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Agrigento, nel centro storico ora ci sono anche i serpenti, ma di discerbamento e spazzamento non se ne parla

Con la bella stagione, nel centro storico di Agrigento, in questo caso nello storico quartiere del Rabato, quello che con via Garibaldi e i suoi cortili, accoglie ogni estate migliaia di turisti e ospita migliaia di residenti che pagano ogni genere di tassa e balzello, sono arrivati anche i serpenti.

Le foto scattate dai turisti di un B&B della zona e già diffuse on-line in tutto il mondo per celebrare lo scampato pericolo di essere nominati “capitale della cultura”, documentano, senza tema di smentita, un quartiere abbandonato dall’amministrazione comunale. Da un paio di giorni nella scalinata di Vicolo Finazzi,infatti, c’è un serpente immortalato da quei turisti che percorrono la strada, scansando l’erba e le deiezioni dei cani, per raggiungere la chiesa San Francesco di Paola o i loro B&B. Un’immagine normale se vivessimo ai confini di un grande parco o nei pressi di una palude e non in pieno centro urbano. Ma in zona, anche per piazza San Francesco di Paola che ospita una chiesa visitatissima e molto fotografata e la discesa adiacente che conduce alla scuola Don Bosco, la situazione non è migliore. L’erbaccia raccolta dai residenti è ormai ricresciuta perchè alcuni solerti amministratori non ragionano su un fatto semplice. Se cresce tanta erba ai bordi delle strade e dei marciapiedi, vuol dire due cose: la prima è che le crepe e le fessure dove l’erba si insinua e cresce dovrebbero essere chiuse con del cemento in modo che non ricrescano più risparmiando sui costi successivi di un eventuale (sognato) discerbamento. In secondo luogo, se cresce tanta erba soprattutto nel centro storico, vuol dire che ci sono perdenze e rotture della condotta idrica che possono infiltrarsi nelle fondamenta delle case e, nel tempo, creare problemi anche alla stabilità degli immobili. Ma i residenti intanto, si acconterebbero di avere un discerbamento trimestrale come accadeva prima che certi illuminati amministratori, oggi per fortuna altrove, decidessero che gli operatori ecologici erano troppi e li facesse licenziare.

Al Rabato, in via Garibaldi e nei suoi splendidi cortili che i residenti si puliscono da soli pur pagando salatissime Tia, non si vede un netturbino per lo spazzamento da oltre un mese grazie al fatto che il loro numero è stato dimezzato dall’amministrazione in carica perchè ritenuti troppi. Non si effettua il discerbamento da oltre un anno, per motivi pressochè analoghi e, grazie alla complicità di supermercati particolarmente generosi nella distribuzione anche a terra di volantini sconto e di incivili, il quadro è bello e che designato. Il centro storico di Agrigento, e non solo il Rabato, è ormai una cartolina degradata e triste di una città pulita solo nelle zone centrali. In piazza Vittorio Emanuele, al Viale della Vittoria e davanti al palazzo municipale, i netturbini ci sono giornalmente. Ma altrove no, perchè i numeri sono numeri e i pochi operatori ecologici rimasti, molti dei quali a part-time, si sobbarcano ogni giorno il peso di una raccolta

differenziata difficile, che fa i conti con continue bonifiche straordinarie di interi pezzi di territorio urbano e suburbano dove gli incivili sono i padroni incontrastati incuranti di multe e rimproveri. Al numero dei netturbini in servizio, ogni giorno, si devono togliere quelli che sono in malattia o in ferie (quando si può). Persino un bambino avrebbe capito che quando un servizio cambia modalità, prima di tagliare le risorse umane, si sarebbe dovuto verificare sul campo di cosa il nuovo servizio necessita. Persino un bambino avrebbe avuto la pazienza e l’umiltà di aspettare, di chiedere, di provare a capire prima di riuscire quasi a distruggere un comparto fondamentale per il vivere civile di ognuno di noi. Perchè, si ricordino tutti soprattutto alcuni saccenti amministratori comunali, che se si ferma per un giorno un impiegato pubblico, un funzionario strapagato, un politico di professione, non se ne accorge nessuno. Se si ferma un operatore ecologico, la città è perduta.

4 Risposte per “Agrigento, nel centro storico ora ci sono anche i serpenti, ma di discerbamento e spazzamento non se ne parla”

  1. residente rabato ha detto:

    per la cronaca: il serpente è stato spostato lungo la scalinata Finazzi e tolto dal ballatoio. complimenti a questa amministrazione comunale. il quartiere sta sprofondando nelle sterpaglie. vergogna

  2. Giuseppe ha detto:

    No problem…. Ora entreranno nell’organico 10 extracomunitari e tutto si risolve!!!!!
    Mentre i miei figli sono partiti x cercare fortuna al nord… Questa è Firettolandia!!!!

  3. mauro sapia ha detto:

    ora il comune chiede aiuto agli immigrati per affiancare gli spazzini. ma allora forse non erano così in esubero come qualcuno ha voluto far credere mentendo sapendo di mentire

    • Giuseppe ha detto:

      Il problema vero non è mai stato il numero degli operatori ecologici già esistenti ma i posti di lavoro che aveva promesso x accaparrarsi i voti; e se non si creavano dei posti vacanti nel settore dei rifiuti, gestito (guarda caso) al 90% da ditte empedocline (vedi Iseda, Seap, Ecoin ed Icos), come appunto l’attuale sindaco, avrebbe fatto brutte figure…. Intanto, per tamponare, si provvede con assunzione, a costo quasi zero, di immigrati, poi, successivamente, magari col nuovo bando x 5 anni, i posti “vacanti” si riempiranno, come x magia, di gente nuova…
      Spero che vengano assunte persone del capoluogo, visto che il costo del servizio è interamente pagato da noi contribuenti agrigentini!!!!!

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