Aeroporto, lettera – appello di D’Orsi al presidente della Repubblica
Il Presidente della Provincia Eugenio D’Orsi scrive al Presidente Napolitano sulla vicenda dell’aeroporto di Agrigento, chiedendo l’intervento della più alta carica dello Stato per dare una concreta speranza ai cittadini di questa provincia.
Il Presidente D’Orsi, nonostante il suo incessante impegno e la predisposizione di tutti gli adempimenti di legge previsti per la costruzione dello scalo aeroportuale, stancato dai continui rinvii e delle contrastanti dichiarazioni fatte a vari livelli dagli attori del trasporto aereo, si rivolge ora direttamente alle più alte cariche dello Stato e della Regione.
L’appello del Presidente D’Orsi è stato inviato anche al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ministro della Giustizia Angelino Alfano, al Ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli, al Presidente della Regione Raffaele Lombardo, al Deputato Europeo Salvatore Iacolino e alla deputazione nazionale e regionale.
Scrive il Presidente D’Orsi: “Signor Presidente della Repubblica, Onorevoli rappresentanti delle massime Istituzioni Europee, Nazionali e Regionali, siamo stanchi di aspettare: reclamiamo il nostro diritto ad essere “uguali” a tutti gli altri Italiani, come prescrive l’art. 3 della Costituzione Repubblicana, che fu scritta anche da Gaspare Ambrosini figlio illustre di questa generosa terra.
“A nome dei Cittadini della Provincia di Agrigento, anche dei quali siete rappresentanti, – prosegue D’Orsi – Vi chiedo di voler porre in essere ogni utile intervento per consentire a questo martoriato lembo di Italia di non essere più trattato al rango di “colonia” a servizio di interessi elettorali o di gruppi imprenditoriali.”
Ecco il testo:
“Mi rivolgo all’attenzione dell’Onorevole Presidente della Repubblica, espressione dell’Unità Nazionale e di tutte le Signorie Loro, per segnalare, ancora una volta, la grave ingiustizia che si sta perpetrando ai danni della popolazione della provincia di Agrigento, che ho l’onore di rappresentare.
Da circa quarant’anni gli agrigentini aspirano ad una nuova opportunità di sviluppo, reclamando la realizzazione di uno scalo aeroportuale che li riscatti dall’isolamento economico e geografico nel quale sono relegati.
Tale legittima aspirazione viene, però, quotidianamente frustrata da gruppi economici e politici che hanno, invece, l’interesse a mantenere immutati equilibri imprenditoriali non sempre rispondenti alle effettive aspirazioni generali del territorio e della popolazione.
I ripetuti sforzi compiuti da questa Amministrazione per la realizzazione di uno scalo aeroportuale non hanno sortito, fino ad ora, concreti risultati a causa delle resistenze opposte da quanti continuano a sostenere l’incompatibilità di nuovi insediamenti aeroportuali in ragione della densità del traffico merci-passeggeri e della distanza da analoghe infrastrutture.
Come se, in altre realtà del nostro Paese, non esistessero già ripetuti esempi di strutture aeroportuali, alcune anche di recente realizzazione, distanti tra loro poche decine di chilometri.
Sembra quasi che, dopo centocinquant’anni dall’Unità di Italia, esistano ancora, come ha scritto un nostro illustre concittadino, Luigi Pirandello, “Due Italie: Florida una di Comuni splendida di Signorie ….. l’altra arida, da secoli povera “ .
Oppure, in maniera ancora più brutale, come se esistessero Cittadini della Repubblica di serie “A” e cittadini di serie “B” .
Appare, quindi, legittima la domanda che noi agrigentini rivolgiamo, ed alla quale desidereremmo ricevere una risposta: perché qualcuno, in barba ai colori dei vari governi, continua ad occupare lo stesso posto e da là impartisce ordini e decide dove, quando e come costruire un aeroporto?
Noi, non abbiamo chiesto soldi al Governo, vorremo affidarci ai tanti privati, interessati alla realizzazione della importante infrastruttura aeroportuale per eliminare la marginalità che ci soffoca.
Accompagnati timidamente dal Governo Regionale, i cui fondi FAS sono tutt’ora bloccati, in quella che riteniamo una battaglia di civiltà e di promozione umana, sommessamente Le chiediamo Sig. Presidente della Repubblica, di rappresentare e rappresentarci come Cittadini Italiani.
Lei, Sig. Presidente della Repubblica, ha visitato Palma di Montechiaro (la città del Gattopardo dal nome del celebre romanzo di Tomasi di Lampedusa), ha potuto ammirare le bellezze di questo lembo della Sicilia ed i volti dei suoi abitanti, speranzosi di poter vivere una vita “normale”, lavorando, sudando, evitando di essere assoldati dalla mafia per diventare spietati killer anche per soli 100 Euro.
Ecco, l’aeroporto che non costerebbe nulla allo Stato, rappresenterebbe una forte molla di sviluppo e di investimento sull’uomo.
Tutto ciò da quarant’anni ci viene negato.
Signor Presidente della Repubblica, Onorevoli rappresentanti delle massime Istituzioni Europee, Nazionali e Regionali, siamo stanchi di aspettare: reclamiamo il nostro diritto ad essere “uguali” a tutti gli altri Italiani, come prescrive l’art. 3 della Costituzione Repubblicana, che fu scritta anche da Gaspare Ambrosini figlio di questa generosa terra.
A nome dei Cittadini della Provincia di Agrigento, anche dei quali siete rappresentanti, Vi chiedo di voler porre in essere ogni utile intervento per consentire a questo martoriato lembo di Italia di non essere più trattato al rango di “colonia” a servizio di interessi elettorali o di gruppi imprenditoriali.
Un secolo e mezzo fa, proprio da questa terra partì l’anelito all’Unità del Paese e le “Due Italie ……… ricomposte per sempre si vollero nell’unità di Roma”.
Oggi, Signor Presidente, Le chiediamo di dare concretezza al concetto di Unità Nazionale garantendo anche ai Cittadini di questa provincia le stesse opportunità degli altri Cittadini d’Italia .
Confidiamo nell’autorevole intervento dell’Onorevole Presidente della Repubblica, delle Autorità Istituzionali in indirizzo e di quanti “liberi” da condizionamenti e “forti” nell’animo vorranno battersi per una causa di Giustizia e di Civiltà” .

Il Presidente D’Orsi scrive : “quotidianamente frustrata da gruppi economici e politici che hanno, invece, l’interesse a mantenere immutati equilibri imprenditoriali ” CHI SONO COSTORO, LI DENUNCI APERTAMENTE, PERCHE’ LI COPRE? O SEMPLICEMENTE NON CI SONO E TUTTO QUESTO MASCHERA INCAPACITA’ OPPURE COPERTURA PER IL SUO PARTITO E QUELLI DEI SUOI ALLEATI DEL CENTRO DESTRA?
poi scrive ancora “perché qualcuno, in barba ai colori dei vari governi, continua ad occupare lo stesso posto e da là impartisce ordini e decide dove, quando e come costruire un aeroporto?” E’ CHIARO IL RIFERIMENTO ALL’ENAC E RIGGIO CHE E’ IL PRESIDENTE, VOLENDOCI FAR CAPIRE CHE RIGGIO E’ PIU’ POTENTE DEL MINISTRO DEI TRASPORTI, DEL MINISTRO ALFANO, DEL PRESIDENTE LOMBARDO ED E’ LUI CHE INSIEME AI POTENTATI ECONOMICI BLOCCA TUTTO. MA MI FACCIA IL PIACERE PRESIDENTE ORMAI SOLO CHI NON CAPISCE NIENTE PUO’ CASCARCI. E PURTROPPO ANCHE QUALCHE GIORNALISTA DISOCCUPATO CHE LE VIENE DIETRO PUR BRAVO MA ABBISOGNEVOLE DI LAVORO. D’ORSI FACCIA QUALCOSA DA PRESIDENTE DELLA PROVINCIA PERCHE’ FINORA N O N H A F A T T O N I E N T E D I N I E N T E . E VEDRA’ COME SARA’ TROMBATO LA PROSSIMA ELEZIONE, SEMPRE CHE I SUOI AMICI LA RICANDIDINO. AUGURI
! grazie a Sicilia24ore per l’accoglienza
…Mah!!!!!!!!!!!!!!! Presidente oramai noi Agrigentini siamo abituati a tutto compreso il fatto tra Lei e cordaro…Andiamo avanti. Spero che legga questa mia riflessione..La politica Agrigentina si è rivelata essere un fallimento sia a livello Provinciale ( certo non per colpa sua) che Regionale…
Mi ascolti tutti gli Agrigentini sanno bene che Lei si è impegnato per la costruzione dell’aereoporto e siccome la pagliacciata va avanti da più di mezzo secolo,Le consiglio al fine di dare dignità al popolo Agrigentino di dimettersi spiegando anche alla naziona intera le porte chiuse che ha trovato sia a livello regionale che nazionale..Di sicuro darà una bella scossa a tutti i Capi Politici della Provincia…
Carissimo Ministro della Giustizia, On. Angelino Alfano.
Lei o Tu, se non Ti risulta irriguardoso il Tu, visto che ci conosciamo da
parecchio tempo, ritengo, modestamente, molto modestamente, che la vicenda
aeroporto di Agrigento, abbia bisogno di un quanto mai indispensabile momento
di chiarezza.
Altrimenti rischiamo di abbandonare al suo destino il nostro caro Presidente
della Provincia, Eugenio D’Orsi che, a quanto pare, si sta spendendo solo ed
esclusivamente per l’aeroporto.
Da sindaco del paese in cui, originariamente avrebbe dovuto sorgere tale
struttura aeroportuale agli inizi del 2000 e cioè Racalmuto, oggi che tale
previsione progettuale è scivolata verso Palma o Licata, speravo che tale
spostamento avrebbe potuto giovare alla realizzazione di una infrastruttura che
credo, sia tanto servita, solo teoricamente, per dare lustro alle campagne
elettorali.
Ma le mie, come si sa, sono soltanto delle deboli congetture, espresse da un
sindaco, assai spesso elle prese, con problemi pseudo giudiziari, di qualsiasi
tipo e ragione o piuttosto senza ragione alcuna.
Io che sino all’altro ieri, tifavo per Di Pietro, oggi Le confesso che tifo per
Lei ed u n po’ meno per coloro i quali, assieme a Lei e Berlusconi, sono stati
accreditati presso il popolo italiano, ieri Casini, oggi Fini.
Sono, non dico costretto, ma quasi, disposto a difendere non solo Lei e le sue
posizioni, ma anche le scelte di chi, in maniera del tutto Volteriana vorrebbe
difendere gli interessi del popolo italiano.
Se oggi c’è chi, non vuole votare la Legge sul cosiddetto Processo Breve, dopo
averla votato in Senato, per dimostrare che il problema è Berlusconi e non chi
sta imbrigliando un’intera Nazione, tra cause civili e penali che hanno
distrutto, per le loro lungaggini, un’intera economia, un intero popolo, si sbaglia sul serio.
Mi riferisco a Fini ed ai finiani.
E’ mai possibile che l’Italia debba continuare ad essere prigioniera ed
arrestata da chi ha solo voglia di farla sprofondare in mezzo a milioni di
cause penali e civili?
Tutto pane per gli avvocati!
Ministro, vada speditamente avanti, ne va degli interessi dell’Italia intera!
Salvatore Petrotto
Sindaco di Racalmuto
Presidente della Fondazione Leonardo Sciascia
Caro Presidente fino ad oggi Lei ha dato credito ai vari personaggi bui della politica Agrigentina (Di Mauro,Cimino Gentile Scalia,Cuffaro etc etc etc.) senza mai avere unminimo di intrelocuzione sulla vicenda aeroporto. Adesso bene fa a scrivere al Presidente della Repubblica con questa sua missiva che dice tutto della realtà della provincia di Agrigento.
In maniera molto più incisiva farebbe bene ad istallare una tenda a Roma davanti l’ENAC o il Ministero delle Infrastrutture o davanti palazzo Chigi. Sarebbe un’ottima vetrina Nazionale per ribadire con forza la necessità della realizzazione dello scalo aeroportuale a Piano Romano a Licata. Se tutto questo non dovrebbe sortire nulla,come ultima ratio potrebbe iniziare lo scipero della fame sempre davanti palazzo chigi a Roma. Vediamo cosa succede.
3 assessori regionali, un ministro e una tonnellata di onorevolucci.
Eppure la terra continua a morire, aeroporto o non aeroporto.
Gli incolti eleggono gli incolti e svendono la loro dignità, parola ormai cancellata dai dizionari degli agrigentini.
ma vi rendende conto chi ci rappresenta ai vari livelli istituzionali? Gentile,Cimino,Di Mauoro Cuffaro,Scalia,ma per favore non facciamo ridere il mondo. Ma possibile che gli agrigentini ancora credono a tutta questa gente che si fa gli affaracci propri fregandosene della provincia e della gente ?
Possibile che gli agrigentini non hanno mai uno scatto di orgoglio fischiando tutta questa gente ogni volta che li incontra per strada?
Deputati ignoranti,Assessori deficienti,Amministratori incapaci che volete ancora? Questi avete votato e questi vi dovete sorbire.
Bravo Presidente…….bisogna insistere e smascherare gli interessi politici ed economici che si celano dietro i veti incrociati che accompagnano questa vicenda. A Lei vanno i miei più sentiti ringraziamenti
alla politica chiediamo l’ammodernamento della statale 115
Agrigento e la sua Provincia sta avendo una grande OPPORTUNITA’.
La grande OPPORTUNITA’ è quella di avere una squadra formata dal Presidente della Provincia D’ORSI, dal Ministro On. ALFANO, dagli Assessori Regionali On. CIMINO – On. DI MAURO – On. GENTILE e per concludere dal Presidente della Regione On. LOMBARDO.
Ricordo a me stesso lo slogan del Presidente D’Orsi – INSIEME SI VINCE -
Egregio Sig. Presidente della Provincia Regionale di Agrigento, mi permetta attraverso questo sito libero da condizionamenti politici, di rivolgerLe il mio sentito grazie solamente per tutte le battaglie, le contestazioni, le provocazioni e il continuo lottare a favore ed alla costruzione dell’aeroporto, tanto sperato da molti e maledetto da pochi. Io come molti, sopratutto tra i giovani, crediamo all’aeroporto come fonte di sviluppo primario, attraverso il quale il turismo e l’agricoltura, sarebbero i primi ad avere dei benefici economici, e con loro, considerato che la nostra provincia vive di turismo e agricoltura, tutti gli indotti ad essi collegati.
Fatta questa breve parentesi, vorrei, se mi posso permettere, darLe un suggerimento al fine di accelerare il processo di costruzione dell’aeroporto.
Lei si è trasferito in una tenda, ha fatto comizi, manifestazioni, scritto lettere etc., alcuni uomini cosidetti politici e non, vorrei aggiungere parassiti, hanno dato la loro solidarietà apparente, ma niente di concreto, nemmeno all’interno del suo partito cui appartiene.
Le battaglie o presunte tali Le ha fatte sempre da solo, l’unica possibilità, secondo me, che rimane e potrebbe dare risalto anche a livello nazionale e scuotere le coscienze, è il metodo Pannella, cioè lo sciopero della fame ad oltranza.
Prima di farlo però, Lei dovrebbe invitare, attraverso tutti i mass media, tutti i politici di destra, di centro e di sinistra, magari facendo i loro nomi, ognuno per il ruolo che coprono a livello europeo, nazionale, regionale, provinciale e comunale, che credono e si sono sempre schierati a favore alla costruzione dell’aeroporto, così da vedere chi tra questi, si schiererà a suo fianco e chi invece, farà la figura del vigliacco e parassita.
Il popolo agrigentino che crede e a sempre creduto alla propria terra, farà le proprie considerazioni.
Questa frase dice tutto:
“A nome dei Cittadini della Provincia di Agrigento, anche dei quali siete rappresentanti, – prosegue D’Orsi – Vi chiedo di voler porre in essere ogni utile intervento per consentire a questo martoriato lembo di Italia di non essere più trattato al rango di “colonia” a servizio di interessi elettorali o di gruppi imprenditoriali.”
Caro Presidente, questa forza d’animo e questa Tua grande voglia di riscatto per il nostro Territorio a me personalmente dà tanta speranza.
Alcuni dicono che sei strano, altri dicono che sei folle, io a nome mio e di alcuni figli di questa martoriata Terra Ti diciamo GRAZIE.
Per questa semplice dichiarazione riceverò altre critiche sol perchè condivido il Tuo coraggio nel gridare l’amara realtà a cui siamo costretti a sopravvivere.
Arriva subito la mia risposta alle eventuali critiche, GRAZIE PRESIDENTE!!!!!!!!
Sarebbe un delitto contro la verità non ammettere l’impegno, a tratti pure plateale, del presidente D’Orsi per l’aeroporto. Ma non ci si può dimenticare, non si può sorvolare, sul fatto che D’Orsi, Lombardo, Berlusconi, Alfano e tutti gli altri governanti sono figli, qualcuno sostiene aborti, del voto plebiscitario che, nella nostra terra, da 60 anni è attribuito alla medesima classe politica.
Una classe politica incompetente e cialtronesca, che nulla ha prodotto per la propria terra e molto per le proprie tasche e per quelle dei propri amici e clientes.
Una classe politica a cui si contrappone una pseudo – opposizione tanto inutile quanto spesso dannosa, eccezion fatta per alcune “mine vaganti”, certamente positive ma altrettanto inefficaci.
Con questa classe politica, a mio avviso, non solo potremo scordarci di volare, ma se non stiamo attenti potremo scordarci anche di camminare e di respirare.
E’ auspicabile che il popolo, quando si presenta al voto, rifletta su questi aspetti e, invece di turarsi il naso e favorire il potente o pseudopotente di turno, voti il migliore, il più bravo. E se non trova candidati abbastanza bravi, il buon cittadino decida di dedicarsi alla politica in prima persona, sbaragliando lo strapotere di tutti quei soggetti, inutili e dannosi, hanno letteralmente rovinato questa terra, riuscendo a convincere pure qualcuno che il futuro sta nei rigassificatori sotto la Valle dei Templi o nelle centrali nucleari nel bel mezzo della “stupenda terra del Gattopardo”.
Solo allora, se proprio non riusciremo a volare, quantomeno ci saremo liberati dell’intera zavorra…