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CGIL-CUPA, la condizione per il rilancio è non perdere altro tempo: eleggere la nuova governance subito!

La nostra Organizzazione, sia da sola che unitariamente, ha sempre seguito  con grande attenzione la questione del rilancio del CUPA.

In questi ultimi tempi sembra essere ritornato l’ottimismo per via dell’annuncio di nuovi corsi da parte della Università di Palermo.

Ovviamente anche Noi siamo contenti dell’annuncio rettorale, tuttavia proprio per cogliere queste nuove opportunità è fondamentale risolvere alcuni problemi che ostacolano questo obiettivo, primo fra tutti quello della nuova “governance”.

Come si ricorderà è stata approvata la Legge Regionale  n.10 (Luglio 2018) che ha subordinato alla modifica dell’assetto di governo dei Consorzi Universitari i finanziamenti regionali.

Per questa ragione è stato convocato per il prossimo 17 Gennaio un’ Assemblea Straordinaria dei Soci del Consorzio che ha come OdG le modifiche statutarie necessarie ma non la nomina del nuovo Presidente.

Non ne comprendiamo la ragione e chiediamo con forza che urgentemente possa essere integrato tale Odg con la elezione del Presidente.

Avendo espresso nel passato un sincero apprezzamento per l’opera del Prof. Busetta  e di tutto il Consiglio di Amministrazione, credo che nessuno sia autorizzato a pensare che abbiamo fretta di liberarci dell’attuale Presidente (che, per quello che ci riguarda può anche essere riconfermato), la fretta che abbiamo riguarda, invece, la urgenza di mettere al riparo che l’annunciato avvio dei corsi da parte di UNIPA riguardi l’anno accademico 2019/2020 e non quello successivo!

Se non si elegge il Presidente e la nuova governance sarebbe impossibile stipulare i necessari accordi con UNIPA entro il 31.1.2018.

Al nuovo Presidente torneremo a sottoporre quelli che, a nostro avviso, sono le questioni ancora aperte  e che debbono essere affrontate se davvero si crede ad un rilancio duraturo del CUPA:

 

 

  1. Questione economica e riscossione crediti

 

Le questioni economiche hanno, ovviamente, un grande peso.

In questo quadro occorre ancora recuperare le risorse trasferite dalla Regione alla Ex Provincia e che mai sono arrivate al CUPA:

Ci riferiamo a quelle degli anni 2011 e 2012:

     ANNO 2011 €.    792.000,00
     ANNO 2012 €.    750,000,00

Per un  totale complessivo di  E. 1.542.000,00

 

  1. Il CUPA deve sciogliere i nodi del rapporto con UNIPA

Con UNIPA va, definitivamente, sciolta la partita economica e di contenzioso, insieme a quella di capire il ruolo ed il rapporto che UNIPA vuole avere con il territorio. Anche l’annuncio dei Corsi se è un dato estremamente positivo da un lato, occorre dire che questo avviene senza nessun raccordo con il territorio, la sua economia, le sue necessità e vocazioni. Il riferimento è all’Archeologia, ma anche in altri settori (Agro-Industria, Bio-Tecnologie, Architettura, Turismo, Medicina) può ambire a ritagliarsi uno spazio.

Il CUPA deve avere l’ambizione di  diventare utile alla debole economia di questa provincia e accrescere la qualità di quello che si produce e aumentarne le “chances” di successo nei mercati globali.

 

  1. Il CUPA deve sciogliere i nodi del rapporto con il “socio di maggioranza” Comune di Agrigento e con gli altri Soci

Noi comprendiamo le difficoltà del Comune di Agrigento, della Camera di Commercio (così come di tanti altri Comuni ed Enti “fuggiti” dal CUPA per ragioni economiche) ma se tutti seguono il loro esempio e in assenza di una compensazione complessiva della Regione e/o dell’Università, il Consorzio non ha altre entrate.

Si può e si deve lavorare ad un recupero di tutti gli Enti locali, anche ridefinendo le quote di partecipazione di ognuno, così come si devono recupera le presenze delle Organizzazioni Imprenditoriali, degli Ordini .

A nostro avviso il “Libero Consorzio dei Comuni”  deve rientrare a pieno titolo nel CUPA.

  1. Il CUPA deve riorganizzare se stesso, valorizzare le risorse umane interne, stabilizzare il personale

Come Sindacato non ci siamo sottratti ad affrontare la questione personale e saremo disponibili a farlo, nell’ottica della valorizzazione e promozione delle risorse umane esistenti, comprendendo in questo ragionamento la stabilizzazione del personale precario.

Queste sono alcune delle principali questioni che vorremmo porre al nuovo Presidente e che poniamo all’insieme della compagine presente e di quella che è andata via: il Consorzio dev’essere una straordinaria carta che il Territorio gioca tutto insieme per sperare nel suo riscatto, dobbiamo renderlo sempre più partecipato e sempre più utile.

 

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