“Idiosincrasia per la democrazia. L’Amministrazione comunale – scrive in una nota stampa il Consigliere comunale Marcella Carlisi – ancora una volta, passa sopra il Consiglio comunale e, peggio ancora, sopra i Cittadini di Agrigento.

Da ieri è infatti possibile votare per attribuire la somma di € 55.944 ad una delle 6 azioni indicate dalla Giunta comunale, in spregio al Regolamento approvato a marzo dal Consiglio comunale che prevede la consultazione popolare riguardo le idee da finanziare. La raccolta delle idee e dei progetti, che sarebbe potuta avvenire anche tramite mail o attraverso presentazione al protocollo, è stata completamente bypassata, in presenza di un regolamento che è una LEGGE comunale.

Il dirigente ha predisposto una determina per il semplice voto cittadino da effettuarsi a partire da ieri sul sito comunale o tramite le biblioteche cittadine. Durante il sopralluogo di ieri alla Biblioteca centrale ho riscontrato che la mail di incarico arrivava agli impiegati solo “contemporaneamente” al mio arrivo, alle 11.30 circa. Ho lasciato gli uffici che si stavano organizzando per la stampa dei moduli per la raccolta dei voti.

Tutto ciò, ribadisco, in presenza di un regolamento comunale nemmeno citato nella delibera di giunta e nell’atto del dirigente; quest’ultimo atto, nonostante sia stato composto contro una legge comunale, ha il parere di regolarità tecnica.

Ieri è arrivata alle Commissioni una proposta di delibera per il Consiglio comunale firmata dal Dirigente e dall’Assessore al bilancio: chiedono di spostare di un anno l’applicazione del regolamento per la democrazia partecipata perché la procedura di consultazione popolare è INCONFERENTE. In pratica il Consiglio dovrebbe deliberare di aver deliberato un atto inutile e antieconomico, che però aveva il parere finanziario favorevole dello stesso dirigente.

Intanto, dopo il numero whatsapp per essere tempestivamente informati su Agrigento 2020, il Sindaco ci propina di nuovo, quest’anno, la possibilità di votare per finanziare la candidatura della città (come capitale della cultura) ad un passo dal default finanziario.

E’la solita storia. Di inconferente c’è solo questa Amministrazione comunale, conferente democrazia e atti del Consiglio nel cassonetto, speriamo almeno differenziando”.