| | 358 views |

Economia Regione, tra 2018 e 2019

Conferenza di fine anno dell’assessore regionale all’Economia e vice presidente della giunta Musumeci, Gaetano Armao: “La Sicilia resta una regione in ritardo”.

Dopo il presidente della Regione, Nello Musumeci, anche il vice presidente e assessore all’Economia, Gaetano Armao, traccia un consuntivo del 2018 e ipotizza una panoramica sulla prospettiva nel 2019. Armao ammette: “La Sicilia resta una regione in ritardo. Infatti, nel triennio 2015-2018 il Pil, il prodotto interno lordo, è cresciuto del 2,2% a fronte di un incremento del 3,3% nel resto del Mezzogiorno e del 4,7% della media nazionale. Nel 2017 la crescita si è fermata allo 0,5% mentre la stima per il 2018 è dello 0,7%. L’incremento del Pil nazionale per il 2018 è stimato intorno all’1,1%”. E poi sul tema cruciale dell’occupazione l’assessore Armao annuncia: “Migliora leggermente l’occupazione in Sicilia. Tra il 2016 e il 2017 si è passati dal 40,1 al 40,6%, con una riduzione del tasso di disoccupazione dal 22,1% al 21,5%: numeri però che restano tra i più alti nel Paese. A ottobre 2018 il tasso di disoccupazione è stato del 19,5%, rispetto al 20,4% registrato a ottobre del 2017. Ed il tasso di occupazione ha toccato il 41% contro il 40,7% dell’anno precedente”. Altri dati positivi? “Sì, negli ultimi anni si è registrata una crescita strepitosa delle esportazioni. Da gennaio a settembre 2018 le esportazioni hanno fatto segnare un incremento del 18,9% ( con 8 milioni e 125mila euro), ed al netto dei prodotti petroliferi la variazione percentuale annua è stata del 20,2%”. Poi il vice di Musumeci si sofferma sul proprio lavoro, e spiega: “Vogliamo evidenziare quello che la Regione ha fatto in questi mesi per l’economia siciliana, soprattutto alcuni punti importanti come la ri-negoziazione del debito. È un dato oggettivo, confermato dalla Cassa depositi e prestiti, che la Sicilia è la prima Regione in Italia a rinegoziare il proprio debito, quindi ha un elemento di credibilità che prima non aveva. Inoltre, l’approvazione dell’accordo sul credito per il 2019 con Abi, l’Associazione bancaria italiana, ci mette in una condizione di sostegno alle imprese concreta e tangibile”. Poi Gaetano Armao rilancia le questioni continuità territoriale e de-fiscalizzazione, e afferma: “Nei tavoli aperti con il ministero dell’Economia vi sono la de-fiscalizzazione o la riduzione del peso fiscale sui carburanti, e poi la possibilità che, attraverso la condizione di insularità, si possano garantire ai siciliani tariffe aeree calmierate. Purtroppo la condizione di insularità ci pone in una situazione per cui l’aereo spesso è essenziale e ci porta ad avere prezzi proibitivi e condizioni inaccettabili intanto per i siciliani e poi per sviluppare qualsiasi forma di turismo massiccio, perché è evidente che con questi prezzi i turisti se ne vanno da altre parti e non vengono in Sicilia”. Infine l’assessore all’Economia ha sottolineato che i siciliani contribuenti versano più soldi nelle casse dello Stato rispetto ai residenti delle altre regioni, e in cambio però ricevono meno servizi pubblici. “In Sicilia – ha concluso Armao – tra il 2008 e il 2016, l’aumento della pressione fiscale per i contribuenti, dal 30,5 al 35,8%, è stato accompagnato da una diminuzione della spesa dello Stato per servizi e investimenti. Si è andata sempre più assottigliando la spesa pubblica rispetto al prelievo”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

 

Commenti chiusi