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Burgio (con scorta) in carcere; Ferrara (con scorta) per nulla credibile; Campione (senza scorta) abilitato ad andare avanti

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Quella appena trascorsa è stata una settimana giudiziaria di fuoco. Una girandola di provvedimenti, alcuni dei quali paradossali.

Ed invece fugare ogni dubbio e a spiegare tutto ci ha pensato la DDA di Palermo e la Procura di Agrigento con a capo il dott. Luigi Patronaggio che ha già dato uno spaccato di quella che sarà la primavera (ma anche l’estate, l’autunno e l’inverno) della questione giudiziaria agrigentina.

Giuseppe Burgio, imprenditore empedoclino ed ex re dei supermercati, è finito in carcere dopo che il brillante lavoro effettuato dalla Guardia di Finanza ha smascherato una serie di “anomalie” (eufemismo) in quattro società tutte riconducibili all’uomo con la scorta, con il panfilo e con una vita tutta dorata, tra le imprecazioni dei suoi ex dipendenti lasciati a terra come arance “purrite”.

Una serie di distrazioni pecuniarie non particolarmente brillanti (ma che gli hanno concesso di condurre una vita brillante…) hanno costretto il Burgio, almeno per il momento, a tirare a secca il suo yacht, chiudere in garage le sue potenti autovetture e cambiare radicalmente stile di vita.

Non possiamo non sottolineare, ricordando sempre che fino all’ultimo grado di giudizio si è presunti innocenti, che il Burgio è stato accompagnato sempre da una scorta per fatti pregressi scaturiti da alcune sue confessioni. Ovviamente fa un certo effetto vedere un uomo scortato dallo Stato che dallo stesso Stato viene rinchiuso in una cella con le grate.

Lo stesso effetto strano è riconducibile all’ex sindaco di Porto Empedocle Paolo Ferrara, anche lui con la scorta a seguito di vecchie dichiarazioni che hanno fatto luce su una serie di misfatti economici e strozzinaggi perpetrati nei suoi confronti.

Nulla a che vedere con le dichiarazioni rese da alcuni anni relative alle opere primarie per la realizzazione del rigassificatore. Dichiarazioni che avrebbero dovuto far scattare le manette pure alle pietre di Porto Empedocle, tra vecchi politici, nuovi politici, poteri forti, poteri meno forti e persino una serie di camionisti che dovevano finire nelle patrie galere.

Un briciolo di riscontro nelle sue parole non c’è stato, dicasi un briciolo. Pietre buone, pietre meno buone, tangenti, intrecci, allacci, trallazzi, camion invisibili. Insomma, una serie di dichiarazioni che la DDA di Palermo ha analizzato e cesellato in ogni virgola. E’ stato accertato che Ferrara non è stato capace nemmeno di mettere le virgole al posto giusto, tanto che è stata la stessa Procura a chiedere l’archiviazione che l’ufficio del Gup ha accolto immediatamente.

Fango, fango su fango buttato addosso ad una serie di persone per inspiegabili motivi; forse una misera vendetta contro chi non lo ha aiutato politicamente avendo trovato tutte le porte chiuse da destra a sinistra, passando persino dalla Lega che, ad un certo punto, gli ha dato il foglio di via.

E Ferrara, così come Burgio, è scortato dallo Stato. Poco importa se quando per diverse volte si è seduto dinnanzi alle Autorità Giudiziarie, mentiva sapendo di mentire (non lo diciamo noi ma la DDA, la Procura e un Giudice per le Udienze Preliminari). Forse voleva accarezzare un sogno, forse. Le Istituzioni, invece, gli hanno fatto ricordare che i sogni sono sogni e la realtà è ben altra cosa. Una cosa è certa: Ferrara ha fatto incazzare anche Pinocchio!

Un’altra vicenda riguarda Marco Campione, patron di Girgenti Acque, forse negli ultimi anni più controllato di Totò Riina. Precisiamo che Campione non ha mai avuto una scorta; precisiamo che Campione negli ultimi anni è stato mediaticamente surclassato da chicchessia; riteniamo che Campione, e questo è un giudizio personalissimo, sia vittima (lo abbiamo sempre sostenuto) di una classe politica che da sempre lo ha tirato per la giacca per avere un posticino a Girgenti Acque per raccattare qualche voto familiare.

Lo hanno definito vicino alla mafia, pericoloso, criminale, delinquente. A dirlo, però, sono stati alcuni soggetti ed alcuni apparati che, probabilmente, non si sono sentiti “appagati” dallo stesso Campione.

Tra i millantatori di lusso e la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Agrigento e i Giudici Giudicanti, abbiamo interpellato la sorte lanciando una monetina in aria. E il destino ha voluto e che al posto dei millantatori e diffamatori di professione siamo “costretti” a stare con le Istituzioni!!!

DIA e DDA di Palermo, che non sono noccioline, a dispetto dei millantatori, hanno deciso che Marco Campione non solo non è socialmente pericoloso ma le sue attività imprenditoriali non sono legate o infiltrate con la criminalità organizzata. Nessuna sorveglianza speciale e nessun sequestro di beni.

Chi ripagherà Marco Campione da anni e anni di insulti questo non lo sappiamo. A farla franca sono sempre i giustizialisti dell’ultima ora che si ergono a paladini della legalità, che puntano il dito contro tutto e contro tutti per poi essere smentiti spudoratamente da chi ha cesellato come un orafo raffinato l’attività lavorativa del Campione.

N.B. Qualche pirla, dopo questo Filo di Nota, lo incontreremo sicuramente. E solo per i pirla noi ribadiamo che abbiamo riportato ciò che hanno deciso investigatori e Istituzioni di primissimo ordine.

Il resto, per i pirla, è solo munnizza…

1 Risposta per “Burgio (con scorta) in carcere; Ferrara (con scorta) per nulla credibile; Campione (senza scorta) abilitato ad andare avanti”

  1. philips scrive:

    “dott. Luigi Patronaggio che ha già dato uno spaccato di quella che sarà la primavera (ma anche l’estate, l’autunno e l’inverno) della questione giudiziaria agrigentina” Direttù, speriamo che non sia solo un inizio, e non sia solamente “ramazza nuova”.

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