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Baby squillo a 16 anni: imputazione coatta per 4 clienti, abbreviato per poliziotto

Il gip Lorenzo Matassa ha disposto l’imputazione coatta per quattro persone accusate di avere avuto rapporti con la baby squillo che poi denunciò Dario Nicolicchia, arrestato a marzo del 2016 per aver fatto prostituire l’ex fidanzata minorenne. Il pm Claudio Camilleri aveva chiesto l’archiviazione.
Uno degli indagati è il titolare del sexy shop (accusato anche di aver fatto da mediatore con altri clienti), mentre gli altri tre sarebbero venuti a conoscenza della ragazza attraverso un avvocato (anche lui indagato nel troncone arrivato in udienza preliminare). Secondo la Procura non ci sarebbero elementi sufficienti per procedere contro di loro. Di parere opposto il giudice. Adesso, quindi, Camilleri dovrà chiedere il rinvio a giudizio. Nicolicchia ha scelto l’abbreviato come l’assistente capo della polizia Dario Pandolfini accusato di aver fatto da tramite tra l’ex della donna e altri clienti.
Oggi si è svolta l’udienza preliminare e sono stati sentiti due indagati. I clienti della ragazza, che hanno sempre detto di non sapere che era minorenne, hanno scelto in due l’ordinario e in nove l’abbreviato.
Nell’udienza preliminare, il gup Walter Turturici ha rinviato a giudizio due presunti clienti che hanno scelto il rito ordinario. Per loro il processo comincerà a giugno davanti al Tribunale di Palermo.

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