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Disabili, scontro Musumeci Faraone

 

L’ultimatum di Razza ai manager delle Asp sul pagamento degli assegni ai disabili gravi. Lo sciopero della fame di Faraone e la replica di Musumeci.

Le Aziende sanitarie provinciali sono state spronate dall’assessore regionale alla Sanità. Ruggero Razza ha intimato ai manager: “Sbloccate le procedure per pagare gli assegni ai disabili gravi entro cinque giorni o sarete rimossi”. E i direttori a loro volta sarebbero intervenuti affichè gli uffici amministrativi predisponessero i pagamenti. E, gradualmente, almeno le prime quattro mensilità da 1500 euro al mese, da gennaio ad aprile, sono in corso di erogazione. Nel frattempo il senatore del Partito Democratico, Davide Faraone, prosegue lo sciopero della fame, intrapreso contro il grave ritardo della Regione nel pagamento dell’assistenza ai disabili gravi. Il presidente della Regione non condivide, la ritiene una “protesta inutile”, e Nello Musumeci replica: “I decreti del presidente della Regione e quello inter-assessoriale ‘Famiglia-Salute’ a esso collegato, sono già pronti da settimane, senza bisogno che il senatore Faraone portasse avanti una protesta inutile. Qualcuno lo informi che la legge Finanziaria regionale ha previsto una norma che disciplina la fase che precede l’entrata in vigore del decreto. Quindi siamo stati un po’ più previdenti e adeguati di quanto non sia accaduto nel passato. Il presidente della Regione non ha bisogno di ricevere ultimatum, perché sta lavorando per risolvere le tante iatture lasciate dal partito di Faraone e dal governo che lui ha sostenuto fino all’ultimo giorno”. Immediata è la controbattuta di Faraone, che a Musumeci risponde così: “Musumeci firmi il decreto e non la butti in politica. Sto ponendo un tema di giustizia sociale e non in nome di un partito o di uno schieramento. Ho ripetuto in tutte le salse che le battaglie per i diritti degli ultimi non hanno colore politico. Oltre 10mila disabili aspettano da mesi un contributo che per legge dovrebbe arrivare ogni mese. La Regione e tutte le sue articolazioni in tema di assistenza e salute fanno acqua da tutte le parti, migliaia di famiglie combattono da mesi contro una burocrazia che ha trasformato un diritto in un torto, e Musumeci che dice? Dice che i decreti, quelli che avrebbero dovuto già far partire i contributi di maggio, giugno e luglio sino a dicembre sono pronti. Sono pronti? E perché non li ha ancora firmati? Cosa aspetta? È talmente grave quello che sostiene Musumeci che probabilmente non se ne rende conto neppure lui”.

 

Angelo Ruoppolo Teleacras 

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