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Spari mortali a Favara, le indagini

A Favara si indaga dopo gli spari mortali in Corso Vittorio Veneto. Forse una o più telecamere di video – sorveglianza avrebbero registrato quanto accaduto. A terra è la base del tronco della palma su cui ha lavorato la vittima… Accanto vi sono gli attrezzi di lavoro, dei secchielli, una motosega… e poi uno scalpello, più distante… La palma è stata potata, poi, siccome sarebbe stata di intralcio tanto da impedire anche il parcheggio, il supermercato antistante avrebbe commissionato all’ operaio Carmelo Ciffa il taglio radicale. E l’empedoclino di 42 anni sarebbe stato sorpreso dal killer curvato sul giardinetto, intento a lavorare. Il sicario gli ha sparato 3 colpi : 2 hanno trafitto il torace dell’ uomo, ecco il primo bossolo… ed ecco il secondo bossolo… un altro, il terzo, eccolo, ha forato il parabrezza di un’automobile posteggiata, una Seat Altea… L’ autopsia sarà utile per tracciare la traiettoria dei proiettili. L’ uomo che ha ucciso Ciffa sarebbe sopraggiunto da una traversa a ridosso della piazzola, da via Cina, da qui dove è il sostituto procuratore di Agrigento, Salvatore Vella, impegnato al telefonino cellulare… Carmelo Ciffa è stato ferito gravemente, si è trascinato fino all’ ingresso del supermercato, seguendo l’ istinto della ricerca di soccorso, poi si è accasciato ed è morto. Nel frattempo, l’ uomo che ha sparato, forse insieme ad un complice, prima avrebbe inseguito Ciffa per sparargli ancora ma l’arma si sarebbe inceppata, e poi è scappato. Dall’ archivio della cronaca giudiziaria risulta che il 9 giugno 2008 un Carmelo Ciffa di Porto Empedocle, all’ epoca di 34 anni di età, è stato arrestato dai poliziotti di Torre Annunziata in Campania perchè sorpreso in possesso, all’interno della propria automobile, di 7 chili di hashish. A Favara Ciffa è stato osservato e pedinato, tramando e premeditando la sua uccisione alla prima occasione propizia che si è poi offerta intorno alle radici della palma ? Gli interrogatori di familiari, amici e conoscenti proseguono. Lo scorso 14 settembre a Liegi, in Belgio, sono stati bersaglio di un agguato a colpi d’arma da fuoco due agrigentini. Uno è morto e l’altro è gravemente ferito. Il morto è un incensurato originario di Porto Empedocle, Mario Jakelic, 28 anni, residente con la compagna in Emilia Romagna e padre di un bambino. Il ferito invece è Maurizio Di Stefano, 30 anni, di Favara. I due sono stati in Belgio da pochi giorni, ospiti nell’abitazione di un altro favarese. In tale caso si indaga su ricorrenti contrasti tra stranieri, fra turchi, albanesi e italiani, nell’ ambito del mercato degli stupefacenti.

fonte telacras

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