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Due angeli saliti in cielo. Due grida. Il primo, straziante di una mamma: “Me li hanno uccisi”. L’altro di un perito geologo: “La riserva Maccalube andava chiusa”.

E’ facile per chi non vive in prima persona dimenticare uno strazio come quello accaduto alla famiglia Mulone. Si prova pietà, si piange, si prova anche dolore. Ma poi, il tempo, ti allontana inevitabilmente ed inesorabilmente.

Il tempo, però, si è fermato per una mamma, la signora Mulone. La sua data finale risale al 27 settembre del 2014; da quel momento nel cuore di quella donna e del marito, le lancette dell’orologio si sono fermate.

Ecco perché vogliamo ricordare il grido di dolore, dopo anni di silenzio, di una mamma disperata. Ha solo detto: “Me li hanno uccisi”.

Una frase forte, un dramma atroce, un dolore che non finirà mai.

La Procura sta indagando, la situazione è delicatissima anche perché ci sono tre imputati che dovranno difendersi dall’accusa di cooperazione ad omicidio colposo plurimo.

La Procura, che sta cesellando come un orafo tutta la vicenda, ha chiamato per una consulenza e per individuare le cause dell’esplosione, uno dei geologi italiani più esperti: Carlo Cassaniti, esperto in vulcanologia.

Ieri, per un terzo di giornata, ha deposto e risposto al PM dott. Carlo Cinque. Il suo verdetto è stato micidiale, che conferma una tragica verità che surclassa la fatalità. Cassaniti dice: “Abbiamo esaminato gli ultimi trenta anni l’attività eruttiva dei vulcanelli di Maccalube ad Aragona ed in questo periodo di tempo ci sono stati dieci eventi. Tantissimi per un periodo di tempo così relativamente ristretto. Le statistiche, in questo caso, sono chiare: quel luogo era da ritenersi poco sicuro”.

Dunque, altro che visite guidate, gite scolastiche, turisti. Il sito delle Maccalube, per Cassaniti andava chiuso data la sua elevata pericolosità.

Ma il vulcanologo non si ferma qui. Va giù pesante come un macigno. Aggiunge: “Se ci fossero stati i percorsi di sicurezza la strage non ci sarebbe stata e, in ogni caso, la Riserva in quelle condizioni doveva rimanere chiusa. Le dieci esplosioni precedenti imponevano un sistema di monitoraggio molto accurato. Non è stato fatto nemmeno quello…”.

Questo uno dei primi verdetti delicatissimi che emerge da questa triste vicenda.

Chiudere la Riserva sarebbe stato un danno perché ovviamente non avrebbe ricevuto più i soldi per la gestione o, quantomeno, questi si sarebbero ridotti notevolmente.

Fra gli imputati l’allora presidente regionale di Legambiente Domenico Fontana, attuale assessore della Giunta Firetto.

Chi gestiva più da vicino la Riserva, assieme ad altri, era la dott.ssa Claudia Casa che nel frattempo è stata promossa a Direttore Regionale di Legambiente. La promozione è scattata anche per Domenico Fontana che nel frattempo è stato eletto responsabile nazionale per l’urbanistica e per le politiche del Mezzogiorno d’Italia.

Siamo certi, tornando a Fontana che anche questo raccapricciante “passaggio” del consulente Cassaniti lo farà desistere dal dimettersi da ogni cosa in attesa dell’esito del processo. Fino ad oggi non c’è un colpevole, ci sono solo indiziati ed imputati. Ma questo doveva bastare già da molto tempo a far riflettere  con estrema serenità la coscienza di Domenico Fontana il quale, lo ribadiamo sempre, allo stato non è colpevole di nulla. Ma poteva aspettare il verdetto sotto altre vesti, senza incarichi nazionali e soprattutto con la carica di assessore.

Una dimissione, questa, che gli avrebbe evitato di attenzionare il grave problema dei rifiuti nella Città dei Templi con uscite non proprio degne di un amministratore.

Per Fontana, che prima non riusciva a far quadrare i conti  la soluzione era il licenziamento di una ventina di dipendenti, i quali da anni protestano vivendo nell’incertezza più totale nonché con lo spettro di perdere il posto di lavoro.

Poi ha aggiustato il tiro, ma a metà. Non ha parlato più di licenziamenti ma di una ridistribuzione del personale (da lui dichiarato in esubero) in altri cantieri della provincia. Non è così facile. I fatti non stanno in questo modo.

Per attuare la ridistribuzione di quel personale in “esubero” occorre prima l’espletamento della gara pluriennale che dovrà, per legge, essere portata avanti dalla SRR; i tempi di previsione, ovviamente non sono brevi. Tra il tempo della pubblicazione del bando e l’esame dei progetti presentati passerà non meno di un anno (se tutto va bene). E’ anche ipotizzabile che ci siano dei ricorsi e non sta a noi decidere di quanti altri mesi potrebbero allungarsi i tempi.

E’ giusto sottolineare questo passaggio, perché oggi viene fin troppo facile non parlare più di licenziamenti ma di una ridistribuzione del personale che non avverrà di certo nei prossimi giorni.

Fontana, dopo la tragedia e soprattutto dopo l’imputazione, avrebbe fatto meglio a dimettersi, come lealmente si fa in questi casi. Lui non solo non ci ha mai pensato, ma ha tirato dritto come un treno che non è stato nemmeno capace di fermarsi dinnanzi ad una tragedia disumana che ha colpito due genitori.

8 Risposte per “Due angeli saliti in cielo. Due grida. Il primo, straziante di una mamma: “Me li hanno uccisi”. L’altro di un perito geologo: “La riserva Maccalube andava chiusa”.”

  1. Francesca scrive:

    L’ho scritto altre volte e voglio ripeterlo: per rispetto a due genitori con il cuore straziato, il signor Fontana non doveva accettare la carica ed il sindaco non doveva chiamarlo. Ogni qual volta si parla di nettezza urbana e si fa’ vedere la foto dell’assessore, x i genitori e’ una continua pena ed in questi due anni, fra licenziamenti e smentite, l’assessore e’ apparso tante volte in tv. Ma siccome non siamo tutti uguali ( io non avrei stabilito il compenso piu’ alto come indennita’ di carica, xche’ la legge lo permette, avrei verificato il bilancio ed il lavoro svolto) penso che non si avranno mai le dimissioni e che Agrigento, continuera’ a pagare x l’errore di una parte ( non della maggioranza) della citta’. Pazienza, x noi cio’ passera’. Per i signori Mulone e x i familiari dei piccoli no. Un bacio a Giovanna e a Rosario e un abbraccio

  2. Peppe scrive:

    Direttuuuuuuu
    Cu lu paga stu cuntu

  3. Salvatore scrive:

    Anche se non li conosco un saluto affettuoso ai genitori dei due angeli

  4. En Marce scrive:

    Nel mentre quelle facce di….. bronzo di Fontana e Claudia fanno CARRIERA con la complicita’ di un sindaco che se ne FOTTE della giustizia e degli Agrigentini, lui se ne sta sbattendo i cabasisi.
    Onore al merito Castaldo e’ il solo a parlarne gli altri suoi colleghi fanno finta di niente, non vedono non sentono dicono che fanno solo la cronaca, ma proprio quando questa gli sbatte in faccia. Gli interessati hanno la faccia diciamo di bronzo per farla pulita senza alcuna morale, l’importante che si beccano lauti compensi . Bravo Castaldo hai la mia stima.

  5. Grillino per sempre scrive:

    E Fontana resta ancora Assessore ed il Sindaco Firetto se lo tiene stretto.
    Chissa’ perché????
    Interessi???
    Gli agrigentini hanno capacita’ di capire…

  6. lorella miccichè scrive:

    certa gente si dovrebbe vergognare di ricoprire cariche pubbliche, altro che storie. grazie lelio per scrivere quello che in molti pensiamo

  7. Calogero scrive:

    Direttore lei secondo me pecca!
    Pecca nel non riportare la circostanza che alcuni consiglieri comunali di Agrigento hanno chiesto le dimissioni di fontana e la revoca dello stesso a firetto.
    Purtroppo i due hanno fatto orecchie da mercante.
    La cosa ancora più grave è che i consiglieri di maggioranza che sostengono firetto fanno finta di niente di questa nuova circostanza processuale e continuano a fare da stampella a questa amministrazione.
    Vergogna.

    • Lelio Castaldo scrive:

      Davvero? Io lo scrivo da due anni e mezzo (da solo…). Per favore Calò, per favore…

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