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Dalla Sicilia alla Sicilia “in tour”, Dino Rubino in trio, chiude il Taormina Jazz Festival

La cornice è delle più suggestive, ed il concerto di Dino Rubino e del suo prestigioso trio, ha chiuso il festival jazz giunto alla sua settima edizione

Photo - Giancarlo Ferlito

A guidare il trio che ha allietato una mite serata di settembre, è Dino Rubino, trombettista, ma anche pianista, “enfant prodige” dotato di talento indiscusso, ma anche di quella capacità di spostare sempre un po’ più in là il traguardo del suo modo di fare musica. Tutta sua la capacità anche di scegliersi i compagni di viaggio, tanto da portare nella sua Sicilia – dove è nato e dove ritorna sempre con immutata emozione – due dei nomi di spicco del panorama jazzistico italiano ed internazionale. Con lui, sul palco della villa comunale di Taormina, Paolino Dalla Porta, contrabbassista che vanta collaborazioni con i migliori jazzisti al mondo, sempre ispirato, impeccabile sia nelle esecuzioni che nella sinergia con gli altri musicisti, ed Enzo Zirilli, siciliano anch’egli, figlio del mondo, che da diversi anni vive tra Londra e Bari, considerato uno dei batteristi più creativi  e versatili tra i contemporanei, dotato non solo di tecnica, ma anche di un groove travolgente.

Photo - Giancarlo Ferlito

Sul palco tre generazioni, e ognuno dei musicisti con il suo personalissimo bagaglio di esperienza jazzistica, appaiono perfettamente miscelati in “nuance” accattivanti e a tratti lussureggianti. Un trio che nasce “sul campo”, un anno e mezzo fa, che diventa subito intesa e che traccia un “mood” nel quale dipanare un repertorio che spazia tra composizioni originali, standard americani e canzoni d’autore dal cui tema poi, parte un’onda di improvvisazione che soddisfa anche i più esigenti degli appassionati e che dà ad ogni musicista, il giusto spazio nel quale raccontare variazioni ritmiche e sfumature, senza mai alterare lo stile nel quale il trio si identifica a pieno.

“On air Trio” è un bel lavoro. E’ un boccale di talento che “trabocca” sonorità e virtuosismi, a tratti senza freni. Equilibri perfetti, scambi di assoli e interplay impeccabile.

E proprio quando decidi di adagiarti in un sonorità mediterranee, dove Paolino Dalla Porta suona il contrabbasso con l’archetto e Zirilli regala il meglio di se come percussionista, Dino Rubino intesse le trame di variazioni sul tema che conducono lontano, lì dove il jazz non teme confronti.

Il trio è fortissimo sia nell’esecuzione degli standard sia nella capacità di raccontare la bossanova. E così “Oh que sera” di Chico Buarque, resta impigliata ad una notte che non conosce fine, durante la quale un pubblico appassionato applaude e chiede loro “ancora e ancora” di continuare a suonare.

Photo - Giancarlo Ferlito

Dino Rubino è un personaggio oltre che un bravissimo pianista, dotato di “resistenza” tecnica, oltre che di quella capacità di raccontare “il tempo ed i suoni del mondo”.

Finge di non aver più nulla in repertorio, ma c’è tanto nel suo vaso artistico che scoperchia insieme ai suoi compagni di viaggio, con la semplicità di chi la musica la fa sua, la plasma e la regala, semplicemente, dietro un paio di occhiali da sole e dietro una bellezza artistica, per nulla scontata.

C’è spazio per tutto, nel repertorio dei tre musicisti, anche per una “Moonlight Serenade” o per Pata Pata, o “Mi Ritorni In mente”. Tutto condito da assoli che colmano la curiosità di sapere come verranno eseguiti, e “come” andranno a finire.

Ognuno ha scelto il proprio posto in un concerto, equilibrato nel repertorio, oltre le aspettative nelle intenzioni, e dunque un regalo fatto alla Sicilia, per mezzo di due siciliani, che con la complicità di un milanese, sono riusciti “anche” nella loro terra ad essere “profeti” di quel che si racconta, suonando con passione.

Simona Stammelluti

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