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125 milioni di euro stanziati dalla Regione Sicilia per la formazione professionale

Sicilia e formazione professionale: la seconda fase delle procedure, relativa alle pre-iscrizioni degli allievi, si è conclusa con il completo utilizzo dei 125 milioni di euro stanziato dalla Regione. Saranno finanziati, quindi, 1.579 corsi, che impegneranno oltre 25mila allievi. E altri 442 soggetti detenuti saranno coinvolti attraverso 42 percorsi formativi.
In proposito, il presidente della Regione, Nello Musumeci, afferma: “Siamo molto soddisfatti, perché con una procedura innovativa, in meno di sei mesi, siamo riusciti a rimettere in piedi un sistema fermo da anni. Abbiamo raggiunto un obiettivo importante che permetterà agli allievi di tornare nelle aule già da luglio, iniziando l’estate all’insegna della ripresa dei corsi e con le migliori premesse per il futuro della formazione professionale”.
E l’assessore alla Formazione, Roberto Lagalla, aggiunge: “E’ chiaro che si tratta di un primo passo, perché c’è ancora molto da fare. Lavoreremo da subito, sempre all’insegna del dialogo con le organizzazioni datoriali e le associazioni di categoria, per innovare il settore e garantire la massima tutela occupazionale. Avremo particolare attenzione per tutti quei lavoratori che, fuoriusciti da un sistema imploso negli anni scorsi, oggi si aspettano risposte responsabili, insieme a un serio e costante impegno da parte degli enti, delle organizzazioni sindacali e del governo regionale”.

1 Risposta per “125 milioni di euro stanziati dalla Regione Sicilia per la formazione professionale”

  1. Salvatore ha detto:

    Bene nulla di diverso dei vecchi governi. Si creano “posti di lavoro fantasma tanto che poi si scopre un Giacchetto che si mangia tutto lasciando sul lastrico tanti padri e madri di famiglia che anche loro hanno le sue colpe. Perché pur vedendo ingiustizie si girano dall’altro lato. Hanno trovato questi “spiccioli ” per iniziare e non trovato altri spiccioli da poter tirare avanti le IPAB CHE in Sicilia sono sul punto di chiudere e non possono farlo perché gli stessi parenti dei ricoverati se ne fottono.

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