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Ci risiamo: sul “Falso Quotidiano” schizzi di fango per la città di Agrigento

Mi sembra di essere ripiombato ad una ventina di anni addietro quando alcuni denigratori professionisti cercarono di sfregiare l’immagine di Agrigento con articoli e foto assolutamente falsi e miserabili facendo apparire la “più bella città dei comuni mortali” come la capitale dell’abusivismo edilizio.

Foto artatamente contraffatte e schifosissimi articoli di giornalisti compiacenti facevano apparire i palazzoni agrigentini quasi a contatto con i Templi, se non addirittura dentro lo stesso Tempio della Concordia. All’epoca dei fatti con ogni probabilità un tale che si chiama Alan guardava ancora Pippi Calzelunghe.

A tappare la bocca dei mistificatori incalliti, tra giornalisti, fotografi e urlatori da strada, ci pensò l’inviato dell’Unesco, Mounir Bouchenaki. Visitò la Valle, disse che c’erano in atto bugie belle e buone, che le foto apparse sui quotidiani nazionali erano false e che nessun palazzo era accostato alle doriche colonne dei templi. Non a caso qualche mese dopo la Valle dei Templi venne inserita come Patrimonio dell’Umanità; fra in principali motivi della “promozione”  giusto il fatto che nessun palazzo disturbava l’intero Patrimonio. Il cemento armato era lontanissimo dal cuore della Valle.

Sul “Falso Quotidiano” di ieri è apparsa una notizia che lascia sgomenti tutti. Un tale a cui è consentito scrivere articoli giornalisti, ha evidenziato come a “pochi passi della Valle dei Templi esiste una sorta di terra dei fuochi”.

Quel “Falso Quotidiano” guidato da Marco Travaglio che autorizza e consente ad un soggetto, in combutta con la signorina Claudia Casa, direttrice regionale di Legambiente, fresca cittadina “giancascisa”, di scrivere titoli degni della peggiore spazzatura del mondo giornalistico.

Non è compito nostro entrare nel merito se l’impianto di compostaggio rappresenti una vera e propria terra dei fuochi. C’è una indagine aperta, stanno lavorando Carabinieri e Procura della Repubblica di Agrigento e a loro affidiamo (con grande fiducia) le sorti di una vicenda certamente non nata ieri ma almeno qualche anno fa.

Certamente, ed a gamba tesa, entriamo nel merito relativamente al titolo di un articolo che ha disegnato Joppolo Giancaxio come una terra di mafia, di delinquenti, dove vengono sotterrati e bruciati quintali di materiali pericolosi che creano disagio, malessere e pericolose perplessità sanitarie per alcune decine e decine di migliaia di persone. Ad essere colpiti non solo i joppolesi ma anche gli agrigentini che hanno la “sfortuna” di vivere a 15,3 chilometri dal luogo dove avviene il presunto delitto.

Titoli del genere oggi si chiamano fake news, noi continuiamo a chiamarli porcate. Creare un allarmismo allargato fino alla Valle dei Templi di Agrigento ci sembra davvero eccessivo. Questo continuo, gratuito (quanto costa un pezzo sul Fatto?) denigrare il Parco Archeologico agrigentino ormai non si tollera più.

 “Una nuova terra dei fuochi a pochi passi dalla Valle dei Templi”. Con un titolo così come si riesce a tirare avanti?

Cosa vuol dire a pochi passi dalla Valle? Lo abbiamo detto prima e lo ribadiamo adesso: Joppolo Giancaxio dista dalla Valle ben 15,3 chilometri.

A questo punto, visto che l’articolista non è in grado di quantificare le distanze, ci viene in mente Roberto Benigni, il quale in un suo favoloso film, chiedeva agli astanti di un teatro quanto costassero al chilogrammo le banane in quel di Palermo. Noi, come Benigni, saremmo curiosi di sapere da Travaglio a quanti chilometri corrisponde un solo passo nella loro redazione giornalistica?

Cosa c’entra la Valle dei Templi su un presunto episodio che accade a 15,3 chilometri di distanza?

Agrigento vive molte difficoltà; non funziona nulla, è sporca, è invivibile. Perché questo ennesimo schizzo di fango gratuito (o forse di qualche decina di euro…) nei confronti di una città che con molta fatica vuole scalare montagne insormontabili per cercare di diventare una città “normale”?

E poi perché infangare Ioppolo Giancaxio, cittadina meravigliosa, la quale negli ultimi anni è diventata un vero e proprio centro di attrazione per decine e decine di migliaia di persone provenienti (oltre che dai 15,3 chilometri che la distanziano da Agrigento) da tutta la provincia?

Una cittadina talmente bella che ha folgorato in modo perentorio la signorina Claudia Casa, oggi direttore regionale di Legambiente, a comprare casa proprio in quel lembo di terra distante a linea d’aria non più di cento metri dalla presunta terra dei fuochi che lei stessa denuncia?

A Travaglio ricordiamo che, una ventina di anni addietro, abbiamo combattuto con tutti i modi e con tutti i mezzi contro i mistificatori della Valle dei Templi. Ma tu guarda che coincidenza! All’epoca dei fatti, in prima linea di quell’inferno mediatico, c’era la stessa signorina Casa, di Legambiente, che oggi vediamo denunciare i fatti di Joppolo (certamente più seri rispetto ai falsi di venti anni fa).

Una domanda sorge spontanea: dicevano che oggi la signorina Casa ha comprato casa a Joppolo Giancaxio, a pochissimi passi (ma davvero, non quelli di Travaglio o dell’articolista)  dalla terra dei fuochi. Masochismo o cosa altro su questa sua nuova decisione domiciliare?

Ed ecco il dramma. Un dramma conclamato dal fatto che la signorina Casa non può più avere un ripensamento per ritornare ad Agrigento, dove insiste la Valle, perché quei “pochi passi” dalla terra dei fuochi potrebbero danneggiare la sua salute.

Travagliooooo, tu che sai tutto, tu che il nero lo fai diventare bianco e viceversa, prova a renderci edotti su questa imbarazzante situazione in cui si è incasinata la direttrice di Legambiente?

E come mai la signorina Casa, oggi “ora et labora”, organizza ogni anno a poche decine di metri dalla terra dei fuochi (e non a 15,3 chilometri) una manifestazione denominata “Mangia e passia” con il serio rischio di mettere a repentaglio la salute di migliaia di visitatori (respirano quell’aria) che vengono a comprare un panino “ca sasizza”?

Travaglio, c’è di più! Lo sai che la famiglia del sindaco di Agrigento Lillo Firetto (che è pregato di intervenire su questa ennesima squallida vicenda che denigra la città che amministra) ha investito fior di quattrini per realizzare un meraviglioso castello (proprio in quel di Joppolo) dove ogni anno si celebrano centinaia di matrimoni? Si mette o no a serio rischio la salute di migliaia e migliaia di invitati i quali, oltre ad azzannare meravigliose pietanze sono costretti anche a respirare quell’aria acre, disgustosa, poco salubre che proviene da quel posto maledetto?

E come mai la signorina Casa non si accorge (se non nel caso di accusare gli operatori ecologici) del disastro che Agrigento vive quotidianamente dove spazzatura, sterpaglie e rifiuti di ogni genere hanno ormai invaso l’80% della città? Forse perché l’ex assessore all’Ambiente della Giunta Firetto si chiama Domenico Fontana il quale, anche qui per un’altra “singolare coincidenza”, è nel direttivo nazionale di Legambiente, è stato presidente regionale della stessa associazione ed è fraterno amico della signorina? Mistero della fede.

Ed a proposito di fede l’unico invito che possiamo fare alla signorina Casa è quello di “orare” di meno e magari essere più attenta su quanto avviene di disastroso in quella Valle che dista “pochi passi” dal centro di compostaggio di Joppolo.

Davvero disgustoso quel titolo, apparso su un quotidiano che non riceve finanziamenti pubblici e che purtroppo, come in questo caso, pur di vendere qualche copia in più, azzarda titoli infelici e miserini. Ma soprattutto falsi!

Mentre a Troisi e Benigni non restava che piangere a noi (oltre a fare la stessa cosa) rimane soltanto la possibilità di invitare il Travaglio in quel di Joppolo per verificare di persona quei “pochi passi” che distano tra la terra dei fuochi e la Valle dei Templi.

Siamo certi che immediatamente dopo Marco Travaglio si sentirà autorizzato a prendere a calci nel culo il suo giornalista…

N.B. Al sindaco Giuseppe Portella ci permettiamo di dare un suggerimento: occhio ai spunnapedi, a Bolzano meglio conosciuti come tranelli…

11 Risposte per “Ci risiamo: sul “Falso Quotidiano” schizzi di fango per la città di Agrigento”

  1. lillo ha detto:

    Ma è mai possibile che questa città non possa avere in primis cittadini poi amministratori, giornalisti, netturbini, impegati, ecc. ecc. innamorati del posto meraviglioso in cui vivono? Se la Claudia Casa con Travaglio avessero tronato sullo squallore dei rifiuti disseminati in tutta la città, strade, viuzze e periferie rendendola schifosamente invivibile, avrei per primo appaudito e con loro denunciato che Agrigento non merita certi cittadini e disgustato avrei dato del PORCO maledetto a chi foraggia continuamente l’ambiente di spazzatura, ma da gente che dietro la sigla di tutele e informazione offrono l’opportunità di continuare ad infangare Agrigento, questo è inammissibile. Noto con ulteriore sdegno l’immobilismo di Sindaco e Giunta per ovviare non solo le problematiche della munnizza, ma anche delle munnizzate di articoli infamanti.

  2. Davide Gebbia ha detto:

    Un ringraziamento a Lelio per la perentoria replica al fango gettato sul territorio dal falso quotidiano, ma avrei voluto una risposta atrettanto forte da parte dall amministrazione del comune. E necessario farsi una domanda, a dare informazione e controbattere le fake new,deve essere un giornalista che conosce joppolo giancaxio e la sua realtà? O le istituzioni che rappresentano la comunità?
    Grazie a sicilia24h e al suo giornalista Castaldo

  3. fattaccio ha detto:

    Sinceramente credo che al di là di qualche opinabile titolo giornalistico (e comunque mi sembra avvenga così molto spesso nel mondo giornalistico), la sostanza dell’articolo è quella che conta e ci racconta una verità agghiacciante, per la quale credo che tutti dovremmo batterci per mantenere alta l’attenzione affinchè si trovino e si puniscano in maniera esemplare gli eventuali responsabili (a 360 gradi), si bonifichi l’aria, si risarciscano cittadini, Enti, etc. e non si ripeta più un fatto del genere!!!

  4. Giuseppe ha detto:

    Direttore Castaldo non dia retta ai cialtroni che scrivono commenti senza capire ciò che leggono . Lelio Castaldo grazie di esistere.!

  5. Osservatore ha detto:

    Direttore mi dispiace dirlo ma questa volta mi sa che ha “ciccato”: l’articolo de Il fatto quotidiano inquadra perfettamente uno scempio che si è consumato in una terra meravigliosa (su questo concordo con lei, direttore). A Claudia Causa, invece, un elogio, che credo sia difficile affrontare una battaglia così dura ed in cui ci sono così forti interessi nel comune in cui si abita

    • Lelio Castaldo ha detto:

      Gentile osservatore, lei mi sembra poco osservatore rispetto a quello che ho scritto io. Vada a riposare un paio di ore e poi rilegga tre volte il mio Filo di Nota. Finalmente, le assicuro, capirà ciò che ho scritto. Buon riposo!!!!!!

  6. davide gebbia ha detto:

    Davide Gebbia Un ringraziamento a Lelio per la perentoria replica al fango gettato sul territorio dal falso quotidiano, ma avrei voluto una risposta atrettanto forte da parte dall’ amministrazione del comune di Joppolo. E’ necessario farsi una domanda, a dare informazione e controbattere le fake new,deve essere un giornalista che conosce joppolo giancaxio e la sua realtà? O le istituzioni che rappresentano la comunità?
    Grazie a sicilia24h e al suo giornalista Castaldo

  7. Rose ha detto:

    C’è un silenzio assordante da parte del sindaco Firetto su questa brutta storia. Possibile che, a difendere la città, debba essere un giornalista ?

  8. enzo carrubba ha detto:

    che tristezza … siamo dei masochisti incalliti . in questo modo ci facciamo solamente male. la denuncia va bene se finalizzata a trovare soluzioni, ma non se è fine a se stessa. Entrare nel merito è necessario, farlo cercando palcoscenici non è costruttivo… a prescindere di quello che posso pensare e scrivere io credo serenamente di dire che oramai la misura è colma a tutti i livelli. Mi auguro che nella piccola cittadina di Joppolo, dove ho avuto il piacere e l’onore di essere un amministratore nel recente periodo, ci sia un momento di sussulto di orgoglio “joppolese” e mettere i puntini sulle i’ e non solo per i danni per la salute pubblica, ma anche per i danni all’economia, all’immagine di una cittadina che è cresciuta e che ha tanto investito nell’immagine e promozione del suo territorio.

  9. profeta isaia ha detto:

    Non solo il sito è lontano dalla Valle dei Templi, ma non è nelle condizioni minimamente paragonabile alla terra dei fuochi campani. Il protagonismo scandalistico della dirigente regionale di lega ambiente e del giornalismo da d’inchiesta da salotto, creano solo danni al territorio. Il giornalista avrebbe fatto un ottimo lavoro se andava sul posto e riscontrava quanto affermato. Invece, forse, non sa neanche dove si trova il sito. L’impianto è fermo da otto mesi e l’aria è limpida.

  10. Gime ha detto:

    Proprio stamattina la “signorina”Casa ha dato spettacolo su Radio 1 alle 6.30su questa vicenda ribadendo che il sito è attaccato alla valle

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