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Arnone vs Picone, la lotta tra avvocati rinviata al 31 gennaio prossimo. Intanto l’avv. Francesca Picone deferisce al Consiglio di Disciplina dell’Ordine il collega Vincenzo Vitello

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Tutto rinviato al prossimo 31 gennaio.

La querelle Arnone-Picone, la vicenda delle tentate estorsioni, ha già subito il primo rinvio questa mattina, quando era prevista la prima udienza. Se ne riparlerà il prossimi 31 gennaio.

I motivi che hanno spinto il giudice a rinviare il procedimento sono stati alcuni errori procedurali degli avvocati Arnone e Pennica i quali hanno mostrato alcune inesattezze nella costituzione di parte civile di quattro soggetti coinvolti nella vicenda. Il giudice ha rigettato le loro richieste poiché invalide nella forma e anche inammissibili per carenza di interesse.

Motivo del rinvio anche l’esame della memoria  prodotta dall’vv. Arnone che ipotizza deficienze della procura della repubblica di Agrigento, nonché sodalizi tra l’avv. Picone e i Pubblici Ministeri Cinque e Macaluso in ordine alla vicenda legata al suo arresto.

Intanto l’avv. Francesca Picone ha deferito al Consiglio di Disciplina dell’Ordine degli Avvocati l’avvocato Vincenzo Vitello.

“Il tutto – dichiara l’avv. Picone – perché l’avvocato Vitello ha ritenuto usare la propria bacheca di facebook per iniziare un attacco  ai danni di iscritti all’ordine, dopo aver visto il clamore mediatico causato da alcune trasmissioni televisive tra cui Le Iene”..

L’ abusare dei mezzi di comunicazione facendoli divenire  armi taglienti per offendere e distruggere , sull’onda di un servizio giornalistico imperniato su ricostruzioni di parte , volto a captare maliziosamente e faziosamente l’attenzione del telespettatore medio, e su  cui l’occhio vigile ed attento di un professionista avrebbe potuto cogliere macroscopiche discrasie e plateali falsità, è un  comportamento  inaccettabile e su cui il consiglio di disciplina dovrà esprimersi”.

L’avv. Francesca Picone ha tra l’altro aggiunto che “la libertà di pensiero degli avvocati, infatti, si infrange nella osservanza delle norme disciplinari a cui sono assoggettati e che espressamente prevedono il divieto di esprimere apprezzamenti denigratori sulla attività professionale di un collega”.

Appuntamento, dunque, rinviato al prossimo 31 gennaio.

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