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Bartoli, Cultural Park; ancora fango su Favara e i favaresi

“Coltellata alle spalle, controllo, ricatto, suvirchiaria”.

Solitamente queste frasi appartengono ad un mondo che la sana società civile sta combattendo con tutte le armi e con tutte le proprie forze. Si tratta di quel mondo sporco, di quel mondo con la coppola, di quel mondo che non usa mezzi termini per raggiungere i propri obiettivi, anche a costo di uccidere le persone a luparate.

Favara e i suoi abitanti lottano incessantemente per risvegliare una terra che da tempo si porta appresso questa etichetta troppo pesante, fra mille difficoltà e innumerevoli iniziative (lodevoli) per ridipingere una città che di anno in anno cerca di rialzare la china per far ritornare tutto nella “normalità”. A fatica si, ma ci sta riuscendo.

Le parole di cui sopra, purtroppo, sono state pronunciate da un uomo di legge, quale è il notaio Andrea Bartoli, creatore della Farm Cultural Park di Favara che non ha proprio digerito il fatto che qualcuno gli ha fatto notare che anche lui è un terrestre.

Quei sigilli schiaffati nelle sue strutture sono state un pugno allo stomaco, una mazzata; anzi, le ripetiamo: “Coltellata alle spalle, controllo, ricatto, suvirchiaria”.

E lo ha fatto nel peggiore dei modi, su Raitre Sicilia i cui telespettatori, dopo queste “amorevoli delizie” chissà cosa penseranno ancora della “Città dell’Agnello Pasquale” dove ormai, decine, centinaia di giovani, con molta fatica, stanno trasformando Favara in una bomboniera tutta da vivere soprattutto nelle ore serali. Feste in piazza, a cominciare da quella della birra, alla festa del capodanno e tante altre iniziative che hanno fatto di Favara il centro della movida della provincia agrigentina. Bravi, anzi bravissimi, soprattutto per i sacrifici che hanno dovuto affrontare, senza strade privilegiate e senza scorciatoie.

Dalle parole pronunciate da Bartoli qualcuno potrebbe pensare che abbia subìto un attentato, una grave minaccia, un incendio nei “suoi” luoghi. O forse è stato gambizzato? Niente di tutto questo.

Ma il problema si pone. Chi avrebbe accoltellato alle spalle il notaio di Favara? Chi lo ha ricattato? Chi si è permesso di fargli una suvirchiaria? L’ingegnere capo del Comune Alberto Avenia? Il comandante dei Vigili Urbani Raia? I carabinieri del Villaggio Mosè che hanno controllato la presenza dei sigilli nel cortile Bentivegna? O forse la Procura della Repubblica che ha incaricato i carabinieri del controllo?

Bartoli, perché non prova a contare  fino a dieci prima di pronunciare frasi che fanno traballare negativamente l’ immagine di una intera città e della sua popolazione? Le voglio gentilmente ricordare  che già nel recente passato ha avuto modo di umiliare una intera comunità con le menate dell’aereo, dei libri e così via discorrendo.

Invece di girovagare fra televisioni e giornali denunci le Istituzioni di cui sopra? Lo faccia questo passo, notaio, così per qualcuno, forse, diventa il Giulio Cesare dei poveri. Lungi da me dal ledere la sua maestà, ma Giulio Cesare è Giulio Cesare.

Credo anche che stia approfittando della bontà del sindaco Anna Alba la quale, invece di sentirsi maltrattata nella qualità di primo cittadino cerca di venirle in soccorso per quel famoso sbigliettamento che avevamo profeticamente accennato nell’articolo precedente. Troppo buona la sindaca, troppo generosa.

Non riusciamo ancora a capire cosa vuole? Visibilità a tutti i costi, una legge subordinata alla sua arte, aiuti economici? Cosa vuole notaio?

Perché invece di parlare di pugnalate non viene in soccorso di quei giovani, sicuramente meno facoltosi rispetto alla sua persona, per incentivare ancora di più quanto di buono hanno fatto e continuano a fare qualche centinaio di metri al di là delle “mura dell’arte?”

Notaio, lei continua a ledere l’immagine di una città, la credibilità delle Istituzioni, l’incessante lavoro portato avanti dai giovani. Non senza difficoltà.

Bartoli, La smetta.

6 Risposte per “Bartoli, Cultural Park; ancora fango su Favara e i favaresi”

  1. Peppe scrive:

    Bartolo = abusivo

  2. Angelo scrive:

    A Favara abbiamo “Zorro” un sito su Facebook, anonimo e intelligente,
    e sulla Farm tempo fa disse: una sera si sono spente le luci perché si sono accese le fiamme gialle. Si riferiva ad un controllo della Guardia di Finanza e in quella occasione le attività all’interno della Farm hanno chiuso tutti perché abusivi e senza licenza. Altro che Bartoli Messia si goda i finanziamenti pubblici e stia zitto.

  3. Angelo scrive:

    Bravo Castaldo. “Quannu ci voli ci voli”
    Speriamo che questo articolo lo legge la giornalista Claudia Zarba.
    E lo legga anche Beppe Grillo cosi si rende conto che Favara non ha il più alto tasso di microcriminalità d’Italia., ma ha il più alto tasso di una testa di…

  4. gero scrive:

    Ma chi è questo signore che crede di essere al di sopra della legge!
    La smetta e sia meno arrogante!
    Ha fatto un’opera meritoria come tantissime persone! E allora?
    Ma chi crede di essere!
    Appartiene a una casta!

  5. Teresa scrive:

    Anche io sono di Favara, mi associo al commento dì di Marco. Caro Direttore Lelio Castaldo chapeau

  6. Marco scrive:

    Caro Direttore Castaldo, da favarese ha tutta la mia stima e simpatia per quello che scrive, pura verità.

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