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Firetto;La cultura? A spizzichi e mozzichi

Il giornalista Diego Romeo segnala su Grandangolo che all’incontro con la scrittrice Dacia Maraini al Pirandello erano presenti poco meno che ottanta presone, compreso il personale del teatro.

Paolo Ferrara annota in Sicilia 24 H che all’incontro con la celeberrima Zaniboni, artista di fama internazionale ai Filippini erano presenti si e no una ventine di signore,per lo più soroptimste.

Il maestro Alfonso Marchica per anni direttore dello Stoai con circa 400 spettacoli per turisti ricorda in Tv come per l’estate turistica di San Leone ci si limita a due tre richieste da parte del Comune (a compagnie territoriali) di spettacoli popolari a bassissimo costo (giusto il rimborso per il service), egiusto per dire “il Comune c’è!” Un po’ di fumo negli occhi.

E il grande Nenè Sciortino, interprete fedele e protagonista dei canti popolari natalizi “le novene” dichiara a “Punto Fermo”quando miserandi siano i rimborsi per i numerosissimi gruppi che animano strade e quartieri di Agrigento.

Ma si può sapere che succede?

Ipotesi:è possibile che il sindaco Firetto abbia dato ordini tassativi di spendere cifre enormi per la stagione del Pirandello (tra trecento e quattrocento mila euro), alla fine per un circuito chiuso,riservato a compagnie di giro e depauperare tutte le forze culturali del territorio?

E’ possibile ? Io penso di no.

E dunque vorrei avanzare un’idea: è possibile,invece, che al Comune di Agrigento manchi qualsiasi idea di programmazione a lungo e largo respiro, manchi la persona giusta con una visione complessiva e completa dei valori culturali del territorio.

Il Sindaco Firetto sbaglia perchè non ha accanto personalità che abbiano le qualità di una seria programmazione. Ascolta persone sbagliate.

Cioè, è ipotizzabile che in riferimento alla programmazione culturale si va avanti con iniziative d’occasione: “quello che capita prendiamo ,così come viene e quando arriva”,

con buona volontà,ma con nessuna capacità progettuale.

Nel mio ultimo Punto Fermo ho mostrato attraverso le telecamere di Teleacras il volume “Voci- Letture Agrigentine-Azioni teatrali della nostra terra”,un volume che testimonia la grande progettualità politica degli anni ‘80, con assessori alla cultura attenti se non illuminati, che fecero tesoro delle capacità di promoter culturali della Biblioteca Comunale,da Franco La Rocca a Luigi Ruoppolo, con costi assolutamente misuratissimi.

Una programmazione di 7 anni,studiata da un tavolo di competenti, e articolata con la volontà della riscoperta e riproposta delle qualità, letterarie, storiche,filosofiche,musicali dotte del territorio provinciale:sette anni. E solo alcuni nomi:

Sciascia,Lauretta,Camilleri,Ignazio Russo, Alfonso Gueli, Nino Agnelo,Alfonso Zaccaria,Antonino Cremona e Ancora Alesssio Di Giovanni,Emanuele Navarro della Miraglia,Nicolò Gallo,e poi Matteo Collura,Angelo Ginex, Luigi Filippo Peritore ed altri e altri ancora.

E circa trecento artisti coinvolti nei lunghi anni,

Una programmazione seria. Ponderata,studiata.

Come altrettanto seria fu la programmazione negli anni ‘90 di “Cinemaperto” all’Auditorium Goethe di San Leone per dieci anni,con una forza propulsiva di entusiasmo e passioni.

Ebbene quale eredità raccoglie Firetto oggi: briciole, e poco e niente,

    E non già per scarsa conoscenza del territorio. Ma per indolenza,aria di sufficienza che diventa inodore aria fritta.

Non coinvolge,non produce.

Né può bastare a coprire i vuoti e le falle del territorio la costosissima stagione teatrale del Pirandello.

Suggerisco: si risparmi al Pirandello e sia dia più

forza ai tantissimi gruppi di azione culturali: associazioni, gruppi folk e di folklore,gruppi teatrali e di danza. Solo così il territorio rivive.

Si usi il teatro Pirandello come nucleo propulsore del fare cultura e non esclusivamente come luogo deputato a raccogliere politicamente consensi, più o meno tiepidi, a fine spettacolo, con merito delle Compagnie di prestigio e di spettacoli di livello che fanno il giro: recitano bene,salutano,incassano cifre troppe volte esorbitanti e se ne vanno:

sempre per un pubblico praticamente uguale a se stesso. (Si vedano gli elenchi degli abbonati degli ultimi dieci anni).

Non è giunto il tempo di cambiare rotta?

:l’onda maligna del dissesto finanziario non è sempre più incombente?

Firetto non sarà l’uomo solo di un novo Titanic?

( REPETITA IUVANT: Rinchiudersi nell’eremo del Palazzo di città con la pretesa e la presunzione di di una superiore capacità tuttologa fa male ai cittadini,ma soprattutto getta pesanti ombre di credibilità sul Sindaco.

Mario Gaziano

Direttore Pirandello Festival dal 23001

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