| | letto 33 volte |

Agrigento, processo “Vultur”: inchiesta nata dal duplice omicidio Condello-Priolo

Continua davanti il Tribunale di Agrigento (seconda sezione penale, presidente Luisa Turco) il processo scaturito dall’inchiesta della Dda denominata “Vultur”.

Gli imputati sono: Rosario Meli, 68 anni, considerato dagli inquirenti il capomafia di Camastra, il figlio Vincenzo, 46 anni, Calogero Piombo, 65 anni, anch’egli di Camastra, e Calogero Di Caro, 70 anni, di Canicattì, l’altro figlio di Rosario Meli, Giuseppe Meli, 44 anni.

I giudici hanno ammesso la costituzione di parte civile del Fai, la Federazione antiracket italiana e i dei titolari di un’agenzia di onoranze funebri a Camastra vessati da alcuni imputati. Secondo gli investigatori della Squadra Mobile di Agrigento, capitanati da Giovanni Minardi, alla famiglia di Rosario Meli, conosciuto come “U puparu” ed ex consigliere comunale della Democrazia Cristiana, non sarebbe sfuggita alcuna preda, ed ecco perché l’inchiesta è stata battezzata Vultur – avvoltoio.  Le accuse mosse agli imputati variano da estorsione aggravata a detenzione illegale di pistola.

Oggi è stato interrogato il vice-capo della Mobile Di Piazza che ha ricordato che si è arrivati all’indagine “Vultur” indagando sul duplice omicidio Condello-Priolo compiuto a Palma qualche anno fa.

Il processo è stato aggiornato al prossimo 10 maggio per continuare l’esame del funzionario di Ps Di Piazza.

Angelo Prato, 38 anni, di Camastra, coinvolto nella stessa inchiesta viene giudicato con rito abbreviato.

Tags: ,

Lascia un commento