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Dopo mezzo secolo al via la ristrutturazione della Chiesa Madre di Montevago

Dopo 49 anni partono i lavori di ristrutturazione della Chiesa madre di Montevago, in provincia di Agrigento. Per le opere necessarie a ridurre le infiltrazioni dal tetto sono stati stanziati quasi 279mila euro.

Ieri in Comune è stata approvata la delibera per la manutenzione straordinaria dell’edificio di culto. “L’assessore regionale alle Infrastrutture, Giovanni Pistorio, ancora una volta si è mostrato sensibile alle esigenze del territorio agrigentino” dice la parlamentare regionale dei Centristi per la Sicilia e sindaco del Comune agrigentino, Margherita La Rocca Ruvolo.

“Finalmente a fine mese – spiega – potremo affidare i lavori di ristrutturazione della chiesa dei Santi Pietro e Paolo che dalla costruzione, dopo il terremoto del 1968, non ha più avuto altri interventi straordinari. Nella nota dello scorso 3 aprile l’assessorato regionale alle Infrastrutture ha comunicato il rimodulamento delle somme per un importo pari a 278.975,47 euro.

Il complesso ecclesiastico è un centro di aggregazione sociale molto importante per la nostra comunità, in una zona popolare di Montevago”, conclude La Rocca Ruvolo.

La Cattedrale di Montevago fu costruita sul luogo dove sorgeva un tempo la Chiesa del SS. Crocifisso o del Purgatorio. E’ dedicata agli Apostoli Pietro e Paolo e fu iniziata a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo dal Principe Giovanni Gravina Moncada. Portata a termine dal Cardinale Pietro Gravina, fu consacrata nel 1820. La facciata presentava una sagoma neoclassica articolata su due ordini sovrapposti e affiancata da due alti campanili. L’interno era a croce latina, diviso in tre navate con cappelle laterali. All’incrocio del transetto con la navata centrale si innalzava la cupola emisferica. Le pareti dell’abside erano decorate da affreschi monocromatici rappresentanti storie bibliche, mentre nelle cappelle laterali sorgevano altari ornati da pregevoli opere artistiche di tipo scultoreo e pittorico. In seguito al sisma del 1968 quest’opera è andata  completamente distrutta

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