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Dopo la scarcerazione, Arnone e Faro in conferenza

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giuseppe 7"
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L’avvocato Giuseppe
Arnone ritiene di essere stato vittima di un complotto. E per tale
ragione, che lui sostiene di essere capace di dimostrare anche in
modo documentale, ha già scritto nero su bianco, indirizzato alle
Autorità giudiziarie preposte, 4 atti di accusa contro altrettanti
magistrati in servizio alla Procura e al Tribunale di Agrigento. E
più nel dettaglio, impugnando l’articolo 37 del codice di procedura
penale, Arnone invoca la ricusazione di 3 dei 4 magistrati,
affinchè si astengano dal trattare i giudizi pendenti che lo
interessano. L’ avvocato Arnone, nel corso della conferenza stampa
che si è svolta all’ interno del suo studio legale, in via Mazzini,
in presenza di un ampio arco della stampa locale e non solo, ha
rivelato i nomi dei 4 magistrati e ha spiegato le ragioni per le
quali procederà come intende procedere. Ovviamente su tali ragioni
saranno le Autorità giudiziarie preposte a valutare e a decidere di
conseguenza. Peraltro, Giuseppe Arnone ha sollevato il sospetto che
il giorno del suo arresto, il sabato 12 novembre, non sia
sopraggiunto casualmente ma che, invece, sia stato scelto
causalmente, nell’ ambito del presunto complotto che lui, Arnone,
ritiene essere stato premeditato. Infatti, il sabato 12, e il fine
settimana più in genere, il procuratore capo di Agrigento Luigi
Patronaggio – sostiene Arnone – non sarebbe stato ad Agrigento ma
fuori sede, e perciò Arnone dubita, tra l’altro, che Patronaggio
abbia avuto consapevolezza diretta e sostanziale del documento che
è stato diffuso alla stampa al mattino di domenica 13 novembre.
Nello stesso documento, a firma del procuratore Patronaggio, la
Procura ha sottolineato che “l’accordo di transazione con l’
avvocatessa Picone esibito da Arnone è stato artatamente
predisposto da Arnone, senza mandato della parte rappresentata,
ossia la signora Giuseppina Barbiere, ed è stato dunque finalizzato
all’ arricchimento personale”. “E che – ha concluso la Procura – a
carico di Arnone vi sono prove robuste”. In conferenza stampa, l’
avvocato Giuseppe Arnone ha smentito tutto ciò, “perché – ha
spiegato – io il mandato speciale della signora Barbiere ce l’ho,
debitamente firmato. E dalla signora Barbiere ho ricevuto mandato
di concludere la transazione per i due suoi figli disabili,
entrambi assistiti dall’ avvocatessa Picone. E confermo : 18 mila
euro per la transazione su ciascuno dei due figli, quindi 36 mila
euro, a cui poi ho aggiunto i 14 mila euro per la transazione sul
procedimento per calunnia da me avviato contro l’avvocatessa
Picone, che mi ha accusato di estorsione e poi l’ accusa di lei è
stata archiviata. Il tutto è testimoniato dalla corrispondenza
mail, dagli sms, e dalle intercettazioni. E nulla rasenta
minimamente la fattispecie del reato di estorsione. E’ stata una
lineare transazione, condotta tra più avvocati, e che peraltro è
stata sollecitata dalla stessa avvocatessa Picone, mica da
me”.
fonte
teleacras

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1 Risposta per “Dopo la scarcerazione, Arnone e Faro in conferenza”

  1. Giovanni scrive:

    Tutto molto preoccupante, da qualsiasi parte si osservi.

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