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Di Mauro : “Firetto si comporta come un monarca crede di avere a che fare con i sudditi”.

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https://youtu.be/B6OEd517yB8
Illustrate le ragioni che hanno spinto i consiglieri del Gruppo Uniti per la Città ad abbandonare la maggioranza che, al Comune di Agrigento, sostiene il sindaco Firetto. Alla conferenza stampa ha preso parte anche il capogruppo Mpa-Pds allArs, Roberto Di Mauro. Il parlamentare agrigentino non ha risparmiato critiche alloperato del capo dellamministrazione di Palazzo dei Giganti, reo in particolare di non intervenire in modo chiaro ed incisivo sui conti, in disordine, e sullo strumento del Prg, la cui persistente confusione frena lo sviluppo del territorio. Lui si comporta come un monarca ha detto Di Mauro credendo di avere a che fare con i sudditi. Noi rifiutiamo questo modo di amministrare la cosa pubblica con un solo uomo, autoritario, al comando. E allora, per non renderci complici di questo disastro, abbiamo deciso di fare un passo indietro con il ritiro dalla giunta del nostro assessore, Franco Miccichè, assente a questo incontro per motivi personali, al quale va apprezzamento e stima per limpegno profuso a favore della città, rimettendoci anche di tasca. Nessuna pregiudiziale però chiarisce Di Mauro in aula valuteremo in piena autonomia e serenità e voteremo positivamente tutte quelle proposte che andranno nellinteresse esclusivo della comunità, a prescindere da dove provengano. Il primo intervento della compagine consiliare è stato quello del capogruppo, Giuseppe Picone. Forse era unesperienza da chiudere prima ha evidenziato ci siamo attardati per senso di responsabilità, speranzosi che il sindaco potesse rivedere la propria linea di condotta, improntata sin da subito ad un format governativo privo di confronto e di partecipazione democratica. Ma le cose, purtroppo, non sono cambiate, e così di fronte ad un scenario, sempre più allinsegna del decadimento, sia amministrativo che etico, ci siamo guardati in faccia e, con coraggio e dignità, abbiamo maturato la scelta di tirarci fuori. Noi abbiamo scelto di stare dalla parte dei cittadini, di non tradire la fiducia della gente: queste le prime parole di Marco Vullo che poi ha aggiunto: ci siamo chiamati fuori, pur nella piena consapevolezza di perdere una posizione governativa o poltrone potenzialmente di comodo. Dal punto di vista amministrativo ha osservato Vullo – Firetto è stato fin qui un clamoroso flop. La città è invivibile. Nelle periferie imperversa il degrado, labbandono più totale. Tutte le frazioni sono dimenticate e lasciate al loro triste destino. Servizi inefficienti e territorio mortificato, assieme ai cittadini e agli stessi consiglieri comunali, svuotati del proprio ruolo di indirizzo e di controllo. E poi cè il protagonismo civico, dal sindaco tanto sbandierato. Le iniziative dei privati certamente sono lodevoli e gradite, ma il Comune non è una associazione che può permettersi il lusso di vivere solo di luce riflessa. E anche sotto il profilo morale la situazione non è migliore. Vorrei ricordare le prescrizioni secondo Firetto: chi ha peccato o è indiziato di peccato non può assumere cariche istituzionali disse ad inizio mandato. Oggi però in giunta il signor sindaco continua a difendere e a proteggere un assessore come Beniamino Biondi, il quale, manifestando per le strade di Agrigento, aveva gridato allo scandalo contro i costi della politica. Ora, però incredibilmente, questo assessore non si scandalizza per il lauto stipendio percepito mensilmente, tra laltro in modo immeritato, perché la sua presenza è impalpabile. Ed, ancora, mi chiedo, – sottolinea Vullo – il signor Firetto non si imbarazza per la presenza nellesecutivo di un assessore che è alle prese con delle vicende giudiziarie?. A seguire ha preso la parola Gerlando Gibilaro, il quale ha rievocato lamministrazione Firetto versione Porto Empedocle. Quel modello tanto decantato si è scoperto essere ora un Comune dissestato, pieno di debiti e con dipendenti e netturbini che non percepiscono gli stipendi ha spiegato i giudici contabili tracciano un profilo governativo targato Firetto che non può fare stare tranquilli a chi come noi, ama questa città. E a proposito, mi chiedo: che fine hanno fatto le misure correttive prescritte dalla Corte dei Conti per correggere i numeri del Comune di Agrigento? La situazione è grave perché rischia di esplodere da un momento allaltro. A dicembre la giunta ci aveva consegnato delle carte, poi subito ritirate dopo la sonora bocciatura dei revisori in quanto bollate come buoni propositi, ma totalmente inefficaci. Per non parlare delle innumerevole interrogazioni e mozioni che per il sindaco sono solo e soltanto carta straccia. La gente ci ha votato per avere risposte serie, concrete e non per essere presa in giro con vasi o altri elementi di arredo, frutto, per di più, della generosità di qualcuno. Il tempo è galantuomo ha affermato Gibilaro – metterà ordine e renderà omaggio alla verità. Firetto è un uomo che preferisce amministrare in solitudine ha detto Angelo Vaccarello – ed è proprio lisolamento che lo sta politicamente fiaccando e lo porterà a sbattere. Lui vorrebbe usare il Comune di Agrigento come trampolino di lancio per atterrare a Roma. Ma, se con cambierà rotta, rischia perdersi nel cielo delle ambizioni e, cosa più grave, – ha concluso Vaccarello – di affondare questa nostra amata e bella città.

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