Amministrazione e questo Consiglio dal giugno 2015 ad oggi e il rendiconto 2015 rientra nell’ambito di tutte quelle che sono le attività che questa Amministrazione ha messo in campo fin da subito, quindi fin da giugno 2015, come una tappa fondamentale rispetto ad un’idea, ad un percorso che è stato programmato in sede di definizione della politica dell’Amministrazione di questa Giunta e che continuiamo a perseguire tutt’oggi coerentemente rispetto a quella che è un’idea di continuità dell’Ente. Normalmente l’approvazione di un rendiconto è un atto quasi dovuto, che ha minore importanza dal punto di vista politico rispetto a quello che normalmente avviene quando si approva un bilancio previsionale: questo è vero, lo è anche quest’anno, ma il rendiconto del 2015 è un bilancio che ci dà un segnale inequivocabile rispetto allo stato di salute dell’Ente e quindi rappresenta una base sulla quale saranno fondate tutte le scelte successive ad oggi, con la consapevolezza rinnovata che noi, per arrivare alla definizione del rendiconto 2015, dobbiamo un po’ ricordare quello che è il percorso che abbiamo condotto da giugno 2015 ad oggi.
Infatti tutti gli atti che noi abbiamo discusso in questo Consiglio, ma in particolare quelli che riguardano la programmazione e la rendicontazione dei costi, quindi fin dal rendiconto 2014, avevano un segno sottostante, che era il segno positivo della continuità dell’Ente, quindi la ricerca di quelle condizioni di sostenibilità e di equilibrio dell’Ente che, fin da quando ci siamo mossi, abbiamo ricercato al fine di venir fuori da un equivoco nel quale fin dall’inizio ci siamo trovati e con il quale ci confrontavamo, cioè le informazioni che noi avevamo e che provenivano dalla storia di questo Ente, ma anche dal dibattito che si era sviluppato attorno allo stato di salute dell’Ente, ci rassegnavano un Ente con grandissime difficoltà, ma non ci davano delle notizie fondate su quanto fosse tragica questa situazione e sulla dimensione del problema. Il primo atto importante che abbiamo fatto nel 2015, che è il riaccertamento straordinario dei residui, ci ha dato la dimensione di questo problema: il rendiconto del 2014, prima del riaccertamento, esponeva un avanzo di Amministrazione di 55.000.000 euro e, a valle del riaccertamento straordinario dei residui, si evinceva, invece, l’esistenza di un extra deficit di 34.000.000 euro e qualcosa. Questo per effetto sostanzialmente della rivalutazione e della rivisitazione di tutti i residui attivi e passivi e soprattutto della valutazione di quanto fondata e congrua fosse la valutazione delle entrate stimate per l’Ente e quindi sul valore della conservazione dei residui attivi. Questo ha invertito la rappresentazione che all’esterno si è data quest’Ente, che è passato da un avanzo di amministrazione di 55.000.000 ad un extra deficit di 34.000.000, cioè l’avanzo di amministrazione, al netto di quella parte vincolata e di quella parte che viene accantonata con il fondo, non ha più un segno positivo, ma un segno negativo. Però questo è anche un rendiconto dal quale emergono alcuni elementi di speranza, cioè tra i dieci indici che lo Stato inserisce all’interno della misurazione dello stato di salute dell’Ente, soltanto tre ci danno un indice negativo, mentre gli altri sette sono ancora in una fascia verde, però siamo anche in grado oggi di fare delle proiezioni, di avere un’idea di come volge lo stato di salute di questo Ente, non soltanto rispetto a quello che è il rendiconto e quindi il dato al 31.12, ma rispetto alle tendenze che emergono già da questo conto e anche dall’analisi della gestione e che, quindi, ci danno anche il senso di come da qui a qualche anno si potrà sviluppare l’equilibrio della situazione contabile, economica e finanziaria di questo Ente. A questo punto noi abbiamo anche fatto delle ipotesi su quella che può essere la strategia per venire fuori da questo problema, un problema che è molto serio e che inesorabilmente, se noi lasciamo le bocce ferme, ci porterà al dissesto, quindi quello che oggi questa Amministrazione e questo Consiglio dovranno sposare è l’idea che questo Ente possa avere un futuro e una continuità sulla base di alcune azioni amministrative e sulla base di alcune scelte che avranno un impatto sull’organizzazione dell’Ente e sulla nostra città, ma che potranno portar fuori l’Ente da questa situazione. E abbiamo parlato di piano di riequilibrio economico e finanziario pluriennale che la legge dà come opportunità agli Enti che, come noi, hanno delle difficoltà evidenti, ma non hanno ancora maturato le condizioni per il dissesto: è un piano che ci dà maggiore ossigeno nella gestione ordinaria, nella gestione annuale dell’Ente perché ci dà la facoltà di spalmare su un periodo più lungo, rispetto alla loro naturale scadenza, una massa di debiti che altrimenti dovremmo onorare in tempi più ristretti. Però, rispetto all’analisi che noi abbiamo già fatto sulla situazione debitoria dell’Ente, l’effetto del piano di riequilibrio sul nostro bilancio e quindi l’effetto positivo che ne possiamo trarre è ovviamente utile che si utilizzi, però è una condizione necessaria ma non sufficiente per uscire fuori dalla crisi.
Il piano di riequilibrio è necessario, è utile, ma da solo non è sufficiente a garantire l’uscita da questa situazione che può portare al dissesto e non lo è perché il vero grande problema con il quale questo Ente fa i conti giornalmente e dovrà verosimilmente farà i conti nei prossimi anni è l’incapacità o comunque la scarsa capacità di recuperare tutte quelle che sono le entrate non riscosse per competenza, che è una difficoltà che ha mille ragioni e non è legata solo ed esclusivamente alla capacità organizzativa, alla capacità strutturale dell’Ente, ma anche a fattori sociali, cioè all’impossibilità di alcune fasce della città di far fronte ai tributi, che è legata anche all’incapacità, ormai acclarata a livello nazionale, di inefficacia dell’attività di riscossione coattiva. Quindi è chiaro che nel portare avanti un’idea, che è quella appunto di non ricorrere al dissesto solo per levarci di sotto e quindi deresponsabilizzarci rispetto alla gestione di questo problema, che è importante e impone delle scelte ardue, ma anche scivolose, cioè difficili da realizzare negli anni e quindi quello che oggi io volevo dire al Consiglio è che il rendiconto, che è un atto dovuto nell’approvazione rispetto a quello che fotografa come documento contabile, è però parte di un percorso perché la scelta che abbiamo fatto all’interno di questo rendiconto è una scelta di continuità, nella quale si è utilizzato un criterio fondato sul principio di calcolo semplificato del fondo, che ci consente di realizzare l’equilibrio e di recuperare un trentesimo di quell’extra deficit attraverso la gestione del 2015. In assenza di questa scelta, cioè se avessimo fatto una scelta diversa rispetto alla determinazione di questo fondo, noi oggi ci troveremmo qui a discutere di altro e non della continuità dell’Ente. Ecco perché io invito il Consiglio ad approvare questo rendiconto, perché è un passaggio importante e io dico obbligato per chi vuole sposare l’idea della continuità e del risanamento dell’Ente. Grazie.”
- Che dall’intervento del Revisore dei Conti, Dott.ssa PIRRERA Vincenza, che integralmente si riporta la stenotipia della seduta n°193 del 8 novembre 2016 si evince quanto segue:
“Signor Presidente, signor Sindaco, signori Consiglieri, signori della Giunta e signori tutti, questo Collegio, che in questa sede rappresento, ha ricevuto la proposta di deliberazione consiliare con lo schema di rendiconto 2015 per l’esercizio 2015 e i relativi allegati e, durante tutta una serie di sessioni lavorative, anche richiedendo integrazioni e chiarimenti e con il supporto degli Uffici Finanziari, ha elaborato la relazione di competenza. Ora, in questa sede io eviterò di leggervi materialmente tutta la relazione, ma semplicemente vi andrò a dare conto delle considerazioni e proposte che questo collegio ha fatto e ha rilevato, anche perché il dottore Mantione vi ha già riferito dei numeri inerenti questo rendiconto. Questo Collegio ha fatto i seguenti rilievi: per quanto riguarda l’anticipazione di tesoreria, ha rilevato un persistente ricorso all’utilizzo della stessa e, contrariamente agli anni precedenti, al 31 dicembre l’Ente non ha restituito tutta l’anticipazione di tesoreria, seppur in una percentuale che è all’incirca del 4% rispetto all’importo complessivo. Ripeto che il primo punto sul quale ha posto rilievo è stata l’anticipazione di tesoreria perché il suo persistente utilizzo è sintomo ovviamente di una difficoltà per l’Ente e, tra l’altro, contrariamente agli altri anni, nell’esercizio 2015 non ha restituito completamente l’anticipazione di tesoreria, seppur in una piccolissima percentuale rispetto all’importo complessivo dell’anticipazione concessa; gli altri anni è sempre stato restituito e addirittura, se non ricordo male, nell’esercizio 2014 abbiamo chiuso con un fondo di cassa pari a 2.770.000 euro (in questo momento non ricordo precisamente la cifra). La non restituzione è dovuta ad una serie di pagamenti che sono stati effettuati nell’ultimo periodo dell’anno, che non avevano copertura: trattasi di una specie di fido, paragonato al conto corrente che può essere personale. Quindi questa situazione di persistente ricorso all’anticipazione di tesoreria, come dicevo prima, segnala una situazione di malessere per l’Ente e quindi questo Collegio suggerisce di adottare tutte le misure affinché diventi appunto un caso eccezionale, come era stato pensato originariamente dal legislatore stesso. Un altro rilievo riguarda le entrate tributarie: l’Ente nel corso del 2015 è riuscito sì a migliorare la capacità di riscossione delle entrate rispetto all’esercizio precedente, però comunque quelle in conto competenza si sono attestate intorno al 60%, mentre risulta bassa la percentuale di riscossione relativa alle entrate per recupero dell’evasione tributaria che si è attestata intorno al 22% e appunto per questo il Collegio rinnova la raccomandazione all’Ente di attuare tutte le misure possibili per il recupero delle somme. Per quanto riguarda le entrate extra tributarie, si rappresenta che, sebbene l’Ente abbia effettuato accertamenti per proventi TIA all’incirca per 1.700.000 euro – ma negli anni precedenti avevamo visto una regolarizzazione contabile relativamente a queste somme ed erano stati iscritti importi molto più elevati – a fronte di questi accertamenti non risulta alcuna riscossione. Per quanto riguarda la gestione dei residui, il Collegio ha rilevato che la percentuale di riscossione di residui attivi continua ad essere molto bassa e quindi si sollecita l’Ente a monitorare costantemente le riscossioni, proprio per mettere in atto ogni azione utile e in tempo, onde evitare prescrizioni di qualsiasi tipo. Per quanto riguarda le spese in conto capitale, si rileva uno scostamento enorme rispetto a quello che è rappresentato nel bilancio di previsione, di circa il 90% e a questo proposito il Collegio suggerisce, nel momento in cui vengono redatti i bilanci di previsione, di fare delle previsioni che siano attendibili, cioè di calare in bilancio tutte quelle spese che effettivamente si possono coscientemente realizzare. Per quanto riguarda, invece, i debiti fuori bilancio, si rileva che nel corso dell’esercizio 2015, la consistenza di tali debiti ha fatto registrare una sensibile riduzione, però se poi in realtà andiamo a guardare tutti i debiti che sono stati approvati nel primo periodo del 2016, arriviamo a cifre che nuovamente ci riportano agli anni precedenti, perché l’importo dei debiti riconosciuti alla data del 16.9.2016 è di oltre 2.000.000,00 di euro. Ovviamente la maggior parte sono debiti da risarcimento danni e, quindi, si ripete quello che si è detto negli anni precedenti, cioè di fare il possibile perché questa situazione venga, quantomeno, ridotta. Inoltre il Collegio dei Revisori ha richiesto – seppur non è una cosa obbligatoria – una relazione sul contenzioso legale, relazione che non è stata prodotta o perlomeno non era adeguata alle richieste del Collegio e il Collegio vuole rilevare il fatto che in questo momento, specialmente alla luce delle considerazioni che ha fatto l’Assessore Amico, circa eventuali e futuri piani di riequilibrio, oggi come oggi è importantissimo avere una idea chiara di quello che è il contenzioso legale dell’Ente per potere cominciare a ragionare su decisioni future. Per quanto riguarda le società partecipate agli atti di questo Collegio non è pervenuto né il bilancio di previsione, né il rendiconto per il CUPA e non è pervenuto nemmeno il bilancio di esercizio della Voltano S.p.A.. Vero è che documento da allegare a un rendiconto 2015 dovrebbe essere quello riferito al penultimo esercizio, quindi relativo al 2014, che, invece, c’è, però, ovviamente un rendiconto presentato a settembre – ottobre ha già dato il tempo alle società partecipate di redigere i propri bilanci.Quindi, mentre per quanto riguarda la Gesa, della quale si è potuto verificare il bilancio dell’esercizio 2015 e, quindi, vedere che non ci sono state perdite per i quali si richiedono interventi ex articolo 2447 del Codice Civile, lo stesso, ovviamente, non si può dire per l’altra società partecipata per la quale non abbiamo potuto verificare i bilanci. L’inventario dei beni mobili non risulta pervenuto. L’inventario dei beni immobili non risulta aggiornato, anche questo relativamente ai proventi che fanno parte delle entrate extra tributarie, proventi e beni dell’Ente sono, praticamente, irrisori e considerata la vastità del patrimonio dell’Ente si suggerisce di attivare tutte quelle procedure che possono consentire la valorizzazione degli stessi, quindi dei beni dell’Ente stesso. Questo, naturalmente, non può non prescindere dall’avere un inventario aggiornato. Per quanto riguarda il ripiano del disavanzo già vi ha detto il Dottore Mantione; ripiano del disavanzo che è stato deliberato da questo Consiglio nella ragione di un trentesimo, quindi solo 1.146.000,00 euro, è stato assorbito dalla gestione dell’anno, dell’esercizio che stiamo esaminando e, quindi, praticamente, il risultato di Amministrazione non è ulteriormente peggiorato, ma rimane sui meno 33.000.000,00 di euro, così come vi ha detto il Dottore Mantione. Quindi, detto questo, questo Collegio ha espresso parere favorevole, si attesta la rispondenza del rendiconto alle risultanze contabili dell’Ente e, quindi, ha espresso parere favorevole all’approvazione del rendiconto stesso. Grazie per l’attenzione.”
- che da un’attenta analisi politico-amministrativa nulle o quasi, ad oggi, sono state le azioni poste in essere dall’Amministrazione attiva relative a migliorare la situazione economica finanziaria del Comune di Agrigento;
- che ad oggi non si riscontrano validi interventi amministrativi concreti da parte dell’Amministrazione Attiva relativamente alla problematica di che trattasi;
Atteso:
- che si rende assolutamente necessaria ed indifferibile un’azione propositiva tesa al ripristino della tutela degli interessi collettivi e diffusi;
Considerato e Accertato:
- che l’abnorme massa debitoria del Comune di Agrigento impone all’Ente e alla collettività Agrigentina di versare lacrime e sangue;
Per quanto sopra, al fine di rimuovere tute le situazioni che arrecano nocumento all’Ente e alla collettività;
Ravvisata l’importanza che la questione riveste;
Viste le argomentazioni sopra riportate;
Il CONSIGLIO COMUNALE con la seguente Mozione:
delibera di impegnare l’Amministrazione Comunale, nella persona del Signor Sindaco Dott. Calogero Firetto di predisporre, con cortese sollecitudine, la proposta di delibera consiliare di dissesto finanziario del Comune di Agrigento.
Tanto si doveva
Il Consigliere Comunale Indipendente
GERLANDO GIBILARO

Tags: ,

2 Risposte per “Gibilaro: Firetto, al Consiglio la decisione per la predisposizione della delibera per il Dissesto.”

  1. giovanni scrive:

    allora quando lo disse semplicemente ma convintamente Lillo Micciche gli fecero rassegnare le dimissioni, e lui l’unico nell’intero panorama politico di allora che doveva per competenza impegno ed abnegazione rimanere… si dimise.

  2. francesco scrive:

    Grande Gibilaro. Unico, Impegno e competenza.

Commenti chiusi