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Firme false per il Movimento 5 stelle Chiesti 14 rinvii a giudizio per falso Ci sono anche tre deputati nazionali

Da «sospesi» continuavano a frequentare Montecitorio e a svolgere la loro attività di parlamentari. «Pur senza mettere piede negli uffici del M5S», giurano Riccardo Nuti, Giulia Di Vita e Claudia Mannino, i presunti gran manovratori delle firme false che, dopo 4 mesi di indagini e «gogna» grillina, non s’aspettavano una accelerazione della Procura di Palermo, pronta ieri a chiederne il rinvio a giudizio con altri 11 indagati. Compreso il cancelliere che in Tribunale certificò 2.000 firme tutte d’un colpo, anche quelle ricopiate in una notte di aprile per non perdere il turno delle Comunali del 2012.

I dem

Storia di 5 anni fa, adesso rilanciata nella polemica politica mentre il Pd chiede conto a Grillo per «una finta sospensione» ironizzando anche sulle giustificazioni del vicepresidente della Camera Di Maio. Scontro accentuato da un’altra durissima polemica dopo l’articolo del senatore Luigi Zanda che sul Foglio prospetta l’ipotesi di una grande alleanza fra tutti i partiti contro i 5 Stelle. E Grillo contrattacca: «Eversivo. È una guerra alla volontà popolare». Nel dibattito entrano i senatori pd con una nota: «Il bastone di Grillo si abbatte contro il Foglio e il presidente Zanda. M5S è già oltre la democrazia rappresentativa. Lo stalkeraggio contro i giornalisti sgraditi, finanziato con soldi pubblici, lo conferma drammaticamente».

Gli indagati

Quattordici indagati, compresi tre deputati nazionali, due regionali e un cancelliere del tribunale: la procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio per le persone coinvolte nell’indagine sulle firme false depositate dal Movimento Cinque Stelle a sostegno delle liste per le amministrative del 2012 nel capoluogo siciliano. Lo si apprende dall’agenzia Ansa. I reati contestati, a vario titolo, dal procuratore aggiunto Dino Petralia e dal sostituto Claudia Ferrari sono il falso e la violazione di una legge regionale del 1960 che recepisce il Testo unico nazionale in materia elettorale.

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