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Ciclone Tuzzolino: nuove dichiarazioni, nuovi reati e nuovi indagati

L’irruzione dell’architetto-pentito Giuseppe Tuzzolino nel processo per gli imbrogli (per ora presunti) della cricca di Lampedusa non è stata del livello della primitiva testimonianza del maggio scorso nel processo a carico dell’ex governatore di Sicilia, Raffaele Lombardo o dei verbali di cui lascia imperitura traccia.

Ieri, l’architetto, pur regalando impeccabili momenti di vero protagonismo giudiziario, specie nel faccia a faccia con l’avvocato Ignazio Valenza (“avvocato, non ti ricordi? Ci siamo incontrati che avevi i paramenti massonici come Gabriele. Nella foto ti ho riconosciuto a stento anche perché portavi gli occhiali da sole, ma sei ingrassato, eri meglio prima”) per la prima volta lo abbiamo visto balbettare, pronunciare ripetutamente le parole “non ricordo”; ricostruire in malo modo vicende che aveva narrato puntuali appena due settimane fa.

Del Tuzzolino che vedete nelle foto che pubblichiamo spesso è rimasto ben poco.

Fisico asciutto e magro, elegantissimo con un abito grigio di foggia estiva, cravatta scura e camicia bianca, rasato alla perfezione stile Fabrizio Corona, Peppe Tuzzolino sembra una persona diversa da quella immortalata nelle foto segnaletiche, quelle diffuse quando, ancora colletto bianco e persona per bene, sbancava le casse del Comune di Palma di Montechiaro con truffe a ripetizione.

Ieri sia l’ottimo pubblico ministero Salvatore Vella che l’equilibrato presidente del collegio, Giuseppe Miceli non gli hanno dato la possibilità di sforare e parlare d’altro, innescando pericolosi zig zag nella prateria di conoscenze, vere o presunte, che il pentito mostra di avere.

Stoppato da VellaMiceli quando gli è stato chiesto di Matteo Messina Denaro, è stato anche fermato dal presidente quando la discussione in aula aveva preso una brutta deriva condita da accenni personali sulla contestuale appartenenza alla massoneria con l’avvocato Valenza e l’imputato Gabriele. Un solo episodio, con scatto che ha lasciato surplace Pm e Tribunale, quando nel narrare di una tangente pagata all’ex sindaco De Rubeis, beffardo ha affermato: “Pagata dal mio ex suocero in contanti ed in mia presenza. Diecimila euro che ho contato personalmente. Ma questo il mio ex suocero non L’ammetterà mai”.

In definitiva, la pubblica accusa, mantenendo ferma la barra sui fatti di Lampedusa, è riuscita a cristallizzare molti punti a suo vantaggio, evidenziando specifiche accuse a carico di De Rubeis, GabrieleGioacchino Giancone. Va anche detto che gli avvocati della difesa sono riusciti a cogliere parecchi aspetti di contraddizione che sono stati puntualmente messi a nudo.

Insomma, non ci è perso il miglior Tuzzolino quello visto anche se il suo eloquio continua a colpire.

Non riveliamo un segreto se vi raccontiamo che la Procura di Agrigento con il Pm Vella ha aperto nuovi filoni investigativi che narrano di tangenti versate e di estorsioni consumate ai danni di imprenditori a caccia di improbabili sanatorie. E non riveliamo alcun segreto quando affermiamo che prima dell’udienza di ieri, Tuzzolino è stato interrogato per quasi tutto il giorno precedente da Guardia di finanza e procuratori, presente il capo dell’Ufficio, Luigi Patronaggio.

Dunque nuovi filoni di indagine e nuove ipotesi di reato che coinvolgono oltre i noti DeRubeisGianconeGabriele anche l’ingegnere Sandro Orlando di Agrigento, massone come Tuzzolino e questi ultimi due, come agevolmente si potrà ricavare leggendo le dichiarazioni che seguono del collaboratore di giustizia sollecitato dal Pm Vella:
Dott. Vella: “Okay. Lei aveva detto poco fa di queste sanatorie di alberghi di privati, giusto? Come le sa lei queste cose?”
Tuzzolino: “Sandro Orlando me l’ha detto … , e allora uno me l’ha detto Sandro Orlando che la signora Rosetta la signora del Nautic che è uno dei migliori ristoranti di Lampedusa, l’Hotel Nautic. Ha uno all’interno dei ristoranti migliori di Lampedusa, si mangia benissimo. Questa signora gli espone di avere un problema all’interno di una cucina, di un locale tecnico su questa cosa e gli dice che praticamente aveva una pratica di sanatoria. In sostanza, Sandro Orlando alla signora Rosetta riesce ad estorcergli centoventimila euro, tutti in contanti in tre rate.
Dott. Vella: “Per fare che cosa?
Tuzzolino G.: “iddu dice che glieli ha dati ìn parte a Gabriele e invece se l’è tenuti lui… Secondo me se li è tenuti tutti, ma è una mia opinione, tutti lui.”
Dott. Vella: “centoventimila euro per fare che cosa?”
Tuzzolino G. : “una sanatoria non so di che cosa. Che non so neanche se gli abbia poi mai dato perché se non ha dato soldi a Gabriele, Gabriele non usciva nessuna sanatoria, quindi non so neanche se gliel’abbia mai data una sanatoria, però gli ha fottuto 120 mila euro così mi dice lui.”
Dott. Vella: “questo è il racconto di Orlando.”
Tuzzolino G.: “sì, di Orlando sì. E poi, praticamente mi dice che i veri soldi glieli stava dando De Francisci per un hotel, non mi ricordo se , mi pare che si chiami hotel dei Paladini con un certo Urso di Favara, c’è pure un favarese in questo hotel. I veri soldi glieli stava dando lui e poi mi ha confermato questo racconto pure il cognato di questo di Favara che si chiama Carlo Vella, ca mi dissi “minchia ddu delinquenti (quel delinquente) lo sta dissanguando a mio cognato” e quindi mi ha confermato, però non mi ha raccontato la storia, mi ha detto che aveva, gli avevano estorto sia a De Francisci che a lui quasi più di duecentomila euro.
Dott. Vella: “ah! Cìoè che il Gabriele aveva estorto a De Francisci …”
Tuzzolino G.: “quasi più di duecentomila euro, sì. Non ho capito per che cosa, però per questa cosa dell’hotel, non ho capito poi per altre, può essere che ci sono altri fabbricati oltre cose … Poi invece personalmente mi raccontava Sandro e lo raccontava anche a Baldo, allo studio ci raccontava che lui aveva intenzione di questi, si faceva dare soldi da tutti a nero, da tutti, da tutti i privati, cittadini soprattutto da imprenditori che avevano intenzione di costruire. Avevano fatto un progetto dei bungalow, volevano costruire su Lampedusa dei bungalow seminterrati, mi disse che stavano facendo i milioni o volevano fare i milioni, scusatemi, non ho capito con che tipo di progetto però il progetto era pronto, lo stava facendo Debora. lo, eravamo da Baldo e gli dissi “ascunta (ascoltami) a me, tu di Gabriele da questo momento non me ne devi fare più né conto né menzione, non esiste più, per me non …”. Quindi da lì (incomprensibile) …, io ho avuto il mio che è sempre meno di quello che mi spettava e io gli dissi “io con Gabriele tuttu chiddu chi …, cu Lampedusa, cu tia, cu De Rubeis, cu Montana (io con Gabriele tutto quello che …, con Lampedusa, con te, con de Rubeis, con Montana) …”, perché poi a Montana, a questo Montana me. lo sono ritrovato a Bucarest”.

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