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FAI: “I LUOGHI DEL CUORE”. La classifica provvisoria dei luoghi più votati in Sicilia

 

I LUOGHI IN SICILIA AI PRIMI POSTI DELLA CLASSIFICA PROVVISORIA

Il Fiume Oreto a Palermo scorre nell’omonima valle, con un bacino che si estende per 19 chilometri nei territori di Altofonte, Monreale e Palermo. La sorgente si trova a sud di Palermo, nella cosiddetta Conca d’Oro e sfocia nel Mar Tirreno. La storia del fiume è ricca di eventi, tra cui l’essere stato testimone dell’assalto cartaginese di Asdrubale. Corso d’acqua a carattere torrentizio, anche nei mesi più caldi l’Oreto conserva un deflusso sufficiente grazie alla presenza di molte risorgive e alla ricchezza della falda che lo alimenta. Per gran parte della sua lunghezza si estende un SIC (Sito di interesse comunitario) di grande valore naturalistico, che rappresenta, in un’area estremamente antropizzata, un rifugio e un corridoio ecologico per la fauna selvatica. Il fiume risulta particolarmente inquinato per la presenza di numerosi scarichi fognari abusivi e di alcune discariche, anch’esse abusive. Il comitato “Fiume Oreto”, attraverso il censimento de “I Luoghi del Cuore”, vuole attirare l’attenzione dei cittadini e delle istituzioni sullo stato di abbandono e degrado del fiume, nel tentativo di promuoverne la rivalutazione come bene paesaggistico e culturale. 

 

Chiesa e convento di San Bonaventura, Caltagirone (CT)

La Chiesa e convento di San Bonaventura a Caltagirone è un complesso monumentale risalente agli anni 1631-1650, ricostruito a seguito del terremoto del 1693. Rispetto all’austerità del prospetto, l’interno della chiesa risulta molto decorato con affreschi, maioliche, manufatti lignei. Il convento custodisce al suo interno un chiostro e alcuni affreschi di Pietro Paolo Vasta, considerato uno dei maggiori pittori siciliani del secolo XVIII. Trasformato in carcere nel 1890, venne chiuso alla fine del XX secolo e oggi risulta in forte stato di degrado. Le cripte furono chiuse nel 1843, subirono un restauro nel 1990 ma non vennero mai aperte al pubblico. Alcuni esponenti di diverse realtà associazionistiche di Caltagirone si sono riuniti in comitato con l’obiettivo di portare questo luogo all’attenzione delle istituzioni perché possa tornare alla pubblica fruizione e il convento venga salvato dal degrado.

 

Porta Garibaldi, Catania

Porta Garibaldi, il fortino, per i catanesi ‘U Futtinu, è un imponente arco trionfale costruito nel 1768 per commemorare le nozze di Ferdinando I delle Due Sicilie con Maria Carolina d’Asburgo Lorena. A questo si deve l’altro suo nome, Porta Ferdinandea. Segna l’ingresso d’onore dalla zona ovest della città di Catania. A indicare la forza di volontà della città, distrutta e ricostruita più volte, sull’arco svetta la frase melior de cinere surgo. Imponente nella sua struttura, si riconosce per la sua bicromia creata dal nero della pietra dell’Etna e dal bianco di quella altrettanto famosa di Lentini. Il gruppo di amici che ha formato un comitato a sostegno di Porta Garibaldi ne auspica un restauro della facciata e il ripristino del grande orologio che svetta sulla cima dell’arco trionfale.

 

Chiesa rupestre del Crocefisso, Lentini (SR)

E’ nuovamente attiva la raccolta firme per la Chiesa rupestre del Crocefisso grazie al comitato “Lentini nel cuore”, che costituitosi in occasione dell’8° censimento “I Luoghi del Cuore”, ha raggiunto i risultati idonei affinché la Parrocchia Santa Maria la Cava e Sant’Alfio presentasse e ottenesse un contributo di 15.000 euro alle linee guida nel 2017 per il recupero dell’affresco della “Teoria dei Santi”, da poco concluso. Situata in un contesto rurale di pregio, la grotta presenta un ciclo di notevoli affreschi che vanno dal XII al XVII secolo e si stratificano nelle epoche successive. Per la rarità e il valore dei dipinti il luogo custodisce il più complesso apparato iconografico della Sicilia rupestre. Tra le pitture più antiche e preziose, il Cristo Pantocratore, che occupa la nicchia dell’altare. L’affresco della “Teoria dei Santi” è stato scelto come intervento volano per il recupero dell’intero ciclo pittorico presente all’interno della Grotta del Crocifisso: il restauro realizzato vuole infatti rappresentare una forza propulsiva per la restituzione ai cittadini di questo bene prezioso e in questa direzione il comitato prosegue la sua opera di sensibilizzazione.

 

Cascata e canyon delle due rocche, Corleone (PA)

A Corleone, nel cuore dell’entroterra della provincia di Palermo, si trova la bellissima Cascata delle due rocche, formata dal salto del fiume San Leonardo, un affluente del fiume Belice, che scorre all’interno di una vera gola naturale formando un canyon, percorribile al suo interno, dove ci si trova circondati da pareti di roccia ocra, dai suggestivi tagli orizzontali, e da una natura fiorente che circonda un suggestivo laghetto naturale, circondato dai resti di un acquedotto probabilmente di fattura araba. Con la sua forza erosiva, il salto del fiume, di circa 4 metri, ha formato uno specchio d’acqua tra le rocce calcarenitiche. Ai lati dello specchio d’acqua spiccano le mura di un antico mulino ad acqua oggetto di un recente restauro. Il comitato attivo per la cascata e canyon delle due rocche auspica l’affidamento a un ente che possa promuoverne una manutenzione costante affinché il luogo possa essere fruito da un sempre maggior numero di visitatori.

 

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