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Agrigento, Questore Finocchiaro: “Mafia come tumore maligno che frena sviluppo”

La lotta alla mafia e il contrasto al rischio terroristico, l’impegno sul fronte del fenomeno migratorio e quello per garantire l’ordine pubblico. Eccoli in sintesi i fronti caldi che hanno vista impegnata la Polizia di Stato nel territorio di Agrigento. A presentare i risultati conseguiti è stato il questore, Mario Finocchiaro, durante le celebrazioni per i 165 anni della Polizia.

“Anche quest’anno, con soddisfazione e orgoglio, devo dire che i risultati conseguiti dagli uomini e dalle donne di cui ho la responsabilità in questa provincia sono lusinghieri in tutti i settori di attività” ha detto.Per il questore “fondamentale è il lavoro che viene costantemente svolto a fini preventivi del rischio terroristico legato al fondamentalismo religioso, con l’attento e sistematico monitoraggio degli ‘arrivi’ sul territorio nazionale di soggetti, provenienti dalle più svariate e critiche aree del mondo, e di tutti gli ambienti sensibili. L’obiettivo è rilevare “immediatamente qualsiasi segnale di radicalizzazione da parte di soggetti a rischio”.

Ma non c’è solo la lotta al terrorismo tra le priorità della Polizia. “Nella consapevolezza che la criminalità mafiosa costituisce un vero e proprio tumore maligno che frena la crescita economica e culturale della nostra società – ha detto Finocchiaro -, alle attività investigative si è affiancato l’ampio e attento utilizzo di altri importanti strumenti che la legislazione mette a disposizione per combatterla efficacemente, quali le misure di prevenzione personali e patrimoniali”.

Complessivamente sono stati sequestrati beni per circa 4.500.000 di euro.

Particolare attenzione è stata rivolta anche a “quei delitti consistenti in violenze fisiche e morali che suscitano allarme e disgusto nell’opinione pubblica in quanto rivolti a vittime ‘deboli’ per età, sesso o condizioni fisico/psichiche” ha puntualizzato il questore. Mentre è proseguito “incessante il rilevante impegno” per quanto riguarda il fenomeno migratorio. “Sul fronte degli sbarchi e della gestione delle migliaia di migranti giunti a Lampedusa e Porto Empedocle – ha concluso il questore -, grande è stato lo sforzo compiuto per gestire al meglio i servizi per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, per l’identificazione, la prima accoglienza, il trattamento e il collocamento dei migranti, in particolare, dei minori, le vigilanze e i successivi trasferimenti”.

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