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Agrigento, omicidio Mattina, interrogata moglie del meccanico: si indaga su un furto d’auto

08.05

Palermo-Il gip di Palermo Wilma Mazara ha convalidato il fermo di Giovanni Riggio, reo confesso dell’omicidio di Giuseppe Mattina, pregiudicato ucciso la notte di venerdì scorso ad Agrigento. Il giudice ha disposto per Riggio la custodia cautelare in carcere.

A determinare il delitto sarebbe stata una lite nata per motivi economici. L’indagato, che aveva una società di rivendita di autovetture usate con la vittima, era andato a trovarla perché gli doveva del denaro.

Per avviare l’attività Mattina aveva chiesto soldi a degli usurai – ha raccontato Riggio – I due avevano concordato che ogni mese Riggio gli avrebbe restituito 550 euro per saldare il prestito.La notte dell’omicidio i due avrebbero avuto una discussione per motivi economici. Mattina avrebbe minacciato il socio di uccidere la figlia e di abusare della moglie se questi non gli avesse dato presto i soldi, poi avrebbe tentato di colpirlo con un oggetto trovato in officina. L’indagato si sarebbe difeso e l’avrebbe ucciso per poi costituirsi a Palermo.

magazzino dell'omicidio

17.05

Nonostante la confessione di Giovanni Riggio, il 29enne di Palermo che si è accusato dell’omicidio di Giuseppe Mattina, 41 anni di Favara, avvenuto alcune settimane fa in un magazzino di contrada San Benedetto, ad Agrigento, continua il lavoro degli investigatori che, nella giornata di ieri, hanno ascoltato la moglie del meccanico favarese. La donna ha risposto ai poliziotti e si è presentata in Questura accompagnata dall’avvocato Salvatore Cusumano. Dopo la pista di auto piazzate dal Riggio e di soldi non consegnati al Mattina spunta un’altra ipotesi, quella di un furto di di alcune automobili in un autofficina di Agrigento, furto di cui non si sono mai scoperti i responsabili. Continua dunque l’attività della Polizia per chiarire le poche zone d’ombra di un omicidio che comunque lascia pochi dubbi.

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