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Akragas, Giavarini: “Non torno, non voglio più ascoltare i cori dei tifosi contro i licatesi come me…”

Un comunicato stampa è stato pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale della società biancazzurra dal patron dell’Akragas, Marcello Giavarini: “ll presidente onorario e azionista di maggioranza dell’Akragas, Marcello Giavarini, intende fare chiarezza con i tifosi biancoazzurri in merito alle notizie apparse sui giornali e quotidiani on line di trattative con cordate portate avanti da persone vicine all’Akragas e dai soci del club, e ad alcuni articoli, non veritieri, apparsi sui giornali e sui social network che parlano di un suo ritorno in società. Marcello Giavarini comunica ai tifosi dell’Akragas che: “Il 6 luglio 2017, delegando per iscritto il Presidente Alessi a rappresentarmi davanti al Notaio dello studio Fanara, ho rinunciato alla somma di 630.000 euro di debito che l’Akragas aveva nei mie confronti per avere finanziato la società durante il campionato 2016/2017. Questo mio gesto di donazione all’Akragas ha lo scopo di stimolare sempre di più gli eventuali e probabili nuovi soci ad investire nella squadra, ribadendo il fatto che cedo le mie quote per 1 euro a chiunque le voglia. Ho letto il comunicato degli ultras della curva sud con il quale esprimono gratitudine nei miei confronti e affermano di capire le menzogne e le chiacchiere che vi sono all’interno della società. Gli ultras, inoltre, scrivono di volermi ancora come presidente onorario. Queste parole mi rendono orgoglioso e fiero perché finalmente, anche se in ritardo, è stato capito il mio impegno economico ed affettivo nei confronti dell’Akragas. Alcune parole del comunicato, però, mi lasciano perplesso e mi riferisco al fatto che “gli ultras continueranno a rispettare e onorare gemellaggi e rivalità fino alla morte”. Essendo il Licata Calcio una città rivale all’Akragas sono convinto che durante il prossimo campionato continueranno i soliti cori contro i licatesi, e siccome io sono di origini Licatese, fiero ed orgoglioso di esserlo, non me la sento di tornare allo stadio e ascoltare nuovamente cori contro la mia città di origine. Ricordo a tutti che durante lo scorso campionato non sono più venuto allo stadio Esseneto per non sentire cori contro il Licata e i licatesi, e avevo manifestato in più occasioni il mio disappunto in merito. Per questo motivo, purtroppo, ho deciso di uscire dalla società nel novembre del 2016 e con grande dispiacere, per lo stesso motivo, continuo tuttora a restare fuori dall’Akragas. Con grande rammarico, e vi prego di credermi, non posso accettare la proposta degli ultras di tornare ad essere il presidente onorario dell’Akragas per il prossimo campionato di serie C. Sono stato sempre leale con l’Akragas e voglio esserlo fino alla fine. Ricordo a tutti che, nonostante la mia fuoriuscita dalla società, lo scorso mese di marzo ho sponsorizzato la squadra per consentire la conclusione del campionato. Con largo anticipo, sette mesi prima, ho avvisato tutti che sarei uscito dalla società e lo scorso mese di maggio ho rimarcato il fatto che l’Akragas senza lo sponsor Enel non avrebbe avuto futuro, invitando chi di dovere a prodigarsi per il rinnovo del contratto con il colosso italiano dell’energia. La città di Agrigento ha avuto tutto il tempo necessario per sostituirmi, ma è stato sprecato tantissimo tempo. Siamo quasi a metà luglio e non si è ancora riusciti a rimpiazzarmi. Auguro all’Akragas una pronta iscrizione al prossimo campionato”.

1 Risposta per “Akragas, Giavarini: “Non torno, non voglio più ascoltare i cori dei tifosi contro i licatesi come me…””

  1. akragantino vero scrive:

    gli agrigentini tutti fuori bonvisuto licate dentro a offeso tutti gli agrigenti vergogna meglio morire che essere licatese ne vedremmo delle belle non dite più che gli agrigentini non partecipano i vecchi soci anno collaborato e i tifosi anno partecipato pure al iscrizione e cosa fate x ringraziarli fuori gli agrigentini veri dentro chi a offeso la città di Agrigento bravi alessi ora i sponsor te Li porta bonvisuto e giavarini che non vuole gli Agrigentini ritornate i soldi indietro a chi vi li a dati se avete dignità nessuno uscirà più un sordo fate padri padroni cera gente con i soldi pronti e voi casa fate mettete le persone vostre dentro senza competenza calcistica cosi occupate le caselle ora non piangete più non avete più scuse silvio le bandiere non si toccano e tu invece lai buttata orgogliosi di essere agrigentini

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