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Agrigento, indagini sul suicidio di Alice

http://www.sicilia24h.it/agrigento-tragedia-alla-rupe-20enne-morta-sul-colpo-caduta-o-lanciata-giu-dal-dirupo-si-indaga_318174/

Che il suicidio clamoroso di Alice S. – studentessa di 17 anni, trovata morta sulle crepe della Rupe Atenea dove insiste una chiesa sconsacrata ma anche luogo di fucilazioni nel periodo fascista – non potesse passare inosservato ed essere catalogato come fatto routinario non c’era bisogno di essere eccellenti investigatori.

Ed infatti, un suicidio – che di norma, in questi casi si chiude con la consegna della salma ai familiari e silenzio assoluto – nel caso della povera Alice non è affatto chiuso.

La Squadra mobile guidata da Giovanni Minardi con il coordinamento della Procura della Repubblica di Agrigento (Pm, Alessandra Russo) vuol vederci chiaro e, raccogliendo una miriade di indicazioni e chiacchiericci, ha deciso di approfondire l’intera vicenda interrogando una cinquantina di persone, soprattutto amici e coetanei della vittima, acquisendo, inoltre, l’intera memoria del telefonino di Alice, gravida di messaggi e video, e soffermando l’attenzione su un filmato del 2015 relativo alla Summer fest celebratasi a San Leone.

Sugli interrogatori e sul contenuto dei video si mantiene il massimo riserbo.

Però, l’attività investigativa coniugata con il messaggio postato su Istagram (specchiata volontà di rendere pubblica – in barba alle carte deontologiche dei giornalisti ottusi – la propria morte) ha suggerito agli investigatori ed alla Procura di insistere sugli accertamenti che, regolarmente e sino a tarda notte sono stati effettuati.

Prende minore vigore la pista della setta satanica e dei riti celebrati in un luogo appropriato, come la Rupe Atenea (sede di chiesa sconsacrata, lo ribadiamo) e si ritiene, al momento, il ritrovamento di una tunica sul luogo del suicidio slegato con esso.

Restano i mille dubbi legati al messaggio di addio che Alice ha voluto destinare a tutti, non solo a pochi, postato su Istagram, che manifesta la decisa volontà di comunicare ad altri, senza censure il suo terribile disagio.

Ecco il terribile testo: “Nessuno di voi sa e saprà mai con cosa ho dovuto convivere da un periodo a questa parte… Quello che mi è successo non poteva essere detto, io non potevo e questo segreto dentro di me mi sta divorando. Ho provato a conviverci e in alcuni momenti ci riuscivo così bene che me ne fregavo, ma dimenticarlo mai.. E allora ho pensato… Perché devo sopportare tutti i momenti no, Che pur fregandomene, sono abbastanza stressanti, se anche quando tutto va bene e come dico io, il mio pensiero è sempre là? Non sono una persona che molla, una persona debole, io sono prepotente, voglio cadere sempre in piedi e voglio sempre averla vinta, ma questa volta non posso lottare, perché non potrò averla vinta mai, come però non posso continuare a vivere così, anzi a fingere così…

Durante i miei 17 anni ho dovuto avere a che fare con cose spesso più grandi di me, pesi enormi, problemi difficili.. Ma ne sono uscita sempre vincitrice. La mia vita è stata piena, piena di tutto quello che la vita può dare, dolori e gioie, amore e odio, risate e pianti… Ho vissuto 17 anni stupendi, amata e anche odiata .. Ho avuto due genitori fantastici che mi hanno viziata molto spesso, una sorella unica nel suo genere, tutti i miei parenti mi adorano .. Amici, tanti, alcuni sono andati via, altri una volta che mi hanno trovata hanno deciso di non farlo mai e poi mai e lo so con

certezza.

A tutte le persone che mi hanno voluto bene, ai miei genitori, a mia sorella, ai miei zii, ai miei cugini, ai miei nonni… E ai miei amici chiedo scusa, mi dispiace lasciarvi così, avrei voluto scrivere ad ognuno di voi un addio, dove vi dicevo quanto siete stati importanti per me e quanto bene vi voglio, ma se l’avessi fatto, penso che avrei cambiato subito idea su quello che sto per fare e poi avrebbe fatto più male.. E inoltre mi sarei sforzata di scrivere le parole giuste ma in questo caso non ci sono parole giuste da usare..

Io non posso scrivere il bene che vi voglio, perché non si può spiegare a parole. Vivete quanto più potete la vita, ma quando dico ‘quanto più potete’ non intendo per tanto tempo, ma intensamente. Fregatevene di quello che dice la gente e dite sempre quello che pensate. Fatevi rispettare e… “.

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