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ANAS: Ancora Non Abbiamo Soluzioni

Agrigento: la città delle chiusure sine die; Agrigento: la città dove le poche cose che funzionano sono destinate a non durare nel tempo. Una dannazione ancestrale, un maleficio aleggiante ed inesorabile. Chiuso il punte Morandi, chiusa la Scala dei Turchi, chiuso il viadotto Petrusa, chiuso perfino il Museo nei giorni festivi di maggiore flusso turistico (con ripensamento), in procinto di chiudere il Consorzio Universitario, inaccessibili alcune vie caratteristiche del disastrato Centro Storico.

Ormai siamo prossimi ad installare nelle uniche (o forse l’unica) vie di accesso in città un cartello con su scritto: “Chiuso, tornate indietro. Qui non si fa una mazza”.

E’ vergognoso, ignobile , come una città  ed un territorio dalla storia millenaria, vivano continuamente il dramma  di una politica e di una burocrazia inefficiente a tutti i livelli. La Scala dei Turchi, diventata negli ultimi dieci anni meta internazionale del turismo balneare, un gioiello da esibire al mondo,  rischia di non potere accogliere questa estate le migliaia di visitatori, grazie ai quali si è sviluppato, attorno all’area, un indotto economico assolutamente significativo.

Una Scala dei Turchi, però, che spesse volte è preda di una fin troppo facile aggressione mediatico-ambientalista e, questo, non giova certamente al tanto sospirato rilancio turistico.

Politica  assente, non da ora, da sempre; apparato burocratico  incompetente e lumacone, e ciò che è ancora peggio, assenza di qualsivoglia manifestazione di cittadinanza attiva, di valore della convivenza civile e di capacità sinergica per reclamare i propri diritti. Siamo bravi solo ad esercitarci in inutili giravolte verbali nei bar ed ora anche sui social con dibattiti sterili, inconcludenti e a tratti anche miserevoli.

Dietro una tastiera o seduti comodamente al tavolo di un bar, sappiamo far valere la nostra genialità nel produrre critiche ed offrire le più svariate soluzioni. Tutti siamo ingegneri, architetti, professionisti. Tolta la tastiera finisce la genialità e sopraggiunge lo stato soporoso, il pre coma, il nulla.

Si può tollerare che un Ente statale come l’Anas dica che non ci sono soldi per  riportare a funzionalità il Ponte Morandi? E se si trovano, gli ingegneri hanno bisogno di mesi, mesi e mesi per decidere sul da farsi. E mentre loro sfogliano miliardi di petali di altrettante margherite, la città muore, impazzisce, degrada sempre di più.

Dall’Anas pretendiamo spiegazioni, non fosse altro per capirne (dalle nostre parti) almeno l’esistenza (e l’assistenza). Ci vogliono prendere in giro? O anche i vertici dell’ente hanno capito che ad Agrigento esiste solo un popolo di rincoglioniti, di rassegnati abituati alle mortificazioni ed umiliazioni come se fossero caramelle?

E dire che anche noi paghiamo i tributi per ottenere i servizi e, quindi, anche le strade. Cara Anas, Agrigento è paralizzata per due ponti, a sud e a nord, che bloccano un indotto automobilistico di circa 20 mila auto al giorno e la loro chiusura penalizza gli automobilisti fino allo sfinimento.

Nel tratto Petrusa (100 metri di deviazione, vergogna!) si raggiunge(va) l’ospedale. All’Anas, ai suoi ingegneri, ai suoi tecnici, vogliamo significare l’importanza di quei cento metri nel caso di una urgenza ospedaliera. Un esempio: per un paziente colpito da infarto ogni secondo è assolutamente prezioso. Sappiamo cosa vuol dire per una ambulanza attraversare (per costrizione) le vie cittadine, già catastrofiche nella loro normalità ed oggi ancora penalizzate ulteriormente grazie alla chiusura del viadotto Morandi.

I cento, duecento metri del tratto Petrusa potrebbero salvare tante vite!!! E ancora sfogliate la margherita?

Anas, la chiusura del Morandi sta causando una crisi economica irreversibile per uno dei centri commerciali più grandi della Sicilia, il Valle dei Templi. E continuate a sfogliare la margherita?

Anas, perché in Lombardia, in Veneto, insomma da Roma in su per realizzare una rotatoria atta a rallentare la velocità delle auto si impiega una settimana e qui, in questo inferno, ancora sfogliate la margherita?

Anas, dalle nostre parti di rotatorie ne avete realizzata una sola, quella “Degli Scrittori”. Ebbene, in un anno ci sono stati un morto, decine di feriti e una ventina di incidenti. Sempre nello stesso punto!

In qualche altra realtà,  invece di dar vita a sconcertanti  e mediocri diatribe social su chi si dichiari a favore o meno circa l’abbattimento del ponte, con ciò facendo il gioco di chi non vuol fare né l’uno né l’altro, i cittadini si sarebbero messi in marcia verso gli uffici Anas a gridare il loro malcontento, con in testa il Sindaco che già, ad onor del vero, ha più di una volta “sgridato” i vertici dell’Anas, piazzandosi anche da solo a Roma presso i loro uffici per le opportune sollecitazioni.

Sembra che ci siano delle somme da destinare per il ripristino dei piloni del Morandi. Significherebbe sistemare quei lunghi macigni di cemento fallico che ormai hanno la loro veneranda età. Oltre a distruggere una necropoli hanno anche rappresentato il “valore” dell’abusivismo ad Agrigento. Foto a destra e a manca, fango su fango.

Realizzare una strada senza piloni non sarebbe assolutamente male. Si impiegherebbe meno tempo e probabilmente anche qualche… soldino in meno.

Chiaro, comunque, che occorre una pacifica rivolta e un risveglio delle coscienze, purtroppo, non tipiche dell’agrigentino. Non possiamo e non dobbiamo ancora una volta tollerare, sopportare, essere rassegnati a qualsiasi tipo di sopruso che ci viene propinato.

Si, cara Anas, perché la vicenda del viadotto Petrusa e del ponte Morandi è più che un sopruso.

A proposito, Anas: la margherita a che punto è?

9 Risposte per “ANAS: Ancora Non Abbiamo Soluzioni”

  1. spinoza ha detto:

    Una visione realistica e non sterilmente filosofica del chi siamo , da dove veniamo, dove andiamo,cosa vogliamo dovrebbe -in un salvifico un bagno d’umiltà – interessare tutti noi e darci insegnamento dagli ERRORI e dalla INSIPIENZA del passato.

    La marginalità, non solo geografica, del nostro territorio dovrebbe ben insegnarci – dopo decenni di autentici ceffoni – a mutare il nostro atteggiamento ed il nostro proporci per avere ciò che ci è dovuto.

    Non abbiamo ancora imparato dalle cocenti delusioni derivanti dalle occasioni che ci si sono presentate e che sono durate il classico “quanto un gatto … in tangenziale”!

    Abbiamo il CU (già CUA) e “dimentichiamo” come siamo stati scippati nel 2004 dall’essere la quarta Università (vera ed autonoma) della Sicilia: tutto era in favore di Agrigento, sul tavolo del Ministro Letizia Moratti i dossier conoscitivi di un Ente terzo avevano ……….. scremato ogni altra possibile candidatura, eravamo letteralmente in pool position …. (i locali della Cittadella Universitaria …. erano quelli dell’ex Ospedale Psichiatrico) poi – complice una deputazione agrigentina inetta – l’inaspettato black out ed…………. Enna (mentore un tal Mirello Crisafulli che mediaticamente arrivò anche a minacciare il ….blocco della Palermo-Catania) vinse, malgrado la posizione geografica ed il contesto fisico-geografico-culturale (una autentica landa desertica in tutti i sensi!). Ma non meraviglia più di tanto se lo stesso mentore fumantino anni dopo riuscì anche a portare nel suo territorio il più grande outlet della Sicilia (con tutte le grandi firme della moda) che non ha nemmeno Palermo e Catania.

    Ed ancora….. (2013) ….l’Aeroporto (non “aereoporto” come scritto a nome della solita inetta deputazione agrigentina in centinaia di manifesti): per anni (da Sinesio addirittura! Primissima Repiubblica.) si dibatteva sulla posizione strategica di un scalo aeroportuale porta del Mediterraneo ad Agrigento. Fiumi di parole, di speranze, ma anche di …. distinguo (la ………. valle ….. dei Templi che da risorsa diviene un ostacolo, qui ………… no, non ……. a casa mia (il classico “Not in my backyard”=”Non nel mio giardino”): Agrigento (c’era nel PRG di massima) , Racalmuto ( ah! Leonardo Sciascia e gli ulivi, carrubi e mandorleti), Licata (prima i meloni … poi il resto). Poi …..l’Enac (Vito Riggio), le pressioni di Punta Raisi e Fontanarossa e dei loro bacini di utenza, da difendere, la ………… lotta – ancora una volta – a due (Agrigento e Comiso). Sapete tutti come è andata a finire: Palermo e Catania hanno protetto e conservato i loro bacini di utenza (anche con gli agrigentini viaggiatori), malgrado incidentalmente il Presidente della Regione non era ……. di una delle altre 8 provincie. Malgrado ciò quest’anno si prevede che la valle dei Templi e dintorni taglierà il traguardo del milione di visitatori staccando, e di non poco, Taormina, Palermo, Monreale, Cefalù, ecc. che ora per sopravvivere fanno gruppo ed intesa.

    La viabilità agrigentina è al collasso. Fatto salvo (speriamo) il completamento della 640 per il resto il bollettino è disarmante: le strade comunali sono al limite della percorribilità, le strade ex provinciali (ora Libero Consorzio) sono spesso interrotte ed inibite al transito (la …. manutenzione, sempre lei!), le strade statali sono pericolosissime e piene di insidie (segnaletica carente o assente, innesti a raso abusivissimi, ecc.).

    AGRIGENTO È ISOLATA (non splendidamente purtroppo) nell’isolamento generale,una autentica isola nell’isola (altro che Lampedusa!): le vie di comunicazione sono poche e inefficienti, il Viadotto Morandi è l’oggetto …………….della discordia. Su di esso le posizioni “ambientaliste” e quelle, inedite, “tecnico-strutturali”.

    Lasciando agli esperti – come è giusto che sia e non agli apprendisti stregoni dell’ultimora – il problema tecnico, occupiamoci di quello paesistico ed ambientale: si dice: è una ferita alla città, è un emblema dell’abusivismo degli anni 50/60 del secolo scorso (i Tolli a dieci e più piani no?) visivamente costituisce un pugno nell’occhio.

    Ebbene proprio …………. su questo ultimo argomento (sulla efficacia ed efficienza dell’infrastruttura credo non ci sia materia del contendere) vorrei aprire una breve riflessione personale anzi pewrsonalissima.

    Innegabilmente il …… colore grigio del cemento (purtroppo per natura fisica è quello) “impatta” molto nel panorama e nel contesto della campagna agrigentina, vista da Sud e della Valle visto da nord.

    E’ vero, ma è anche vero che Anas, in Sicilia, da qualche anno ha …..dipinto di color verde bosco tutti i piloni delle autostrade siciliane (controllare se è vero o no) e l’effetto visivo è nettamente migliorato.

    Non sarebbe il caso (dopo l’asfalto…giallo) studiare il problema da questo non banale aspetto e chiedere ad Anas di partorire una soluzione visiva più gradevole?

  2. spinoza ha detto:

    Il fondo odierno in tema “#AnasAgrigento edintorni” offre spunti di riflessioni amare e (perché no) rabbiose.

    Il deserto di iniziative che- come efficacemente descritto – al nord si risolvono e si superano in un batter d’occhio deve farci riflettere sull’approccio mentale di come difendere la propria identità territoriale.

    Agrigento non …. chiede (né pietisce) il favore di briciole che vengano “concesse” (bontà loro) dagli organi statali che sono, invece, preposti (e lautamente compensati) a soddisfare i bisogni di un territorio e di una comunità.

    Forse …. miracolosamente la 640 andrà in porto (con un ritardo sui tempi previsti di almeno 5 anni!) e poi….. il nulla: tante chiacchiere e distintivo (per citare Al Capone negli “Intoccabili”). ma da noi, diciamocela tutta, anche i nostri rappresentanti (li abbiamo eletti e/o votati noi) regionali e locali si avvitano in sofismi che risultano deleteri e poco produttivi che danneggiano noi stessi (e favoriscono l’inerzia degli Enti Tecnici, Amministrativi e Finanziatori che intravedono la possibilità di dilatare i tempi e – perché no – di dirottare altrove le risorse).

    Il Petrusa è …. una barzelletta: non c’è ritegno alcuno nell’avere emarginato un parte del territorio per mesi e mesi.

    Ma, ancora, gli svincoli e le rotonde (ben citate nell’articolo) che abbiamo come “fiori all’occhiello”:

    – lo svincolo “mozzato” dalla 640 per S. Leone (mancano due rami per essere a norma ed evitare di attraversare la sede stradale col rischio di impattare con le auto che procedono in direzione di marcia AG-S. Leone e viceversa);

    – lo svincolo “assassino” di Mosella (SS 640) che demotiva la strada stessa, nata per alleggerire l’intenso traffico di Via Leonardo Sciascia anche per chi – provenendo da CL o anche da AG deve andare oltre il V. Mosè in direzione Palma, Licata, Gela, ecc.

    Epperò ci si …….avvinghia in esercitazioni estetiche (intervista TV di oggi): “”cancellare “il simbolo dell’abusivismo”…che è il …Viadotto Morandi”” o – fino a qualche giorno fa- manutenzione/si manutenzione/no (quasi che non valga la pena di …lavarsi ogni giorno tanto…domani ci si ritroverà di nuovo …sporchi) o, ancora, “non sappiamo se ““le fondazioni”” dopo questo tempo sono ancora efficaci ed efficienti” (perché non lasciare che se ne occupino i tecnici?).

    Mai, che si prenda efficientemente di petto il problema e si chieda a chiare lettere SE IL PROGETTO
    È PRONTO, SE CI SONO I SOLDI, SE C’È UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA SERIA O NO !!!!!!!!!

    E’ così difficile ?

    E’ solo TROPPO facile tagliare nastri o eventi (anche “asfalti gialli” o in futuro” rotonde artistiche Giunone” non affrontando, invece il serio problema (1 morto e diversi feriti in altri due incidenti) per la Rotonda San Pietro dove EVIDENTEMENTE qualcosa……………….. non funziona tecnicamente (dissuasori luminosi, cunette di rallentamento, ecc) a meno che tutti i somari del’auto sono concentrati ad Agrigento ?

    TROPPO FACILE E (PURTROPPO) TROPPO…………… POCO !!!!!!!!!!!!!!!

  3. philips ha detto:

    Bellissimo articolo, fare una strada alternativa al viadotto 3M (Mancini, Manfredi, Morandi) non è poi cosa difficile, ne servono secoli di studio. Il punto sta nel fatto di sapere se effettivamente L’ANAS vuole risolvere i problemi o al solito ci pigliano per i fondelli.

  4. Incazzato ha detto:

    avete dimenticato la statale per Palermo e per Catania

  5. giovanni ha detto:

    l’ho sempre definita una citta maledetta,la spazzatura con qui protagonisti i CITTADINI, una costa bellissima danneggiata e abbandonata dall’amministrazione e consegnata all’incuria dei CITTADINI, poi possiamo parlare male delle amministrazioni che in italia non funzionano o funzionano male.

  6. Peppe ha detto:

    ANAS Associazione Nazionale Addummisciuti e Scarafuna

  7. MANLIO OTTAVIANO ha detto:

    Agrigento
    Nella
    Assenza
    Statale

  8. Pippo Lapazza ha detto:

    Agrigento, la città della Lapazza

  9. Elisa ha detto:

    Titolo azzeccato verità assoluta. Poveri noi

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