“Sponde 2010”, faccia a faccia con Claudia Cardinale
Ci sono attrici senza tempo. Dive, icone del cinema e della letteratura in senso lato. Tra queste, una delle protagoniste incontraste del panorama internazionale è Claudia Cardinale. Definita da Gian Piero Brunetta: “bellezza in pari tempo solare e notturna, limpida, misteriosa e inquietante”. L’attrice, di origine tunisina, è stata ospite di spicco della manifestazione mazarese “Sponde 2010”. Una tre giorni, che si concluderà oggi in occasione della giornata mondiale della Pace, dedicata al dialogo interculturale e interreligioso. Proprio all’attrice, ambasciatrice dell’Unesco, è stato conferito per il suo impegno il premio Sponde. Insieme a lei, ha ricevuto il diploma d’onore della città di Mazara del Vallo, il regista tunisino Ferid Boughedir.
Frase comune. Quasi retorica è: “I veri divi non si comportano da divi”. Un apparente non senso che racchiude verità. Eccola, Claudia Cardinale, mentre sotto un gazebo risponde con cordialità e naturalezza alle domande dei giornalisti. E’ lì, che accetta di fare una foto con turisti, imbarazzati di un abbigliamento estivo poco consono a un nome così altisonante. Ride e sorride, lei. Disarmante e ipnotico il fascino che emana un’icona di eleganza e professionalità. Presenza viva e tangibile di una pagina della storia del cinema.
“Noi italiani – afferma – siamo un popolo di emigranti e non bisognerebbe dimenticarlo. Ognuno di noi lo è. I nostri genitori e nonni lo sono stati”. Mette subito in chiaro la sua posizione a favore dell’interculturalità e della integrazione multietnica, in questi giorni più che mai al centro dei dibattiti italiani ed europei. E Mazara del Vallo è un palcoscenico privilegiato. Migliaia sono i nordafricani che vivono e lavorano, spalla a spalla, con i mazaresi. Ma di politica non vuole parlare, il suo pensiero è un’idea di principio. Chi meglio di un attrice, nata e cresciuta in Tunisia, i cui genitori sono di origine siciliana, che ha girato il mondo e da anni vive in Francia, può dirlo senza retorica. Claudia Cardinale racconta aneddoti del passato. La sua amicizia con il “Bell’Antonio”, Marcello Mastroianni e dei rumors dell’innamoramento, non corrisposto, da parte del suo compagno di lavoro. Ricorda Luchino Visconti, e di quando durante le riprese del Gattopardo, la sollecitava a baciare in modo poco “platonico” e molto realistico. E poi del set di “Bello, onesto, emigrato in Australia sposerebbe compaesana illibata”. “In una scena – racconta – dovevo dare uno schiaffo ad Alberto (Sordi). L’ho preparato dicendogli di girarsi, ma lui non lo ha fatto. E io, gli ho dato una sberla vera”.
“Nella vita ho realizzato tutto ciò che volevo – aggiunge – sono soddisfatta del mio percorso. Ho avuto pochi amori e tutto si è svolto secondo ‘Maktub’, il mio destino. Ci credo molto. Sono convinta che tutto ciò che deve succedere, accadrà”. “Ma ho sempre scelto – precisa Claudia Cardinale –, anche quando mi hanno offerto di interpretare dei personaggi importanti, mi è capitato di rifiutare se la parte non mi convinceva. Nel set sono stata tutto: principessa e popolana, anziana e giovane. Tutto è una sfida, ma il personaggio deve piacermi. Altrimenti non riesco a calarmi in quelle vesti”. In breve spiega che i ruoli più lontani dalla personalità dell’attore, creano nel vero artista la voglia di mettersi in gioco. E poi, quando da personaggio si torna persona, bisogna scrollarsi tutto e scindere il vero dal verisimile. Parla infine della difficoltà in cui versa il cinema italiano a causa delle problematiche dei finanziamenti. “Si vede purtroppo – conclude Claudia Cardinale – poco cinema italiano nel mondo. Bisognerebbe investire di più sul grande schermo, mancano le grandi coproduzioni con l’estero”. Poco dopo va via, quasi dispiaciuta, ma altri appuntamenti l’aspettano. E negli occhi di chi la vede allontanarsi, resta l’immagine della “Ragazza con la valigia” che ha fatto innamorare e che innamora i suoi numerosi ammiratori.

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