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Agrigento, “E’ morta la democrazia, uccisa dai ‘firettiani’: duro attacco di Uniti per la Città

“E’ ufficiale: ieri sera a Palazzo dei Giganti sono stati celebrati i funerali solenni alla democrazia, uccisa dalla maggioranza firettiana”. A darne il triste annunzio è il gruppo “Uniti per la Città” che ha partecipato alle esequie dentro Aula Sollano. “E’ stata una funzione così sconvolgente, che ci ha talmente scosso – affermano Giuseppe Picone, Gerlando Gibilaro, Angelo Vaccarello e Marco Vullo – che siamo stati costretti ad abbandonare il tempio prima che venisse data l’estrema unzione. La fede c’è, per carità – sottolineano – è mancato il “voto”, quel voto che ha sancito come al Comune di Agrigento debba prevalere la legge del più forte, senza se e senza ma. E’ la legge di Firetto e dei suoi seguaci che applicano veti, secondo il loro vangelo di comodo, e impongono la loro volontà anche nella elezione del vice presidente del Consiglio che spettava, nel rispetto della rappresentanza democratica, alle opposizioni. E invece no. Con un colpo di mano, la coalizione governativa, forte ancora dei numeri, seppur meno consistenti rispetto a prima, ha scelto per conto della minoranza, complice ovviamente il destinatario dell’incoronazione, che ha ceduto alla forte tentazione del potere. Il forzista Falzone ha accettato l’incarico raccogliendo infatti i consensi dei partiti di maggioranza. Ecco perché la democrazia, dopo essere stata in questi quasi due anni di mandato ripetutamente aggredita e brutalmente ferita, adesso è spirata. Noi oggi lanciamo l’allarme, convinti che anche la città è chiamata a prendere coscienza, ad elaborare il lutto, ma a non rassegnarsi. La democrazia ha la necessità di risorgere e di tornare protagonista in questa nostra meravigliosa terra. Il gruppo “Uniti per la Città” ha sollevato anche il caso, attraverso il consigliere Gibilaro, dell’illegittimità della proposta di deliberazione, dal momento che sono state imposte due votazioni: quella per la scelta del sostituto del dimissionario di Sanzo, certamente necessaria, e quella, assurda in quanto non contemplata dalle norme statutarie, per l’elezione del vice presidente vicario. Quindi forma e sostanza – concludono i 4 consiglieri comunali di opposizione – insieme sono contemporaneamente venute meno, assestando così il colpo mortale alla già provata e sofferente democrazia che in questi mesi è andata avanti stancamente e priva di forze, sensibilmente debilitata dalla nociva terapia firettiana”.

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