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Agrigento, processo “Self Service”, si riparte a luglio: 8 gli imputati

Per una questione di incompatibilità di uno dei giudici il processo d’appello relativo all’inchiesta “Self Service” che ipotizza un presunto giro di tangenti all’Ufficio Tecnico del Comune di Agrigento in cambio di alcune concessioni edilizie, è stato trasferito dalla prima alla seconda sezione e riprenderà il prossimo 11 luglio. Sono 8 le persone coinvolte nel procedimento, tutte condannate al termine del processo di primo grado.
Le accuse erano, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione, abuso d’ufficio e truffa.

Otto condanne e tre assoluzioni (con motivazioni diverse). Confermato, in primo grado, il costrutto accusatorio della Procura della Repubblica, nell’occasione coordinata dall’aggiunto Ignazio Fonzo e che ha visto impegnati i pubblici ministeri Luca Sciarretta, Carlo Cinque, Alessandro Macaluso. Sostanzialmente sono state accolte le richieste della Pubblica accusa, rappresentata in aula da Alessandro Macaluso seppur con differenza tra le pene inflitte e quelle richieste. Nel dettaglio, Macaluso aveva chiesto: per Sebastiano Di Francesco e Luigi Zicari, ex dirigenti dell’Utc di Agrigento, la Procura ha rispettivamente chiesto 6 anni ed 8 anni e 6 mesi di reclusione. Per Pietro Vullo e Roberto Gallo Afflitto sono stati chiesti, rispettivamente, 4 anni e 6 mesi; 2 anni per Gerlando Tuttolomondo, mentre per i vigili urbani Rosario Troisi e Calogero Albanese era stata chiesta la condanna, rispettivamente, ad 1 anno e 4 mesi e ad 1 anno e 2 mesi. Otto mesi di reclusione chiesti, infine, per Massimo Lorgio. Per Alfonso Vullo è stata chiesta, invece, la sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste”; per Salvatore Palumbo, invece, il “non doversi procedere per intervenuta estinzione del reato” (morte del reo); e per Pasqualina Sciarratta per “non aver commesso il fatto”.

Il Tribunale invece ha deciso in questo modo: Per Zicari, 4 anni di reclusione, estinzione del rapporto di lavoro e interdizione dai pubblici uffici per cinque anni; per Di Francesco, 2 anni; Pietro Vullo, 2 anni; Roberto Gallo Afflitto, 2 anni; Gerlando Tuttolomondo, 2 anni; Rosario Troisi, 1 anno e 4 mesi; Calogero Albanese, 1 anno e due mesi; Massimo Lorgio, sette mesi. Pena sospesa per Troisi, Albanese e Lorgio. Il tribunale ha anche ordinato demolizione e ripristino luoghi di tutte le opere illecite; ordinato il dissequestro delle cose sequestrate. Inoltre ha disposto la comunicazione della sentenza a Comune e Soprintendenza. Sempre il Tribunale ha disposto la condanna al risarcimento dei danni da stabilirsi in sede civile e il pagamento delle spese processuali in favore delle parti civili (4 mila euro ciascuno). Per Zicari, Pietro Vullo, Roberto Gallo Afflitto e Gerlando Tuttolomondo è stata dichiarata la incapaci di contratta con la Pubblica amministrazione per un anno.

Gli imputati Di Francesco, Gallo Afflitto, Pietro Vullo, Alfonso Vullo e Pasqualina Sciarratta sono stati assolti da numerosi capi di imputazione e per un solo capo di imputazione, assoluzione per Di Francesco e Vincenzo Lorgio per intervenuta prescrizione. Infine ha dichiarato di non doversi procedere per Salvatore Palumbo, morto durante le fasi dell’inchiesta.

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