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Appalti e burocrazia, bruciati 17 mln

Quando la burocrazia soffoca e cancella le aspettative di investimento e di progresso economico : in Sicilia ricorrono ancora, e in modo grave, casi di non adempimenti o ritardi burocratici che pregiudicano irrimediabilmente gli sforzi per invertire la rotta del collasso. E’ accaduto che il governo nazionale abbia stanziato 34 milioni di euro per il recupero sicurezza della scuole in Sicilia, e che 17 milioni di euro si sono dissolti nel nulla in beffa, peraltro, alle imprese che hanno partecipato alla gara d’appalto spendendo oltre mezzo milione di euro per gli adempimenti tecnici. Dunque, a febbraio 2016 sono stati a disposizione 34 milioni di euro, a condizione che le gare fossero bandite entro giugno. Tale termine è stato rispettato da alcuni Comuni soltanto, e, di conseguenza, sono stati smarriti per strada 17 milioni di euro. E non sarebbe solo colpa della negligenza dei Comuni. Infatti, l’ Ance, l’ associazione dei costruttori edili, punta il dito della responsabilità anche verso le Urega le stazioni regionali per gli appalti, e denuncia : “La lentezza delle sette stazioni appaltanti che non hanno completato in tempo le gare per la messa in sicurezza di alcune scuole, e i ritardi di eventuali altre istituzioni competenti, non ha comportato unicamente la restituzione al ministero dei 17 milioni stanziati, ma ha anche provocato un forte danno a 95 imprese che, per partecipare alle sole 3 gare bandite col criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, hanno dovuto spendere ciascuna circa 5 mila euro. Le aziende hanno così dovuto bruciare invano circa 475 mila euro”. E per scongiurare il ripetersi di ciò, il presidente di Ance Sicilia, Santo Cutrone, auspica : “I casi sono tanti altri in Sicilia e in generale occorre un provvedimento serio perché finalmente d’ora in poi qualcuno risarcisca questi danni. Le imprese edili, già devastate dalla crisi, non possono più subire oltre. Prevedere finalmente un deterrente è un imperativo categorico, perché questa è solo la punta dell’iceberg di una situazione diffusa che tiene bloccati miliardi su miliardi per le opere pubbliche”. Infatti, l’ assessore regionale ai lavori pubblici, Giovanni Pistorio, assicura di essere a lavoro per una modifica alla riforma degli appalti, ma, al momento, il nuovo sistema aggiudica le gare non alle offerte più basse, come è stato sempre, ma a quelle economicamente più vantaggiose, quindi con altre garanzie e servizi oltre al ribasso. Ed è un meccanismo che necessita di più tempo. A scapito dell’intero sistema.

fonte teleacras

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