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Favara, omicidio Palumbo Piccionello: la Cassazione decide le sorti di Antonino Baio

Finisce in Corte di Cassazione la vicenda processuale legata all’omicidio di Calogero Palumbo Piccionello. E’ il 9 maggio prossimo la data fissata per l’inizio del procedimento nella Suprema Corte. Palumbo Piccionello fu ucciso anni fa e morì, a 67 anni, per un agguato, a colpi d’arma da fuoco,per cui fu condannato a 30 anni di reclusione, nei primi due gradi di giudizio, il costruttore favarese Antonino Baio, 75 anni. Baio si trova attualmente libero dopo essere uscito dal carcere, nell’aprile del 2014, per scadenza dei termini.
La difesa ha sempre proposto il tema dell’infermità mentale: “Non si possono ignorare del tutto le testimonianze di parenti ed amici che descrivono le sue patologie psichiatriche e prendere, invece, per oro colato le conclusioni del perito del giudice di primo grado. Aveva un’ossessione, era il delirio di una persona con problemi psichici – asserisce la difesa di Baio – non conosceva neppura il povero Palumbo Piccionello”. Questa in sintesi l’arriga difensiva di Baio.

La vicenda risale al 2012 quando secondo l’accusa Antonino Baio, 74 anni, uccise Calogero Palumbo Piccionello, 67 anni, re delle sale slot nella provincia di Agrigento, a colpi di pistola la sera del 28 Novembre di tre anni fa. L’imputato aveva confessato il delitto originato da una banale storia di ripicche e false accuse che avevano indotto l’omicida a pensare di essere stato etichettato come un usuraio dalla vittima. Un oltraggio che Baio ha lavato con il sangue.

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