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Alessandria della Rocca, Santuario Madonna della Rocca: cosa sta succedendo?

Qualcosa non quadra. Non fosse altro perché i Padri Passionisti che hanno tenuto in vita (in modo brillante) il Santuario della Madonna della Rocca sin dal 1932, devono scappare in fretta e in furia.

Si vociferava che i Passionisti dovevano lasciare l’Eremo nel settembre prossimo; il Padre Generale dei Passionisti, invece, con una lettera ha intimato ai tre occupanti di lasciare il Santuario entro la fine di questo mese dopo tantissimi anni di cure e attenzioni che hanno lo hanno trasformato in un vero e proprio gioiello, ricco di storia, di cultura e di arte. Perché, dopo tanti anni, quei tre Padri dovranno andare a posare le proprie spoglie in altre parti della Sicilia? Perché?

L’intera comunità alessandrina è in subbuglio. Non capisce il perché di questa mossa. Qualcuno sospetta, qualcuno sussurra, ma di certo non c’è ancora nulla. O quasi.

Alcune considerazioni: il Santuario da sempre attivo, con l’uscita dei Padri Passionisti dovrebbe ridurre drasticamente la propria attività pastorale se non addirittura eliminarla; come potrebbe l’unico sacerdote presente ad Alessandria della Rocca, l’Arciprete Don Salvatore Centinaro che già si prende cura di ben quattro chiese presenti nel piccolo Comune montano, badare dal primo giugno anche al Santuario? Ci vorrebbe un sacerdote superman o qualcosa di simile. E’ forse l’inizio della fine?

Altra considerazione: nel recente passato un gruppo di migranti, forse sei, ha soggiornato nei locali sotterranei del Santuario dove insistono delle graziose stanze con comodi letti. Ad avere cura di loro è stata una cooperativa che in realtà di cura ne ha avuta ben poca se si considera che quei migranti presenti in dodici mesi hanno causato danni per oltre trentamila euro.

Il popolo si ribella, la Pro Loco scrive e incontra i rappresentanti della Curia; questa assicura che il Santuario non chiuderà.

La cittadinanza chiede addirittura una seduta straordinaria del Consiglio comunale dove partecipano tutti, anziani e bambini.

Ad un certo punto della discussione il sindaco Frisco e dichiara testualmente. “So che prossimamente arriveranno ad Alessandria della Rocca tredici migranti ed io, da buon cristiano, non posso non accettare…”.

Altro che primo cittadino! Frisco sembra un Pastore Vocazionista pronto a ricevere i tredici migranti. Peccato che non parlava di casa sua, però!

Per carità, nulla contro questa gente disgraziata, ma se proprio devono arrivare ad Alessandria della Rocca sarebbe assurdo che vadano a stabilirsi proprio in quel luogo assolutamente sacro e straordinario.

Un Eremo che, lo vogliamo ricordare, è visitato e frequentato da moltissima gente proveniente anche dai paesi vicini.

Con i tempi che corrono e con i nuovi dettami della chiesa, in fatto di migranti, tale eventualità non è assolutamente da escludere.

Ma Don Nino Gulli, in rappresentanza del Cardinale Francesco Montenegro, ha assicurato che sarà l’Arciprete Don Centinaro ad avere cura di quel luogo sacro. Bisogna vedere come.

Si spera che non sarà supportato da un’altra cooperativa.

Ai tre Padri Passionisti che per tre quarti di secolo hanno amorevolmente curato e assistito il Santuario vada la nostra solidarietà.

Ovviamente terremo aggiornati i nostri lettori sull’evolversi della situazione. Con la speranza che qualche circostanza citata appena sopra non diventi una drammatica realtà.

4 Risposte per “Alessandria della Rocca, Santuario Madonna della Rocca: cosa sta succedendo?”

  1. giuseppe ha detto:

    e in tutto questo fragore è quanto meno anomalo che, chi dovrebbe prendere le difese ad oltranza per un luogo simbolo per la storia di Alessandria della Rocca – politica chiesa o società civile che sia – invece reputa normale ed automatico sostenere in pubblica adunanza che una Chiesa che ha meno di 15 fedeli debba chiudere… (consiglio comunale del 13 maggio 2017)

  2. Alfonso Frisco Sindaco ha detto:

    Cari concittadini,

    vengo a conoscenza di un articolo pubblicato sul giornale online Sicilia24.it riguardante il nostro Santuario Madonna della Rocca dove, tra tanti sentito dire e sussurri vari, vengono lanciati sospetti iniqui e affermate cose non corrispondenti al vero.
    Un articolo fuorviante, infarcito di poca conoscenza della verità dei fatti.
    Una vicenda come questa merita di essere trattata con serietà e rispetto per gli alessandrini e per tutti i devoti alla nostra Patrona Maria SS. della Rocca.

    Mi vedo costretto, mio malgrado, ad intervenire su un argomento che, per quanto riguarda le decisioni prese e da prendere sul destino dei passionisti dell’Eremo e sulla Chiesa del Santuario, riguarda solo ed esclusivamente la Congregazione Passionista e la Curia di Agrigento.

    Andiamo ai fatti concreti.
    Nel mese di Gennaio di quest’anno (come mi ha riferito il Superiore Provinciale dei Passionisti Padre Luigi Vaninetti nell’incontro avuto a Roma Domenica 14 Maggio) gli organi competenti della Congregazione Passionista decidono di chiudere l’esperienza della Comunità Passionista di Alessandria della Rocca che fin dall’anno 1932 custodisce il Simulacro ed il Santuario dedicato.
    Nel Marzo successivo viene fatta circolare sui social network una petizione che, se pur buona nello spirito, è sbagliata nei modi perchè attacca sconsideratamente il nostro Vescovo a cui attribuisce la volontà di trasferire, in accordo con il Superiore Generale, i Passionisti e di procedere contestualmente alla chiusura del Santuario o affidamento a terzi della stessa struttura. Tutto questo nell’indifferenza, se non con l’avallo, delle autorità locali civili, politiche e religiose.
    Il nostro Parroco, nell’omelia tenuta in Chiesa Madre durante la Messa del 26 Marzo, ha assicurato che la Chiesa del Santuario continuerà a funzionare e resterà aperta al culto.
    A seguito delle rassicurazioni di Don Salvo, ho pubblicato su Facebook una nota in cui ho assicurato il pieno impegno dell’Amministrazione Comunale a dare il proprio contributo, in sinergia con la Parrocchia e la Curia di Agrigento, a sostegno di tutte le iniziative volte al rilancio del Santuario come luogo privilegiato del culto mariano.
    Nel frattempo, giustamente, gli alessandrini in vario modo hanno fatto sentire la propria voce.
    Ho cercato così (nonostante ad oggi i Padri Passionisti di Alessandria non mi hanno comunicato la decisione dei loro superiori di trasferirli in altra sede) di adoperarmi in vari modi per perorare la causa dei Passionisti e per evitare la conclusione della loro esperienza nel nostro Santuario.
    I Consiglieri comunali della minoranza, che ringrazio di cuore, hanno chiesto la convocazione di un Consiglio comunale straordinario sull’argomento.
    Consiglio che si è tenuto il 13 Maggio scorso e durante il quale il Parroco ha informato la comunità degli incontri che insieme abbiamo avuto in Curia. Incontri da cui è emerso il profondo dispiacere della Curia e del nostro Vescovo per il trasferimento dei Padri Passionisti e dove è stata confermata la ferma volontà di mantenere aperta la Chiesa e la determinazione a trovare soluzioni per dare continuità alla presenza di religiosi presso l’Eremo del Santuario.
    Durante la stessa seduta del Consiglio ho comunicato tutto il lavoro svolto alla ricerca di contatti e di incontri con i Superiori dei Passionisti.
    Lavoro che ha avuto come frutto l’appuntamento a Roma per l’indomani, 14 Maggio, con il Superiore Provinciale della Provincia Passionista MAPRAES, Padre Luigi Vaninetti.
    Incontro che si è svolto puntualmente e durante il quale ho rappresentato il profondo dispiacere degli alessandrini per la temuta perdita del carisma passionista nella nostra città ed ho consegnato il documento unitario approvato all’unanimità dal Consiglio comunale.
    Documento con cui si chiede di garantire la continuità della presenza e dell’azione missionaria della famiglia passionista nella nostra comunità, e ove ciò risultasse impossibile, di prorogare di un anno la partenza dei Passionisti per creare le condizioni necessarie affinché si possa trovare una nuova congregazione che possa trasferirsi nella nostra comunità e colmare quel vuoto spirituale che si verrebbe altrimenti a creare. Nel documento, il Comune di Alessandria della Rocca ha espresso anche la disponibilità a sostenere la permanenza dei Padri Passionisti anche attraverso un contributo economico.
    Il Superiore Provinciale, Padre Luigi Vaninetti, ha ascoltato attentamente le ragioni della nostra comunità ed ha concluso l’incontro comunicando che avrebbe fatto partecipi delle nostre richieste i propri confratelli e che entro fine Maggio avrebbero deciso sulla richiesta di proroga.
    Questi i fatti.

    Il resto sono solo chiacchiere messe in giro per creare confusione e disorientamento nella cittadinanza.
    Alcune affermazioni contenute nell’articolo (nel quale utilizzando ritagli e spezzoni di discorsi, si attribuiscono al Sindaco dichiarazioni e intenzioni non corrispondenti al vero) sono facilmente confutabili dalle carte e dalla registrazione della diretta radio della seduta del Consiglio comunale.

    I giornalisti di solito per fare i loro articoli utilizzano interviste e informazioni raccolte sul posto.
    Io non so chi ha contattato l’autore dell’articolo in questione o da chi ha raccolto queste presunte notizie. Di certo non sono persone che agiscono nell’interesse spirituale della comunità alessandrina.

    Tutto ciò non giova alla comunità alessandrina ed alla sua speranza che il Santuario della Madonna della Rocca continui ad essere centro di spiritualità e missione cristiana.

    Per questo invito tutti gli alessandrini sinceramente interessati a far sì che il Santuario rimanga centro di vita cristiana e luogo privilegiato del culto mariano, a collaborare unitamente all’Amministrazione comunale, al Consiglio comunale ed alla Parrocchia. Tutti insieme, uniti, riusciremo sicuramente a trovare una soluzione.

    • Lelio Castaldo ha detto:

      Gentile Sindaco,
      poteva anche scrivere questa sua sul nostro giornale e non avrei esitato un solo istante a pubblicarla come ho fatto.
      Una sola frase, un “dettato” da una conversazione o registrazione (faccia lei) ha scatenato in lei e in qualche sparuto numero di suoi supporter una serie di accuse specifiche (notizie false, fuorvianti, cattiveria e così via dicendo) quando, invece, lei, i suoi adepti e il sottoscritto abbiamo lo stesso pensiero. Il problema è forse che qualcuno avrebbe dovuto rileggere qualche altra volta il Filo di Nota e il problema (se di problema si tratta) non sarebbe sorto.
      Non c’è nulla di scandaloso nella frase: “So che ad Alessandria arriveranno preso tredici migranti ed io da buon cristiano non posso non accoglierli…”.
      Sa una cosa, sindaco? Anche io da buon cristiano sono pronto ad accogliere non tredici ma anche 26 migranti e dare loro, momentaneamente o a lungo raggio ospitalità. Il problema (ecco il nocciolo della questione) e’ dove ospitarli.
      Nel mio articolo esprimo tutta la mia amarezza per l’inaspettato allontanamento dei tre Padri Passionisti esattamente uguale all’amarezza da lei espressa e di tutta la popolazione di Alessandria. Di fatto, diciamo le stesse cose. Ecco perchè non capisco questa presa di posizione sua e di qualche altro. Insieme, io con i miei mezzi e lei con i suoi, stiamo lottando per tenere vivo ed alto lo splendore dell’Eremo e soprattutto continuarlo a tenere aperto con gli stessi Padri Passionisti i quali, senza di loro nel corso di questi lunghi anni, lo straordinario Santuario avrebbe avuto sicuramente altra sorte.
      Non possiamo, però, sindaco, sottacere il fatto che già in passato un gruppetto di migranti ospitati nelle stanze del Santuario non si è comportato a dovere causando danni per decine e decine di migliaia di euro.
      A dover controllare quella gente avrebbe dovuto essere una cooperativa che probabilmente si è distratta consentendo ai migranti di compiere quell’inferno.
      Semmai, mi perdoni sindaco, dovremmo soffermarci un attimino proprio su questa cooperativa. Sembrerebbe che ci sia una indagine in corso partita un paio di anni fa e che riguarderebbe proprio la cooperativa in questione; la Guardia di Finanza avrebbe acquisito alcune carte relative alla gestione al Progetto SPRAR. La convenzione con la cooperativa certamente non l’ho firmata io. Il tutto, ovviamente, è sotto le lenti di ingrandimento degli organi inquirenti. Ciò non vuol dire nulla. Ma potrebbe dire anche tanto. Fra i Comuni interessati, ahimè, c’è anche quello di Alessandria della Rocca.
      Al momento sono costretto a fermarmi qui, ma se vuole possiamo approfndire il delicatissimo argomento.
      Con stima
      Lelio Castaldo

  3. philips ha detto:

    quali sono le circostanze?

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