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A proposito della Conferenza stampa ieri relativa al Mandorlo 2019. Riceviamo e pubblichiamo

Ci rallegriamo, intanto, per l’iniziativa del Presidente del Parco l’arch. Campo, che sembra voler aprire una nuova fase comunicativa dell’Evento.

Tuttavia, questa conferenza stampa appare più come un fatto mediatico di autocelebrazione, teso a dare l’impressione all’opinione pubblica che si stia promuovendo per tempo quando nella realtà viene sistematicamente smentito dagli atti amministrativi.

Abbiamo visto le immagini della sala dalle quali salta subito all’occhio una presenza modestissima di operatori turistici, culturali e soprattutto di giornalisti; malgrado l’enfasi sulla conferenza nella “Sala della Stampa estera” di Roma. Questo anche a giudicare da alcuni interventi di soggetti che non sembrerebbero proprio dei giornalisti…

Rileviamo, inoltre, una nuova eccezionale definizione del direttore del Parco che, dopo essere stato acclamato quale “illuminato” nel corso dello spettacolo conclusivo al Tempio della Concordia, adesso viene pure definito come “Padre del Mandorlo in Fiore”, alla faccia della Tradizione che tanto si vuole salvaguardare e di figure storiche come il Conte Gaetani o il Prof. Lauretta.

Vengono perfino lodati anche dei collaboratori della recente edizione, dei quali non risulterebbero determine in merito alla loro nomina e fino a ora sconosciuti.

Il direttore del Parco nella descrizione dell’evento si perde tra le varie “tranches” del programma che annuncia in tre fasi e dopo aver descritto la prima, dedicata all’immancabile iniziativa de “I Bambini del mondo”, finisce poi col dimenticarsi delle altre due concludendo il discorso…

Promuovere l’Evento in se è cosa buona e giusta, ma la domanda che bisognerebbe porsi è: che valore può avere una conferenza stampa che si svolge con largo tempo di anticipo quando poi in effetti la promozione, come per l’edizione 2018, probabilmente ancora non del tutto determinata, avviene qualche giorno prima della Manifestazione? (per la cronaca fino ad ora deliberati oltre 30 mila euro).

Giova ricordare, dopo una lettura delle determine relative alla appena trascorso Mandorlo che, fatto salvo per un primo intervento di stampa dei manifesti, a livello circoscritto e datato comunque ottobre 2017, tutti gli altri sono stati presi dal 21 febbraio 2017 al 7 marzo 2018 mentre con la determina n° 134 del 23 marzo 2018 si va ben oltre la data di conclusione dell’Evento. (Ma del resto quella di assumere le determine postume è ormai una praticale abituale del Parco.) All’interno di questi atti deliberativi figurano quelli determinati rispettivamente in data 2 e 6 marzo 2018, e cioè durante la Manifestazione, relativi a “Impegno ed incarico per la realizzazione dei cartelloni di concerti nei pomeriggi tra il 2 e il 10 marzo” e “Impegno ed incarico per il servizio pubblicitario presso l’aeroporto di Palermo in occasione del mandorlo in Fiore 2018”.

Ci saremmo aspettati prima di questa conferenza stampa una comunicazione circa i costi effettivi del Mandorlo 2018, sempre che questi possano essere effettivamente fornirti, augurandoci che non finisca come nell’edizione 2017 per la quale l’ultimo atto deliberativo di impegno (postumo, con contemporanea liquidazione, pratica anche questa ricorrente nelle ultime 2 edizioni) è stato determinato nell’ottobre 2017.

È auspicabile pertanto, che prima di ogni altra conferenza stampa che farà seguito a questa, vengano forniti all’opinione pubblica i costi finali relativi all’ospitalità, i trasporti, la pubblicità, il disbrigo pratiche, eventuale rimborsi ai gruppi, nonché gli incassi dei concerti sia del Festival che di quello dei Bambini e chi ne sia il beneficiario, così come le convenzioni tra il Parco rep.01 del 20/01/2018 e rep. n. 04 dell’1/03/2018 rispettivamente con la ditta“Tourist Service” e l’associazione “AIFA” che ha proposto e realizzato il Festival dei bambini.

Sembra che con l’avvento del Presidente del Parco Bernardo Campo le cose dovrebbero andare decisamente in modo migliore rispetto all’accoppiata Parello-Presti che si sono distinti più che altro per azioni discutibili, come anche riportato sopra, relativamente alla questione promo-pubblicitaria dell’evento.

Nino Lauretta

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