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Cambiano dopo il secondo incendio…

Angelo Cambiano, 35 anni di età, è padre di un bambino da appena 20 giorni. E il lieto evento è stato macchiato da un secondo presunto attentato incendiario, che dopo il primo, del 9 maggio scorso, a danno della casa di famiglia in campagna, adesso ha distrutto un fabbricato rurale del padre Rosario, circondato da un pescheto, in contrada Conca Ginisi. Lui, il sindaco di Licata, che dallo stesso 9 maggio è sotto scorta, commenta : “Dobbiamo registrare queste nuove minacce che colpiscono la mia famiglia e me. Siamo stanchi, la mia comunità non merita quanto sta accadendo. Vogliamo credere che le istituzioni rispetteranno i loro impegni per Licata”. E quali sono ? Al sindaco Cambiano è stato promesso che sull’ infuocato fronte delle demolizioni degli abusi edilizi a Licata, tali con sentenza definitiva in giudicato, non sarebbe stato solo, ma in Prefettura ad Agrigento sarebbe stato istituito un tavolo di soprintendenza e di concertazione. E poi, dalla Regione, decine di milioni di euro per progetti di riqualificazione urbana e non solo, quasi come se fossero delle misure di compensazione. Il sindaco Cambiano è in attesa, ed è stato in bilico perché animato dall’ intenzione di dimettersi e rinunciare a proseguire la legislatura, intrapresa nella primavera del 2015. Lui però sottolinea che le dimissioni non sono affatto un ricatto, e le sue parole sono : “Non intendo utilizzare le dimissioni come un’arma per attirare l’attenzione su Licata, e voglio ritenere che ognuno farà la sua parte. Ci hanno garantito interventi urgenti e opere da mettere in cantiere subito, per la nostra città. Attendiamo”. E poi aggiunge : “Sono preso dallo sconforto, dalla delusione, dalla rabbia, dall’amarezza. Si tratta dell’ennesimo atto criminale posto in essere nei confronti della mia famiglia, di me stesso, delle istituzioni e dell’intera collettività licatese. Ancora una volta Licata finisce alla ribalta della cronaca per simili fatti”. Nel frattempo, Angelo Curella, a capo del Comitato “A tutela della casa”, che comprende i proprietari degli immobili abusivi, lancia un appello e spiega : “Le abitazioni abusive, anziché abbattute, siano donate a coloro che sono rimasti senza una casa in seguito al terremoto che ha colpito il centro Italia. Ci auguriamo che il nostro appello sia accolto. Queste case possono servire a chi, a causa del terremoto, è stato privato della propria abitazione”.

Fonte teleacras

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1 Risposta per “Cambiano dopo il secondo incendio…”

  1. Peppe scrive:

    solidarieta’ ad un sindaco, oltre che ad un uomo, coraggioso.

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