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Gabriella Costantino, i Beni Culturali della Sicilia perdono un pezzo di storia straordinario

Impossibile leggere il suo curriculum. Occorrerebbero tre giorni per leggere una per una tutte le sue iniziative da quando sin da giovanissima ha iniziato un percorso di studi e lavorativo che oggi l’ha resa fra le più quotate storica dell’arte della Sicilia.

Gabriella Costantino, genio e sregolatezza, passionale e irascibile, vulcanica, studiosa fino all’inverosimile, spesso incazzata ma con un cuore grande così.

Lascia la Soprintendenza di Agrigento dopo averla capeggiata per ben due volte. Ha avuto la possibilità di poter rimanere ancora per un altro breve periodo, ma non se l’è sentita.

E così una intera regione perde un pezzo importante che riguarda il mondo dei Beni Culturali, dell’Arte, dei Musei, delle Biblioteche.

Impossibile, come dicevamo, tracciare anche semplici linee generali del suo curriculum; una vita dedicata al suo lavoro, senza mai guardare il tempo, l’orologio e spesse volte anche la famiglia.

Troppo innamorata del suo lavoro. E guai se in tutte le sue iniziative portate avanti nel corso della sua brillantissima attività lavorativa avessero una sola pecca. Tutto doveva essere perfetto. Altrimenti apriti cielo!

La sua evoluzione professionale l’ha portata ad esperienze diversificate dopo ha sempre brillato; prima storico dell’Arte, poi Soprintendente, poi direttore del Museo (che lo ha reso non solo archeologico ma anche multidisciplinare); ed ancora, direttore ad interim della Biblioteca Pirandelliana per un periodo e il ritorno a capitanare la Soprintendenza.

La perfetta conoscenza del territorio e, quindi, l’impegno a valorizzare non soltanto i luoghi già famosi; valorizzare la città di Agrigento, il suo centro storico, il Rabato, la via Duomo. Ha sempre visto la città come un unicum con la Valle dei Templi. Ne sono esempio le ultime iniziative come quelle di Santa Caterina, Santo Spirito, Santa Maria dei Greci e la mostra conclusiva dei giorni scorsi sul guardino di Villa Genuardi, inteso come parte integrante del percorso dei giardini storici della città.

E’ di Gabriella Costantino la paternità (o la maternità?) dell’idea del museo di Burgio, del museo di Sciacca, del museo di Aragona e anche del museo di Lampedusa.

E’ noto al mondo intero il suo straordinario impegno nella tutela del territorio, con una visuale perfettamente conservativa, salvando tante realtà da scempi certi.

Non è mai caduta in tentazioni politiche che l’avrebbero costretta a commettere anche impercettibili errori di qualsiasi natura. Sempre impeccabile e rigida quando si è parlato di conservazione e tutela.

Ieri la festa per il passaggio delle consegne.

E’ dovere di questa redazione ringraziare la dottoressa Gabriella Costantino per la sua disponibilità mostrata quando è stata da noi interpellata per qualsiasi iniziativa che ha portato avanti.

Un vero peccato. I Beni Culturali della Sicilia hanno perso un “tecnico” straordinario.

Si spera che adesso si possa sfruttare e mettere in campo tutta la sua esperienza maturata nel corso di questi anni per una terra che necessita di avere figure come la sua.

Professionalità come quelle di Gabriella Costantino oggi sono diventate assolutamente rare.

Auguri dottoressa!

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