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Eolico e Mafia, maxi confisca

Il nome è Salvatore, e il cognome è Angelo. Salvatore Angelo è un imprenditore, di Salemi, in provincia di Trapani. Il 7 dicembre del 2012, il giorno del blitz antimafia cosiddetto “Mandamento”, tra Castelvetrano e Salemi, è stato arrestato perché presunto fiancheggiatore del boss latitante Matteo Messina Denaro. Poi, in primo grado, il 31 marzo del 2014, è stato condannato a 13 anni e 4 mesi di carcere. Adesso la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani gli ha confiscato il patrimonio. E non si tratta di bazzecole. I Carabinieri hanno sigillato 4 aziende nel settore edile e della viticoltura, poi 67 immobili, tra ville e terreni, e poi 4 autoveicoli. Il tutto per un valore di circa 7 milioni di euro. Da alcune intercettazioni registrate dai Carabinieri del Ros emergono gli interessi di Salvatore Angelo nei parchi eolici. E, prossimo a costruirne uno, l’imprenditore medita e le sue parole sono: “Per l’amore di sistemare a tutti sti picciotti, sia i miei, e tutti i figli degli amici, cento cristiani ci vanno impiegati docu.” E poi, prospettando di diversificare i propri investimenti, ha riflettuto così: “Le biomasse sono importanti, 30 anni ci si può campare.” E poi non avrebbe nascosto le sue amicizie pericolose, e le sue parole sono state: “Matteo è un grande amico mio, ma iu con Matteo un mi ci posso iri a… capiscimi.” Lui, Salvatore Angelo, ha sollevato pale al vento tra le province di Palermo, Trapani, Agrigento e Catania, e poi altre sono state progettate tra Mazara, Sciacca, Contessa Entellina, Montevago, Castelvetrano, Menfi, Ciminna e Salemi. E poi un altro, un maxi impianto, a Catania, che poi lo avrebbe acquistato una multinazionale italo – danese, e una mancia milionaria sarebbe stata intascata da Messina Denaro. I Carabinieri del Comando di Trapani scrivono testualmente che: “Il ruolo di Salvatore Angelo era, infatti, quello di curare che una percentuale dei proventi derivanti dallo sviluppo delle sue attività fosse destinata all’associazione mafiosa e segnatamente al latitante Messina Denaro Matteo.” Oltre alla confisca, il Tribunale di Trapani ha disposto a carico di Salvatore Angelo 4 anni di sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Salemi, da scontare a decorrere dal 2023, anno della scarcerazione. Non si arresta l’avanzata bellicosa di magistrati e forze dell’ordine contro Messina Denaro. Appena tre giorni addietro, il 10 maggio scorso, ancora i Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Trapani hanno imperversato tra la famiglia mafiosa di Marsala e hanno ammanettato 14 presunti fiancheggiatori del boss di Castelvetrano.

fonte teleacras

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