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Agrigento Scuola di formazione dei quadri sindacali Anief

Scuola di formazione dei quadri sindacali Anief  foto di Michele lorgio

Scuola di formazione dei quadri sindacali Anief foto di Michele lorgio

Ad Agrigento si concludono domani i quattro giorni della Scuola di formazione dei quadri sindacali Anief in vista delle future convocazioni dei docenti precari su tutto il territorio nazionale.

Presso l’Hotel della Valle centocinquanta neosindacalisti provenienti da tutta Italia per apprendere strumenti e tecniche per sconfiggere la piaga del precariato e garantire qualità e continuità didattica fin dall’inizio del prossimo anno scolastico è questo il principale obiettivo del Convegno nazionale promosso dal sindacato scolastico Anief (Associazione nazionale insegnanti e formatori)

“Da diversi anni, ormai, purtroppo si assiste all’umiliante balletto delle supplenze a fine estate per garantire l’apertura delle scuole a settembre – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. L’umiliazione è tanto più cocente perché la maggior parte dei 200.000 precari, fra docenti e personale ata, che aspirano a un posto a tempo determinato o di ruolo da diversi anni insegnano a scuola – aggiunge ancora il presidente nazionale Anief –, e hanno diritto secondo la normativa nazionale e comunitaria alla stabilizzazione. Tali silenti servitori dello Stato, ogni anno, subiscono la lesione di diritti fondamentali come la rinuncia forzata a due mesi di stipendio nei mesi di luglio ed agosto e la mortificazione della propria progressione di carriera. In buona sostanza anche dopo 20 anni di supplenze annuali si percepisce sempre lo stesso stipendio iniziale senza nessuno scatto di carriera, per non parlare di un’immissione in ruolo. Inoltre i precari sono costretti ad accettare proposte di supplenze fino al 30 giugno soltanto perché lo stato deve risparmiare sugli stipendi a discapito della programmazione dell’attività didattica propedeutica per l’inizio del nuovo. Ma vi è di più – aggiunge ancora Pacifico – perchè secondo la legislazione europea i precari dopo due anni di contratti dovrebbero essere stabilizzati a tempo indeterminato. Tutte questa ragione alimentano e spiegano la piaga del precariato che è voluta dall’Amministrazione a discapito dei diritti dei lavoratori e dell’utenza che viene privata dello stesso insegnante e della relativa continuità didattica. Per questa ragione – conclude il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico – abbiamo deciso di dedicare i lavori di questo congresso al tema della precarietà e alla ricerca di una soluzione che chiaramente deve partire dalla denuncia e, quindi, dall’informazione di questo disservizio della pubblica amministrazione e dalla volontà di agire in tutto il territorio nazionale durante le prossime convocazioni per iniziare una vertenza sindacale che faccia allineare finalmente la scuola italiana alle normative europee, in modo da riconoscere il valore e il ruolo dei lavoratori precari”.

Il sindacato scolastico Anief, fra le varie azioni promosse, sostiene con i propri ricorsi i docenti precari che hanno diritto all’immissione in ruolo (tempo indeterminato) se hanno avuto, negli ultimi cinque anni, due contratti di lavoro; che hanno firmato un contratto al 30 giugno, ma devono essere pagati fino al 31 agosto; che devono avere riconosciuti gli scatti biennali di anzianità, con conseguente aumento dello stipendio; che hanno diritto all’estensione del contratto dal termine delle lezioni fino alle attività svolte ad agosto non solo per i giorni aggiuntivi ma per l’intero periodo.

2010  © Foto di Michele Lorgio

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