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Elezioni Province, altro rinvio

La giunta Musumeci firma l’ennesimo rinvio dell’elezione diretta dei presidenti e dei consigli provinciali. Commissari prorogati fino al 31 dicembre.

Non è un errore se le si definisce ancora Province. Perché tali sono. Liberi Consorzi di Comuni? Liberi da che? Consorzi di che? Comuni con che? Sono solo parole vuote, che non sono state riempite di significato sostanziale, termini arruffati di una riforma arruffona quale è stata la legge istitutiva dei Liberi Consorzi di Comuni in Sicilia al posto delle Province. Sei Consorzi, corrispondenti ad altrettante sei ex Province, e tre Città Metropolitane, Palermo, Catania e Messina, con l’elezione dei propri organi amministrativi prima di secondo grado e poi diretta.

L’ex presidente della Regione, Rosario Crocetta, si è incaponito sul non recepire “tout court”, dal francese “in breve” e quindi così come è, la riforma Delrio che ha soppresso del tutto le Province. E ha partorito una falsa riforma che si protrae da anni, tra difficoltà di gestione a carico degli stessi Enti, commissariamenti infiniti, e poi la barzelletta delle elezioni, annunciate e poi rinviate sistematicamente. Adesso è la volta della giunta Musumeci, che ha appena approvato una delibera che modifica la legge regionale dell’agosto scorso, la numero 17 del 2017, che ha reintrodotto l’elezione diretta del presidente e dei consigli provinciali. Secondo tale legge, il voto sarebbe coinciso in occasione delle prime Amministrative in calendario, e quindi il prossimo 10 giugno. Impossibile. E dunque la delibera rinvia il voto per le Province al turno straordinario delle elezioni amministrative, quindi una domenica compresa tra il 15 ottobre e il 15 dicembre 2018.

E nel frattempo, i Commissari in carica fino al 30 giugno sono prorogati fino al 31 dicembre 2018, quando il commissariamento delle Province raggiungerà il traguardo record dei 6 anni. In principio il voto è stato in calendario il 20 novembre 2016, e poi è stato rinviato al 26 febbraio 2017. Poi invece altro rinvio, alla terza data per le elezioni, domenica 30 luglio 2017. Nel frattempo l’Assemblea Regionale ha approvato la legge di ripristino dell’elezione diretta del presidente e dei consigli delle Province, poi impugnata dal governo nazionale nell’ottobre scorso. La stessa legge ha fissato il 18 febbraio 2018 come data per le elezioni, poi ritenuta impraticabile e rinviata alle Amministrative della primavera appena iniziata. Anzi no: il governo Musumeci ha firmato, altro giro, altra corsa, a vuoto.

A.R. (teleacras)

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