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Da attore di teatro a produttore cinematografico, il passo ampio e calibrato di Andrea Solano

27 e 28 ottobre, alle ore 21 presso il ridotto del teatro Rendano di Cosenza, si terrà “Assaggi di Cinema”, kermesse cinematografica che da spazio ai giovani filmakers e ai loro progetti. Ideatore e direttore artistico, Andrea Solano che ho intervistato alla vigilia della terza edizione della prestigiosa rassegna

Quando ho conosciuto Andrea Solano, era in una veste importante, quella di produttore cinematografico, potente abbastanza da portare un medio-metraggio, al Festival del Cinema di Venezia. Quando poi sono andata a scavare un po’ per vedere che strada avesse percorso Andrea Solano per giungere fino a lì, ho scoperto che ha un trascorso non da poco, considerato che è stato anche attore, autore e regista teatrale, e poi produttore.

D: Andrea Solano, come si fa ad essere così giovani ed avere una posizione così solida, nel mondo della cinematografia?

R: Posizione solida…non lo so. Sono come le onde, che vanno e vengono. Non è sempre facilissimo fare le proprie cose, inseguire i propri sogni, restare a galla, perché come nel caso delle onde, a volte possono allontanarti dalla riva, altre condurti vicino alla spiaggia. C’è tanto impegno, c’è un’agenda piena, che negli anni mi ha dato l’opportunità di conoscere tante persone e quindi raccogliere i giusti contatti. Poi riuscendo a realizzare prodotti di qualità  – e nello specifico devo ringraziare per “La Notte Prima” Fabrizio Nucci e Nicola Rovito, della Open Fields Production -  e avendo le conoscenze per poterlo sottoporre a chi deve decidere se ospitarti o meno all’interno di un circuito importante come il Festival di Venezia, allora si concretizza una grande opportunità. Ma è sempre una continua corsa, un continuo impegno, ed ad oggi ancora inseguo i miei sogni. Vedi Simona, io faccio dei miei obiettivi realizzabili i miei sogni, e non il contrario. Io immagino cose fattibili che poi diventano i miei sogni, e raggiungerli è sempre una grande soddisfazione, è quello che mi piace fare e non faccio altro.

D: Andrea, per chi non è del mestiere, ci dice che caratteristiche deve avere un prodotto cinematografico per essere di qualità?

R: Dal mio punto di vista, deve poter raccontare qualcosa e deve utilizzare un determinato linguaggio, per soddisfare ogni target. Mi spiego meglio. Essere di qualità a volte non basta, o non serve, perché non sempre il successo si sposa con la qualità, perché un prodotto può essere inserito nel contesto giusto, non avere grande qualità, eppure vincere in termini di numeri e di apprezzamento proprio perché adeguato ad un determinato target. Il lavoro di qualità a volte resta da nicchia. Ma capita anche che il lavoro di qualità possa fare i numeri se inserito in un contesto adatto ad accogliere quel lavoro, con quel contenuto, con quel preciso linguaggio.

D: Che segreti hai rubato, quando sei stato a Venezia? Ti sei guardato attorno, hai osservato da vicino quei circuiti. Cosa ti è rimasto di quella esperienza così importante, per uno che fa il tuo mestiere?

R: Con grande umiltà, mi è rimasta la voglia e la sana ambizione di tornare a Venezia con un film in concorso, e vincere. Una sfida non irrealizzabile. Quindi tornare non più come ospite –  anche se già essere lì come ospiti è molto gratificante –  ma arrivare in concorso, riconoscerebbe un valore maggiore ad un lavoro. Quell’ambiente significa poi contatti validi e roba di qualità. Ci siamo guardati attorno, e abbiamo capito che non è tanto difficile poter fare il salto di qualità ma c’è bisogno di fortuna, impegno, costanza e poi c’è ahinoi, un elemento di cui c’è sempre bisogno: i soldi. Se non ci sono i soldi è difficile raggiungere grandi obiettivi, a meno che non ci si inventi la trovata del secolo, ma accade una volta su un milione.

D: Andrea, parliamo un po’ della nostra terra di Calabria, con tutte le problematiche che naturalmente derivano non solo dal fatto di essere una terra del sud che sembra sempre messa ai margini, che paga lo scotto di non avere avuto per diverso tempo una Film Commission che potesse sostenere persone come te che fanno questo mestiere, ma che è anche una terra che “sembra” promettere tanto. Come fa a lavorare scovando il talento, cercando una riconoscenza per quello che si fa e provando a cambiare alcune dinamiche?

R: Bella domanda. Io sono autore di un volume che si intitola “Occhi”, scritto a 4 mani con il magistrato Luigi Maffia, punto di riferimento per me culturale, persona moralmente corretta, che ha decido di tornare in Calabria e di combattere facendolo qui, il magistrato. Con questo libro abbiano scritto una storia che appartiene a noi, che parla di rivalsa, ma anche che accenda una luce su un passato che poi ci ha portato a commettere tanti errori, come calabresi. Ecco, ogni volta che parlo della Calabria, mi vengono in mente le parole di Falcone e Borsellino quando descrivevano la Sicilia come “terra bellissima e disgraziata”, e allora mi viene da dire, che si potrebbe fare tanto, forse tutto, se le persone diventassero responsabili. Passa tutto dall’impegno o al contrario dal disimpegno delle persone, dalla loro onesta o disonestà. La Calabria ora ha una film commission, finalmente riparte e sarà l’ennesima ripartenza, per la quale auspico le cose migliori, il bene più grande. Conosco le persone che ne fanno parte in questo momento, ho fiducia, e siccome vedo sempre il bicchiere mezzo pieno, ci voglio credere. Ma c’è bisogno di impegno, di serità, di trasparenza, di opportunità. Dall’altra parte c’è bisogno di un ottimo fermento artistico, in questo caso è cinematografico, affinché ci si impegni a produrre lavori di qualità e non si pensi solo all’arrivismo personale, al campanilismo, perché l’importante è fare rete e fare gruppo … serve, anzi è indispensabile.

D: Andrea Solano, “anche” appassionato di cinema, ma il tuo rapporto con il cinema qual è, quando è nato questo rapporto così stretto e viscerale con il mondo della cinematografia? Quanto è datato e con che cosa è incominciato.

R: La vera scintilla è scoccata all’università. Nasco appassionato di teatro, fruitore di teatro, nasco speranzoso e volenteroso interprete, poi divento autore, poi comincio a curare qualche regia, poi a produrre gli spettacoli. I due momenti più delicati sono la produzione e la distribuzione, che spesso uccide e soffoca la produzione, perché uno può produrre quanto vuole, ma se poi non riesce a distribuire ciò che produce resta lì e siccome a me non è mai piaciuta l’autoreferenzialità, l’autoconsumo, penso che ci sia bisogno di distribuzioni forti, soprattutto in Calabria, ma questo vale anche per tutto il territorio nazionale. Quindi nasco con il teatro, poi faccio il Dams e studio cinema, e lì mi appassiono, mentre nasce l’amore per il cinema e la voglia di fare. Lo studio universitario mi ha trasmesso una cosa meravigliosa, ossia la curiosità, l’istinto della curiosità tanto che adesso se guardo qualcosa lo guardo sempre con l’occhio tecnico. Ogni volta che guardo una scena, posso anche lasciarmi commuovere, emozionare, divertire, ma sopratutto guardo istintivamente l’aspetto tecnico e dunque mi diverte e mi sorprende più quell’aspetto che la scrittura.

D: Facciamo un piccolo passo indietro. Abbiamo detto che è riuscito a portare un prodotto al Cinema di Venezia. Vediamo quindi che tipo di prodotto era, quello approdato al famoso festival, e come ha conosciuto i registi Nucci e Rovito.

R: Tre anni fa faccio nascere “Assaggi di Cinema” al teatro Rendano di Cosenza. L’anno prima però, sperimento questa idea di proporre i cortometraggi e di discutere tecnicamente su quanto fatto e dunque coinvolgere il fermento artistico cinematografico calabrese, nell’ambito del Festival delle Serre di Cerisano. Esperienza interessante nella quale conobbi diversi filmakers ma non Nucci e Rovito. L’anno successivo, loro presentarono un lungometraggio e andato alla “prima”, roconobbi  in loro della qualità differenti dagli altri filmakers, tutti bravi, con delle loro idee e peculiarità, ma di loro mi ha colpito la cura sulla fotografia, e poi l’aspetto introspettivo, quindi una bravura nel raccontare gli stati d’animo. E poi cosa importante, sono stati capaci di stuzzicare la mia curiosità. Li ho invitati l’anno successivo ad “Assaggi di Cinema”, portarono un bel cortometraggio e con loro immaginai di poter fare qualcosa di particolare. Successivamente quando il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, con lungimiranza puntò l’attenzione su Alarico, come elemento trainante per la valorizzazione dei luoghi, anche dal punto di vista storico e culturale,  considerata la mia voglia di raccontare storie per valorizzare la mia terra, decisi di realizzare un prodotto sulla suggestione di Alarico, dando alla storia un valore aggiunto raccontando una vicenda in maniera indiretta. “La notte Prima” diventa quindi un pretesto per raccontare una storia e lavorare con quei due bravi registi. Ma non solo con loro, perché ho costruito poi una squadra con la quale siamo poi andati a Venezia.

D: Lo ricorda Andrea, l’applauso che seguì la proiezione del film, a Venezia?

R: Beh, si. Ricordo l’applauso del pubblico presente in sala, ma anche il plauso di chi ci aveva ospitato, la spazio Luce di Cinecittà e di chi ha potuto vederlo, non essendo emotivamente coinvolto come noi calabresi, circa la storia di Alarico. Per cui le gratificazioni sono state tante, sono nati nuovi contatti in quella circostanza. Ma quello che ricordo in maniera indelebile è stato l’applauso giunto alla prima del film, a Cosenza, durante la “Primavera del Cinema Italiano”, con il Patron Pino Citrigno, da un pubblico che aveva letteralmente invaso il cinema. Il lavoro non è assoluto, ma un buon lavoro con cui partire. Ma le soddisfazioni sono molteplici.

Lo scorso anno nella seconda edizione di Assaggi di Cinema, io lancio un progetto con i ragazzi dell’Associazione Nemo di Cosenza, che sono ragazzi con “caratteri speciali”, e con loro lanciai l’idea di poter fare una serie di spot educativi, ovviamanete molto divertenti e comici, perché attraverso l’ironia si possono raccontare criticità, affrontare problematiche, perché se la gente sorride, comprende meglio il messaggio.  Volevo averli come protagonisti e l’anno scorso lanciai il tema del modello civico stradale. L’idea non solo era realizzabile ed è stata realizzata con uno spot, ma ha anche partecipato ad un contest nazionale e poco fa abbiamo ricevuto la notizia che quello spot è risultato vincitore. Quindi tutti insieme, avevamo un obiettivo, che partito dalla Calabria aveva le caratteristiche per vincere, e così è stato. Questo spot sarà proiettato in tutte le sali dell’Anec affinché un prodotto di qualità possa anche consegnare valori, perché il diversamente abile che spiega all’automobilista indisciplinato con ironia, che è distratto e scorretto, facendogli notare i suoi limiti e la sua distrazione e lo porta a cambiare nell’evoluzione dello spot, fa riflettere.

D: Domani giovedì 27 ottobre e venerdì 28, al ridotto del Teatro Rendano, alle 21 andrà in scena la terza edizione di Assaggi di Cinema. L’evoluzione qual è stata? Tu ideatore, direttore artistico, quindi grande impegno, un grande lavoro. Come nasce l’idea e come si è evoluta nel corso degli anni?


R: L’idea nasce dalla volontà di usare il Teatro Rendano, luogo che per mi ha ospitato anche come attore, per dare spazio al fermento che c’era intorno ai filmakers calabresi, e siccome il cinema nasce sempre da un’idea e da una storia, ho pensato di poter offrire una vetrina a questa realtà, proiettando e facendo vedere i loro lavori, non però attraverso un evento di massa, ma di nicchia, infatti si svolge al Ridotto del Rendano. Non è un festival ma un laboratorio, una rassegna, che però sta crescendo in termini qualitativi sia nell’organizzazione, sia in termini di interesse delle aziende che hanno partecipato all’evento con i loro prodotti, sia della stampa, e poi quest’anno è cresciuto anche nella selezione dei corti. Quest’anno abbiamo gli inediti e andiamo a premiare chi è stato già premiato a livello nazionale, nel Giffoni Film Festival, al David di Donatello, e poi questo abbinamento alla Basilicata, strizzando l’occhi al progetto “Lu-Ca, Lucania Calabria. Quest’anno c’e anche Enzo Barbieri, grande ristoratore calabrese, che cucinerà. Assaggi di cinema nasce per dare spazio agli autori di cinema, ma poi diventa un vero contenitore, nel quale abbiamo invitato anche un’accademia di trucco, abbiamo chiamato un’azienda che si occupa di indagine di mercato per raccontare proprio  i gusti del pubblico. Assaggi di Cinema, sarà nella prossima edizione durante tutto l’arco dell’anno con eventi e appuntamenti ogni due mesi. Ci sarà anche la musica dal vivo.

D: Andrea Solano 36 anni, giovane produttore, apriamo il cassetto dei sogni e dei desideri che sicuramente uno come te tiene accostato; cosa c’è in anteprima?

R: C’è questo sogno di realizzare un film su Gigi Marulla, un lavoro importante che racconterà la storia di un calcio minore, di quelle bandiere che non ci sono più, di realtà provinciali che trasmettono valori positivi e attorno alle quali a volte si costruiscono le società fatte di donne, uomini, sogni, opportunità. Dovrebbe essere una mini serie tv e da qui alla fine del 2017 dovremmo avere già i primi riscontri per questa produzione. E’ un lavoro grosso ed impegnativo, e si chiamerà “Numero 9″.

Ringrazio Andrea Solano e promettendo di rincontrarci, alla vigilia della messa in onda del nuovo progetto, ricordiamo l’appuntamento per domani e venerdì per la terza edizione “Assaggi di Cinema”.

Simona Stammelluti

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