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Agrigento: cosa vostra è roba nostra

Sarà perché editato nel 2017, il libro di Fabio Giallombardo, “Cosa vostra”, non è che giri molto per la Sicilia e soprattutto a Catania.
L’autore ospite del Caffè letterario della questura di Agrigento, da noi interpellato, risponde che a Catania è prevista la presentazione nei prossimi mesi. Lo speriamo perché Catania è il luogo simbolo per una discussione di questa raccolta antologica che ha trovato più spazio al Nord e precisamente dalle parti di Ascoli e San Benedetto del Tronto dove Giallombardo insegna. E stupisce anche la smentita di Giallombardo che il suo libro sia diventato uno spettacolo teatrale. Lo desumiamo da internet: “Spettacolo teatrale “Cosa vostra!: nascita e sviluppo del parastato criminale in Italia, dal brigantaggio alle mafie” Ascoli Piceno – L’Associazione Culturale Egeria in collaborazione con il prof. Fabio Giallombardo, con la band ascolana Abetito Galeotta e con l’attore Pino Presciutti”. Comunque sia il libro di Giallombardo è stato fatto notare come “un percorso storico e antologico attraverso le opere di Pippo Fava, ripercorrendo la lunga storia dei rapporti fra istituzioni italiane e mafia siciliana. L’antologia pensata anche come supporto didattico per le scuole superiori è corredata di schede di approfondimento e di box esplicativi”.

Il questore Auriemma e il comandante capitaneria ParisiIl questore Auriemma e il comandante capitaneria ParisiSaremmo curiosi nell’apprendere “come e chi” ne discuterà a Catania, terra di Pippo Fava a cui il libro si ispira, dei famosi cavalieri di cui apprendemmo formalmente nell’ultima intervista del generale Dalla Chiesa a Giorgio Bocca e di editori passati al setaccio della magistratura o rinviati a processo nei prossimi mesi e per i quali l’Ordine dei giornalisti avrebbe deciso di fare una revisione degli ultimi cinquant’anni di giornalismo siciliano. Di quello agrigentino sappiamo che se ne è occupata la Commissione Antimafia.
Un’antologia, dicevamo e ci resta molto poco da aggiungere a quanto è stato rilevato dell’opera di Giallombardo: “Un percorso che tocca le principali tappe della storia italiana: dalla demistificazione della retorica patriottica dell’impresa dei Mille di Garibaldi alla violenta soppressione dei Fasci siciliani, dal banditismo di Salvatore Giuliano all’assassinio di De Mauro, i grandi temi legati al rapporto tra mafia e istituzioni vengono letti a partire dalla poliedrica opera di Pippo Fava: romanzi e drammi, articoli di giornale e opere di saggistica; accanto, le voci di intellettuali e scrittori, magistrati e giornalisti che hanno analizzato a fondo il fenomeno. L’antologia è pensata anche come supporto didattico per le scuole superiori ed è corredata di schede di approfondimento e di box esplicativi, oltre che di un apparato di note ai brani”.
Alla presentazione del libro era presente Alessandra Andreozzi – Vice Presidente della fondazione “Giuseppe Fava”. Simbolo di una presenza attenta e interessata, il questore Maurizio Auriemma e il comandante la Capitaneria di Porto Empedocle, Filippo Maria Parisi
Forse ci resterebbe da notare come il Caffè letterario “Sulla strada della legalità” promosso dalla questura di Agrigento, meriterebbe un dibattito più serrato, un “controcampo” che ancora manca, visto il luogo istituzionale, per una presa d’atto dei molti nomi e vicende (che si fanno) che ancora “galleggiano” in una Sicilia “che non c’è più”.
Ma davvero non c’è più la Sicilia di una volta?
Questa bella compagnia di “gallinacci”, ancora “vigenti” nella nostra democrazia, tra l’altro, avrà l’onore di essere spiegata prossimamente in uno degli appuntamenti del “caffè”.
Una occasione da non perdere. Forse un punto fermo da cui ripartire

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