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Confederazione Generale Italiana del Lavoro SEGRETERIA PROVINCIALE AGRIGENTO

Egregio Sig. Ministro Graziano DEL RIO,
SIAMO STANCHI  DI NASTRI INAUGURALI
E DI OPERE INTERRROTTE ED INCOMPIUTE
LA CGIL SALUTA LA SUA PRESENZA MA LE ESPONE QUANTO SEGUE
L’ultima volta che il Governo era venuto nella nostra Città è stato per presentare, davanti al Tempio della Concordia, il “patto per la Sicilia”: 1249 progetti, 127 dei quali per la nostra provincia, circa 6 miliardi di opere di cui circa 222 milioni per la nostra provincia.
Cantieri partiti? Nella nostra provincia, zero!
Ora viene Lei ad inaugurare il primo tratto della nuova SS.640.
Sia chiaro, Noi siamo felici che, alla fine, sia pure con tempi assai più lunghi del previsto questo intervento si stia facendo.
Ma come non pensare al dato che in fatto di  mobilità delle persone e delle merci, questa bistrattata provincia sia assai indietro rispetto a tutte le altre?
E che sul resto non c’è nulla! Come festeggiare in queste condizioni?
Proprio nei giorni scorsi il  Settore Infrastrutture Stradali del Libero Consorzio, ex Provincia regionale di Agrigento, ha reso noto l’elenco delle quattordici strade chiuse, o con limitazioni al traffico trasmesso tramite il Genio Civile al Dipartimento Regionale Tecnico per definire la priorità degli interventi.
Di tutti quegli interventi, solo 6 hanno avuto l’”OK” della Regione e tutti gli altri interventi che pure erano stati considerati “strategici” per i collegamenti con le zone interne, la densità del traffico, l’esistenza di attività economiche (principalmente agro-zootecniche) quando si sistemeranno?
Ed il resto dei collegamenti?
Com’è collegata Agrigento con Palermo? Di quali collegamenti stradali, ferroviari, portuali ed aereoportuali dispone questa provincia per collegarsi con il resto?
Com’è possibile cogliere le opportunità turistiche legate agli “attrattori” straordinari che abbiamo se “venire ad Agrigento” è ancora un’avventura?
E’ di queste ore la disavventura della nave (sempre la stessa da 30 anni!) che collega Lampedusa a Porto Empedocle! Ed il “dragaggio” del Porto di Porto Empedocle per consentirgli di accogliere le “navi crociere”?
Si avvia l’aereoporto di Comiso ma nessuna strada, degna di questo nome, ci collega a questo scalo.
La “chiusura dell’anello autostradale siciliano” resta un miraggio e la nostra resterà ancora l’unica provincia a non avere un centimetro di autostrada!
Per non parlare delle infrastrutture civili: i depuratori, la rete fognaria, la rete elettrica, quella telefonica, le scuole ecc.
Per questo, Signor Ministro, non abbiamo davvero nulla da festeggiare!
E vorremmo capire davvero se il Governo di cui Lei fa parte, se la Politica Nazionale e Regionale abbiano davvero compreso in che condizioni vive questa provincia, se ha dimensione della crisi che ha messo completamente in ginocchio il settore dell’edilizia che è ormai al minimo storico; se ha idea del livello del tasso di povertà assoluto e relativo; se ha idea dello spopolamento dei nostri Paesi, la ripresa dell’emigrazione di massa.
Su tutto questo,  Noi non ci rassegniamo e manterremo ferma la nostra attenzione e sollecitazione.

Confederazione Generale Italiana del LavoroSEGRETERIA PROVINCIALE AGRIGENTO
Egregio Sig. Ministro Graziano DEL RIO,SIAMO STANCHI  DI NASTRI INAUGURALIE DI OPERE INTERRROTTE ED INCOMPIUTE

LA CGIL SALUTA LA SUA PRESENZA MA LE ESPONE QUANTO SEGUEL’ultima volta che il Governo era venuto nella nostra Città è stato per presentare, davanti al Tempio della Concordia, il “patto per la Sicilia”: 1249 progetti, 127 dei quali per la nostra provincia, circa 6 miliardi di opere di cui circa 222 milioni per la nostra provincia.Cantieri partiti? Nella nostra provincia, zero!Ora viene Lei ad inaugurare il primo tratto della nuova SS.640.Sia chiaro, Noi siamo felici che, alla fine, sia pure con tempi assai più lunghi del previsto questo intervento si stia facendo.Ma come non pensare al dato che in fatto di  mobilità delle persone e delle merci, questa bistrattata provincia sia assai indietro rispetto a tutte le altre? E che sul resto non c’è nulla! Come festeggiare in queste condizioni?Proprio nei giorni scorsi il  Settore Infrastrutture Stradali del Libero Consorzio, ex Provincia regionale di Agrigento, ha reso noto l’elenco delle quattordici strade chiuse, o con limitazioni al traffico trasmesso tramite il Genio Civile al Dipartimento Regionale Tecnico per definire la priorità degli interventi. Di tutti quegli interventi, solo 6 hanno avuto l’”OK” della Regione e tutti gli altri interventi che pure erano stati considerati “strategici” per i collegamenti con le zone interne, la densità del traffico, l’esistenza di attività economiche (principalmente agro-zootecniche) quando si sistemeranno?Ed il resto dei collegamenti?Com’è collegata Agrigento con Palermo? Di quali collegamenti stradali, ferroviari, portuali ed aereoportuali dispone questa provincia per collegarsi con il resto?Com’è possibile cogliere le opportunità turistiche legate agli “attrattori” straordinari che abbiamo se “venire ad Agrigento” è ancora un’avventura?E’ di queste ore la disavventura della nave (sempre la stessa da 30 anni!) che collega Lampedusa a Porto Empedocle! Ed il “dragaggio” del Porto di Porto Empedocle per consentirgli di accogliere le “navi crociere”?Si avvia l’aereoporto di Comiso ma nessuna strada, degna di questo nome, ci collega a questo scalo.La “chiusura dell’anello autostradale siciliano” resta un miraggio e la nostra resterà ancora l’unica provincia a non avere un centimetro di autostrada!Per non parlare delle infrastrutture civili: i depuratori, la rete fognaria, la rete elettrica, quella telefonica, le scuole ecc.
Per questo, Signor Ministro, non abbiamo davvero nulla da festeggiare!
E vorremmo capire davvero se il Governo di cui Lei fa parte, se la Politica Nazionale e Regionale abbiano davvero compreso in che condizioni vive questa provincia, se ha dimensione della crisi che ha messo completamente in ginocchio il settore dell’edilizia che è ormai al minimo storico; se ha idea del livello del tasso di povertà assoluto e relativo; se ha idea dello spopolamento dei nostri Paesi, la ripresa dell’emigrazione di massa.
Su tutto questo,  Noi non ci rassegniamo e manterremo ferma la nostra attenzione e sollecitazione.

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